.
Annunci online

houseofMaedhros
schizzi e scazzi di finanza e dintorni


Diario


26 maggio 2008

FARMACI DI PAGATA EFFICACIA

L'AIFA è l'ente pubblico che ha sostituito il CUF.
Solo nel nome, l'andazzo e tutto il resto essendo rimasti pressoché invariati.

Il CUF era l'espressione e la stampella di quella combriccola di burocrati che qualche anno fa si rifiutò pervicacemente di ottemperare alle disposizioni dell'allora ministro della Salute Storace di riesaminare il Metodo Di Bella, ed arrivò addirittura a definirlo nocivo "in quanto negatore di accesso a farmaci di provata efficacia".

Si riferivano ai chemioterapici, gli unici farmaci che il Soviet internazionale della medicina ha propinato agli sventurati colpiti dal male, non essendo radiazioni e chirurgia dei medicinali.
Quella "provata efficacia" si risolveva nell'essere quei farmaci più mortali del tumore stesso. Nell'undici per cento dei casi sono in grado di ammazzare il paziente prima che lo faccia il tumore, mentre presi da soli, senza supporto chirurgico o radioterapico cioè, sono in grado di far sopravvivere i pazienti per cinque anni solo nel 2,5% dei casi.

Se fossero stati inefficaci, cosa avrebbero combinato?
L'estinzione del genere umano?

Pochi giorni fa, un'inchiesta della Procura di Torino ha lanciato l'ipotesi che tale "efficacia" venisse stabilita seguendo più o meno questo schema:
"Scusi, Signor CUF....."
"AIFA prego!"
"Ah, scusi Signor AIFA, mi potrebbe dire quanto è efficace questo farmaco?"
"Uhm....beh, sa signora mia....dipende dagli zeri che contiene l'assegno".

E' bene ricordare che si tratta di farmaci che vanno a formare in via esclusiva il contenuto del trattamento sanitario obbligatorio in vigore in Italia, grazie alla disposizione dei compagni inserita nella finanziaria del 2007.

Ovviamente, bisogna doverosamente sottolineare che si tratta allo stato solo di accuse, e quella gente rimane innocente fino a prova contraria.
E va pure aggiunto che con il trasferimento dell'inchiesta a Roma quella prova contraria assume probabilità di manifestarsi piuttosto trascurabili, se vogliamo fidarci di un mero esame storico.

E quindi, vi sono ottime possibilità che continueremo ad essere nelle mani di galantuomini

Così parlò Luigi Di Bella quasi trent'anni fa.
Avrebbe potuto farlo ieri, sarebbe stata la stessa cosa.

Non è cambiato nulla nel frattempo, a parte qualche trilione di euro fagocitato worldwide da una ricerca inutile e presuntuosa e da strutture burocratico-sanitarie prodigali solo "per sé e per i suoi", e parecchi milioni di persone da quelle ammazzate più che dal cancro.

Non vi sarà perdono!
Ma ho seri dubbi che saranno gli uomini ad essere in grado di portare Giustizia sui responsabili.


1 marzo 2008

UMBE', NON FACCIAMOLA FUORI DAL PITALE

"Capisco che la situazione è molto difficile da accettare ed è normale non arrendersi di fronte ad una prognosi negativa per una giovane donna. Mi sono espresso molte volte sul metodo Di Bella anche su questo forum: è stata istituita una apposita Commissione che, a seguito di un studio clinico nazionale, ha decretato la non efficacia del metodo. Ripeto questo anche a lei per sottolineare che non è vero che certe voci non contano. Crede davvero che se la terapia funzionasse, non solo lo Stato italiano, ma tutto il mondo non la adotterebbe? Purtroppo non è così. Quindi il mio consiglio è quello di seguire la terapia cercando in primo luogo di stabilire un dialogo costruttivo con il medico che ha in cura la donna, per pervenire a un piano terapeutico il più possibile compatibile con il suo progetto di vita".

Umberto Veronesi, 15 febbraio u.s.

In qualche precedente intervento abbiamo dato atto al Prof. Veronesi di non essere mai scaduto nella pecoreccia terminologia di tanti altri numi dell'oncologia; di avere proposto - alla vigilia dell'infame sperimentazione del '98 - uno studio randomizzato di fase IIIa; di avere (bontà sua) definito il Prof. Luigi Di Bella uno "scienziato serio e preparato"; di avere ammesso che tutti i principi attivi del MDB possiedono una dimostrata attività antineoplastica. Ed avevamo pure interpretato il suo defilarsi dalla poco edificante vicenda - uscendo dalla sperimentazione - come una comprensibile attenzione alla sua immagine.

A distanza di dieci anni da quella che non può non definirsi come la più grande vergogna nella storia della medicina, dobbiamo rilevare un allineamento ad argomentazioni che chiunque - e ripetiamo chiunque - abbia un minimo di onestà intellettuale ed un minimo di diligenza, trova totalmente prive di plausibilità.

- E' vero o non è vero che il BMJ scrisse, a proposito della sperimentazione: "la ricerca avrebbe potuto essere meglio progettata.......il trattamento è stato interrotto nell'86% dei pazienti....molti clinici possono trovare tutto questo molto convincente, ma ciò non è esatto.....I ricercatori avrebbero dovuto condurre dei trials randomizzati e controllati....il miglior modo per togliere ogni pregiudizio è procedere alla randomizzazione dei pazienti trattati e confrontati con i gruppi di controllo......Le difficoltà della randomizzazione o del reclutamento in verità sono delle ragioni deboli.....sarebbe stato meglio sperimentare la terapia "Di Bella" in un numero di tipi di tumore inferiore a quello necessariamente preso in considerazione........Gli Autori affermano anche che non avrebbero potuto eseguire dei trials randomizzati per ragioni etiche, ma ciò non è chiaro. Infatti si potrebbe obbiettare che la qualità scadente di questi studi sia immorale......Il progetto di questi studi è difettoso......Inoltre vorremmo renderci conto dei motivi di un'azione così affrettata......"?

- E' vero o non è vero che sono stati adottati per il MDB criteri di valutazione delle terapie citotossiche e non delle terapie biologiche, con totale stravolgimento delle conclusioni?

- E' vero o non è vero che la maggior parte dei pazienti erano considerati casi ormai disperati?

- Sono proprio fuor di luogo le posizioni di illustri suoi colleghi (Prof. Iacobelli) quando affermano che "Ma io sono soprattutto un ricercatore e come ricercatore debbo ammettere che nella lotta contro il cancro siamo in una fase di stallo. In una situazione simile quindi non possiamo permetterci il lusso di non prendere in considerazione ogni possibilità. Le indicazioni che sono arrivate dalla MDB non mi sembrano frutto di miracoli. Per questo se avessi il potere di farlo, comincerei con l'approfondirle".

- Cosa risponderebbe ad un personaggio autorevole, come il Prof. Sermonti, che a proposito della sperimentazione dichiarò: "Si può dire che non si sono raccolte prove sufficienti, ma non si può chiudere con una bocciatura. Questo è un linguaggio scolastico, non scientifico. In secondo luogo non esiste esperimento senza controlli. Non sono stati forniti dati del decorso che i tumori avrebbero avuto se non trattati, o trattati con la chemioterapia convenzionale. Certamente il controllo avrebbe registrato un decorso fortemente negativo. I malati trattati con la terapia Di Bella erano tutti in fase avanzata o terminale. Molti di essi avevano metastasi e non rispondevano al trattamento chemioterapico. Questo significa che l`esito del male in pazienti corrispondenti, sottoposti alle terapie convenzionali, sarebbe comunque stato fallimentare. Solo una terapia miracolosa avrebbe registrato un buon esito nelle condizioni sperimentali adottate. Se gli stessi pazienti fossero stati sottoposti alla terapia convenzionale anziché a quella Di Bella, si sarebbe dovuto concludere che le cure attuali sono un fallimento. I più erano infatti "non suscettibili a trattamento chemioterapico", il che vuol dire che sarebbero comunque peggiorati o deceduti. Capisco le esigenze politiche di chiudere un caso imbarazzante e scomodo, e che conclusioni dubitative o dilatorie non avrebbero giovato allo scopo. Protesto per l`uso che si è fatto della scienza e della sperimentazione, che con queste procedure finirebbero con l`escludere ogni proposta innovatrice o comunque poco gradita all`establishment"?

- Come la mettiamo con quanto dichiarato a suo tempo dal Prof. Giuseppe Fariselli, oncologo presso l'Istituto dei tumori di Milano? "Faccio l`oncologo da molti anni e cerco di curare i miei pazienti in tutti i modi che mi sembrano giusti per ciascuno di loro....in molti casi già trattati con radio e chemioterapia, l`evoluzione della malattia viene rallentata dalla terapia Di Bella..;..le condizioni fisiche sono discrete, i dolori assenti o nettamente ridotti, l`aspetto generale è quello di un essere umano cosciente della gravità della sua malattia, ma ottimista; vuole anche dire che la sperimentazione della terapia Di Bella, seppure fatta con tutti i crismi della scienza, è stata un bluff......Se è vero infatti che in nessun caso il diametro del tumore è diminuito, nel 9 per cento dei casi è però rimasto invariato perché si è ottenuta, pur in stadio avanzatissimo di malattia e dopo che tutti gli altri trattamenti avevano fallito, la distruzione di una parte di tumore uguale a quella di accrescimento. Queste 12 persone vivono contro e aldilà di ogni previsione e continuano le cure in attesa di una Di Bella 2 o di qualunque nuova terapia che faccia rinascere la speranza in tutti noi. Scusate se è poco".

- Non significa nulla, di fronte a statistiche (BMJ) del 29% di sopravvivenza a 5 anni di oltre 780.000 malati di cancro trattati con le terapie convenzionali, ed a studi clinici (C.O.) che hanno accertato - una volta per tutte - che la chemio collabora ad allungare la sopravvivenza solo nel 2,3% dei casi (..a proposito, è etico strombazzare per decenni un inesistente 50% ed oltre di...guarigioni? Sta a vedere che anche il BMJ è dibelliano?), il fatto che nella seconda metà del 1999 risultavano in vita il  23% degli arruolati, che pure erano malati terminali e, in ogni caso, con una previsione di vita non superiore ai tre mesi? E' etico, di fronte a milioni di vittime ogni anno ed a milioni di famiglie sconvolte, ripararsi dietro una prova che di scientifico ha avuto solo lo studio di tutte le precauzioni e di tutte le misure per ottenere una pronuncia negativa?

- E' vero o non è vero che furono rilevate innumerevoli anomalie (parzialità dei protocolli, prevalente mancata adozione della siringa temporizzata, irregolare composizione dei galenici, i famosi 1.048 flaconi scaduti descritti in un verbale dei Nas, le inchieste di Guariniello trasferite nell'imminenza di quattro avvisi di garanzia...ecc. ecc....)?

- E INFINE: come la mettiamo con lo scandaloso plagio attuato in questi ultimi tempi dei principi attivi del MDB?

Non basta cambiar nome o invischiarsi in "distinguo", sperando nella piaggeria di molti mass media e nella labile memoria della collettività:

  • - Acido retinoico Mdb = acido retinoico C. di Aviano
  • - Vit. A Mdb=Fenretinide
  • - Vit. D3 Mdb=Vit. D3....
  • - Somatostatina=Som 213....
  • - Melatonina Mdb=Melatonina

E questo....solo facendo una rassegna rapida e superficiale.

Sarebbe amore non solo per la morale, ma anche per la propria immagine, abbandonare certi perizomi, oggi talmente striminziti da evidenziare, anziché coprire, le proprie sconcezze. Denaro e potere possono quasi tutto, ma non tutto, e spesso si rimane travolti da inarrestabili eventi proprio quando si crede di dominarli totalmente o di averli da tempo neutralizzati. Non ci riguardano le iniziative personali, in qualsiasi campo si riversino. Ma, almeno, si abbia un accenno di senso della misura, e, soprattutto, di rispetto per la sacralità della vita e della sofferenza di tanti esseri umani, immolati al moloch dell'utile d'impresa e dell'insipienza: e che non solo meritano, ma impongono un minimo di decenza.
 

per STAFF DI BELLA INSIEME
Adolfo Di Bella
24 febbraio u.s.

Qualche informazione in più sulla grande infamia di 10 anni fa.

Se poi volete proprio i dettagli, non dovete fare altro che andare su questi vecchi post: primo - secondo - terzo

"Sperimentare? Ma cosa diavolo devo sperimentare?"


                                           "ED ALLOR FU LA MIA VISTA PIU` VIVA
                                           GIU` VER LO FONDO, DOVE LA MINISTRA
                                           DELL`ALTO SIRE, INFALLIBIL GIUSTIZIA,
                                           PUNISCE I FALSATOR CHE QUI REGISTRA".



24 ottobre 2007

LO STRANO RISPETTO DELLA PERSONA UMANA NELLA CONCEZIONE CATTOCOMUNISTA

Costituzione della Repubblica

Art. 32

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dello individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


La Finanziaria 2007 (al comma 796, lettera Z), ha abrogato la disposizione di legge introdotta sotto pressione dell'opinione pubblica nel 1998, la cosiddetta “legge Di Bella” (articolo 3, comma 2 D.L. n. 17 del 23 febbraio 98, conv. con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94), che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche, al momento in gran parte disattese dal prontuario del Ministero della Salute. Grazie a questa legge per anni i medici hanno potuto prescrivere farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali (Prontuario). Con la finanziaria 2007 la disposizione 94/98 non è più applicabile.

Il medico, per attenersi a queste disposizioni di legge, a questo coercitivo binario terapeutico, autentica dittatura terapeutica, non raramente sarebbe costretto a prescrizioni in contrasto con la propria coscienza, esperienza, cultura ed etica. Gli è fatto esplicito divieto di prescrivere farmaci “off label” (fuori etichetta) per i cosiddetti usi “non previsti”, anche se pienamente conformi ad un rigoroso e logico razionale d’impiego clinico basato sull’applicazione circostanziata, ragionata, conseguenziale, delle evidenze scientifiche. Secondo il Giuramento di Ippocrate, il Codice deontologico, la Conferenza internazionale di Helsinki sulla etica medica la codificazione internazionale della medicina basata sull’evidenza (EBM), il medico non solo può, ma ha il dovere morale, umano, professionale, di applicare in ogni singolo caso e circostanza il farmaco meno tossico e più efficace. La finanziaria 2007 fa nella maggioranza dei casi espresso divieto di applicare questi concetti ovvi, universalmente accettati e sottoscritti, umiliando la libertà e dignità del medico con gravissimo danno perla salute gli ammalati.

Digitando nella massima banca dati medico scientifica www.pubmed.gov “somatostatin or octreotide (analogo) in cancer therapy”, si evidenziano 23.000 pubblicazioni a conferma del suo potente e atossico effetto antitumorale. Malgrado una conferma di questa portata, la somatostatina, essenziale componente del MDB, di cui il Prof Di Bella ha l’assoluta e incontestabile priorità d’impiego antineoplastico, non è prevista dal prontuario per la cura dei tumori, se non in rare eccezioni. Il mancato inserimento nel prontuario di questa e altre molecole antitumorali del MDB ampiamente confermate in letteratura come Melatonina, Retinoidi, Vit.D3 ecc, evidenzia la chiara e grave frattura tra dato scientifico e clinico-terapeutico imposta dalla finanziaria, frattura tanto facilmente verificabile, quanto eticamente imperdonabile e scientificamente insostenibile.

Infatti ricercando queste molecole su www.pubmed.gov e aggiungendo “in cancer therapy” [ricerca, del 24 /03/2007] si evidenziano:

- somatostatina e/o octreotid in cancer therapye, 23.725 pubblicazioni, tra cui quella del premio Nobel Schally

- retinoidi, 10629 pubblicazioni

- vitamina D3, 4445 pubblicazioni

- - melatonina, 1052 pubblicazioni

vitamina E, 1.506 pubblicazioni

- vitamina C, 1.234 pubblicazioni

- calcio, 6.289

- inibitori prolattinici: cabergolina 181, bromocriptina 1551 pubblicazioni

- condroitinsolfato, 103 pubblicazioni

- omega 3, 502 pubblicazioni

- glucosamine, 123 pubblicazioni

- seleniometionina, 114 pubblicazioni

Ritengo utile informare che questi farmaci, validati nello loro efficacia antitumorale e tollerabilità da una evidenza scientifica di questa portata, non sono altro che i componenti del metodo Di Bella, esclusi dal prontuario malgrado una documentazione scientifica internazionale di questo livello

Sono invece previsti a carico del SSN , e pertanto del contribuente, protocolli chemioterapici, di costi e tossicità elevati , di dubbia utilità terapeutica, penalizzati dall’induzione di un’inaccettabile percentuale di mortalità denunciata anche da un’agenzia della Reuters Healt [Wesport,CT 2001-05-17]: “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen...” (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici...”). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard M.e AA [Br.J.Cancer 1998 Jun 77(12) 281-5] con l’undici per cento di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da protocolli chemioterapici per malattie linfoproliferative tra i quattro giorni e gli undici mesi, dal suo inizio. L’elevato effetto mutageno, la grave tossicità, la depressione immunitaria indotte dalla chemio, ne spiegano i gravi limiti. Tutte le attuali terapie oncologiche valutate nel loro complesso, sono ferme, malgrado statistici funambolismi e mediatici trionfalismi, ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni (M.A. Richards, D .E. Stockson e AA (BMJ 2000;320:895 –898), non ottenuta dalla chemio, ma da chirurgia + radioterapia + chemio. Di questo 29% solo il 2,5% è dovuto alla chemio, come documentato dalla nota pubblicazione “The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5- year survival in adult malignancies” di Morgan G. e AA sulla prestigiosa rivista oncologica internazionale Clin. Oncol [2004 Dec.16(8):549-60]. Questa pubblicazione ha la massima affidabilità e rilevanza scientifica per tre caratteristiche raramente riscontrabili in altri studi clinici e ancora più difficilmente coesistenti: 14 anni di osservazione dei pazienti, 22 diverse varietà neoplastiche studiate, una base statistica dell’ordine di grandezza di 225.000 pazienti. Obiettivo della pubblicazione era la valutazione del reale contributo della chemio al raggiungimento dei 5 anni di sopravvivenza. L’avvilente e disarmante risultato dello studio clinico documenta che su cento ammalati di tumore la chemioterapia consente solo al 2,3% di raggiunge i 5 anni, ma lo stato italiano la impone per legge. La chemio di stato oltre molteplici e gravi danni, spesso permanenti,può produrre una tossicità tale da uccidere 11 pazienti su cento trattati, ma lo stato fa obbligo al medico di prescriverla. Nel fiore all’occhiello della chemio, i linfomi e le varie malattie linfoproliferative, dal citato lavoro di Morgan e AA, emerge evidente e documentato il dato che solo il 10,5% degli ammalati raggiunge i 5 anni. Questi sopravvissuti, a causa dell’effetto mutageno della chemio praticata, sono però penalizzati dal doppio di possibilità di ammalarsi successivamente di tumori solidi rispetto alla media. Pertanto tutte le statistiche oncologiche ufficiali di sopravvivenza vanno drasticamente ridimensionate. Dopo i fatidici cinque anni la percentuale dei sopravvissuti decresce rapidamente negli anni successivi, come dimostrato da Lopez e AA nello studio clinico “Long –term results…Experience at the 20 th…” pubblicato su GacMed Mex [1998 mar.Apr,134(2):145-5]. Questo studio clinico certifica che la metà dei pazienti sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per recidive tumorali.

Dalla finanziaria 2007 questi protocolli chemioterapici sono di fatto imposti come terapia unica di stato a medici e pazienti, con l’onere per il contribuente di quasi centomila miliardi di vecchie lire l’anno. Questi risultati hanno messo in crisi il rapporto di fiducia tra cittadino e istituzioni statali, accademiche sanitarie, clamorosamente emerso nel ‘98 con le pubbliche dichiarazioni e testimonianze di numerosi ammalati di tumore guariti col Metodo Di Bella. Quel contenzioso tra cittadini e istituzioni sanitarie statali, oncologiche e accademiche ufficiali, anche se silenziosamente, dal 98 si è progressivamente aggravato, deteriorandosi al punto tale che in Italia, su quattro ammalati di tumore, tre rifiutano la chemioterapia. Il dato emerge da un ampio studio statistico nell’ambito della comunità europea, condotto dal medico ricercatore Alex Molassiotis, che ha documentato come gli Italiani nel rifiuto della chemio, siano al primo posto in Europa, dove è progressivamente decrescente la percentuale di ammalati disponibili ad accettare la chemioterapia. Al momento in Europa 1 su due rifiuta la chemio. Il dato fu pubblicato con grande rilievo poco più di 1 anno fa dal Q.N, nel corso di un’intervista a un illustre oncologo. Anche noti organi di stampa europea , tra cui lo “Der Spigel”, hanno trattato le ragioni del rifiuto sempre più esteso della chemio in un articolo ampiamente ripreso e diffuso da vari organi d’informazione e siti, tra cui: www.whale.to/a/chemo1.html, Significativo il titolo “ -German Magazine Spiegel Tells the Truth About Chemo Treatment- "

-Il giornale tedesco Spiegel racconta la verità sulla chemioterapia.-

Uno dei giornali più letti in Germania, lo Spiegel, ha recentemente pubblicato un articolo di tre pagine sull’inutilità della chemioterapia. Mentre gli oncologi dicono ai loro pazienti che la chemio aiuta ad incrementare l’aspettativa di vita, le statistiche hanno rivelato che per i tumori più comuni la chemioterapia non migliora assolutamente la situazione. Nei casi di tumore alla mammella, la chemioterapia diminuisce addirittura la sopravvivenza media da 24 a 22 mesi, nel tumore alla prostata da 19 a 18 mesi… Tutto sommato, la chemioterapia non agisce sui più comuni tipi di tumore.

Ciò che appare come una sorpresa per il lettore medio, il lettore informato di farmacologia lo sapeva già da lungo tempo: il libro del Dott. Ralph Moss “Questioning chemotherapy”, una meta analisi di un cospicuo numero di studi, rivela il medesimo risultato.

Il perché la medicina ortodossa continui a voler spendere più del 15% su questa inutile ed eccessivamente costosa terapia, rimane un mistero per quasi tutte le persone con un quoziente intellettivo di 3 cifre, tranne per coloro che, chiaramente, hanno capito che le aziende farmaceutiche non si occupano di aiutare i pazienti ma di guadagnar denaro

Anche la massima agenzia internazionale di stampa . la Reuters,ha diffusio la citata notizia sull’alta tossicità e scarsa efficacia della chemio, denunciando un’inaccettabile percentuale di mortalità: Reuters Healt [Wesport,CT 2001-05-17]: “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen...” (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici...”).

Il dato è confermato dalla pubblicazione di Atra M.e AA [Br.J.Cancer 1998 Jun 77(12) 281-5] con l’undici per cento di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da protocolli chemioterapici per malattie linfoproliferative tra i quattro giorni e gli undici mesi, dal suo inizio. L’elevato effetto mutageno, la grave tossicità, la depressione immunitaria indotte dalla chemio, ne spiega i gravi limiti.

A fronte di questi risultati della chemio, sono già pubblicati su riviste internazionali e reperibili per esteso nel sito ufficiale www.metododibella.org studi clinici che documentano col MDB, nelle malattie linfoproliferative, una sopravvivenza dell’ottanta per cento a 5 anni, e nei tumori polmonari in stadio 3° e 4°(critico-terminale), un incremento dell’aspettativa di vita del 300%, con un evidentissimo recupero della qualità di vita rispetto alle mediane di sopravvivenza tratte dai dati oncologici ufficiali internazionali. Senza alcuna mortalità o rilevante tossicità causata dal MDB. Nel trattato “Il Metodo Di Bella” ho riportato i componenti del MDB e il loro meccanismo d’azione dalla chimica alla biologia molecolare, documentandolo con oltre 2000 voci bibliografiche. Negli attuali protocolli oncologici ciclo dopo ciclo, per l’elevato effetto mutageno dei chemioterapici, la selezione naturale agisce sulla variazione genetica conferendo un vantaggio evolutivo al fenotipo neoplastico. Il continuo incremento di queste mutazioni chemioindotte, sommato alla naturale attitudine mutagena del fenogenotipo neoplastico, conferisce ovviamente alla cellula tumorale un vantaggio in termini evolutivi e proliferativi, che viene trattenuto dalla selezione, producendo ceppi sempre più resistenti, fino alla refrattarietà, proliferativi, invasivi, che colonizzano con crescente facilità, un organismo sempre più debilitato dalla chemio, che ne ha sovvertito strutture e funzioni vitali. Un tumore inoperabile è comunemente considerato una condanna, ma in effetti è anche la chiara conferma della totale, reale, anche se inconfessata, incapacità della chemioterapia di eradicarlo. La logica conseguenza della selezione chemioindotta di cellule sempre più aggressive in un organismo sempre più debilitato, non può che essere la frequente, anche se non ammessa, disseminazione neoplastica incontrollabile, che frequentemente, dopo variabili periodi, conclude dopo illusoria e temporanea riduzione volumetrica tumorale, i cicli chemioterapici. L’oncologia, a fronte delle migliaia di pubblicazioni oggi reperibili a conferma dell’attività antiblastica di ogni componente del MDB (oltre un migliaio riportati nel portale ufficiale www.metododibella.org, oltre duemila nel trattato “Il Metodo Di Bella”), e del reciproco sinergico potenziamento, non può moralmente e razionalmente, scientificamente, giustificare l’ostinazione a fare della chemioterapia il fulcro, l’asse portante della terapia del cancro, e a rifiutare un esame attento, profondo, e soprattutto non prevenuto, delle basi scientifiche del MDB.

In conclusione: i presupposti scientifico clinici della chemioterapia stanno progressivamente vanificandosi, mentre l’aumento esponenziale di studi sperimentali e clinici sulla “terapia biologica” dei tumori (il termine è stato coniato dal Prof Di Bella ad un congresso internazionale nel 1981) documenta che l’asse scientifico clinico terapeutico dell’oncoterapia si sta spostanto da terapie citolitiche a terapie biologiche esattamente come anticipato dal Prof Di Bella oltre 30 anni fa. La libertà terapeutica del medico deve essere categoricamente rispettata e tutelata nell’interesse primario dell’ammalato, ma anche nella disgraziata ipotesi di una dittatura terapeutica, le commissioni ministeriali dovrebbero recepire e far applicare i dati più aggiornati e documentati della ricerca, le “evidenze scientifiche”.

Non essendo questa la realtà italiana, molti si stanno attivando per chiedere alle competenti istituzioni di inserire nel prontuario almeno la somatostatina

È in corso infatti una raccolta di firme su scala nazionale per chiedere al Ministro della Salute l’erogazione da parte del SSN della Somatostatina in fascia A per tutte le patologie tumorali. Abbiamo oltre 60.000 firme, e l’obiettivo delle 100.000 non è lontano. Fine dell’iniziativa è superare l’ostruzionismo al MDB, in presenza di una corrente prassi terapeutica dal profilo dogmatico ed impositivo, caratterizzata spesso da elevata tossicità e dimostratasi non in grado di eradicare la maggior parte delle neoplasie. Ormai la documentazione della determinante efficacia della somatostatina, su denominatori comuni a tutti i tumori, ha raggiunto una tale ampiezza ed evidenza da vanificare ogni obiezione scientifica alle sue indicazioni in tutte le patologie tumorali. Il Vangelo recita: “Non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere, né peggior sordo di chi non vuole sentire”. Il disprezzo per la verità e la pervicace negazione dell’evidenza, che ci sembra una mancanza di rispetto per chi soffre di tumore e per i familiari, ha vanificato sinora ogni iniziativa tesa a spiegare e documentare gli innovativi e determinanti progressi apportati dal MDB nella terapia oncologica.

I firmatari chiedono ai Rappresentanti della Nazione di difendere gli ammalati di tumore da ogni imposizione da parte di chi si ostina a non voler vedere verità evidenti, confermate da ampio e crescente riscontro nella letteratura e ormai documentate nella loro potenzialità terapeutica.

Il problema pertanto non è più scientifico, ma sociale, politico e civile. La gente chiede giustizia e il rispetto della libertà di scelta terapeutica sancita dall’articolo 32 della Costituzione.

Giuseppe Di Bella


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Metodo Di Bella Libertà di cura

permalink | inviato da houseofMaedhros il 24/10/2007 alle 12:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


14 ottobre 2007

VOGLIA DI VERITA'

Convegno di Padova sulla Libertà di scelta terapeutica del 7 ottobre 2007

Firma la petizione!


Foto del pubblico



Foto del pubblico



I relatori, da sinistra: dottor Giuseppe Di Bella, Giovanni Peccarisio, dottor Roberto Gava (con il microfono), dottor Paolo Girotto e il dottor Paolo Rossaro



Il dottor Giuseppe Di Bella

Chi vuole, può ascoltare la relazione del Dottor Giuseppe Di Bella.
E' divisa in due parti, e ci vuole un po' di pazienza, ma ne vale la pena.

Ovviamente il post è sentitamente dedicato a quella str...ana donna, mai stata madre mai stata moglie, che ancora pochi giorni fa è stata capace di affermare in televisione che il Professor Di Bella "non voleva fornire le formule della sua terapia".
Ed anche a quella pittoresca umanità in svendita per la quale "farmaci di provata efficacia" sono quelli che garantiscono una sopravvivenza a 5 anni del 2,5% dei malati, e ne ammazzano 11 su cento di loro pugno.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Metodo Di Bella

permalink | inviato da houseofMaedhros il 14/10/2007 alle 19:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


23 settembre 2007

LA REGOLA D'ARTE NELLA PREPARAZIONE DELLA SOLUZIONE DI RETINOIDI E DELLA MELATONINA CONIUGATA

Più volte abbiamo insistito sull'importanza fondamentale di questi due componenti, che, se non preparati scrupolosamente e secondo precise modalità, invalidano in misura rilevante l'efficacia dell'intera terapia. Ma non è sempre facile, per chi non ha approfondito l'argomento ed ha scarsa dimestichezza con il MDB, comprendere appieno l'importanza fondamentale di una congrua preparazione, e sfuggire alle lusinghe ed alle assicurazioni di molti farmacisti che, o per superficialità o per motivi ancor meno accettabili, offrono ai pazienti prodotti imperfetti, pregiudicandone fatalmente le possibilità di vincere il male.

Fra l'altro, la preparazione non è un dato acquisito della farmacopea galenica, non si studia, cioè, durante gli anni di università, ma rappresenta una procedura innovativa ideata dal Prof. Luigi Di Bella e realizzata, seguendo le sue precise indicazioni, dal farmacista e chimico Dr. Vigildo Ferrari di Bologna. Di conseguenza, nessun farmacista - nemmeno il più colto e capace - che non abbia appreso dettagliatamente e sul campo come si effettua la preparazione, sa letteralmente....da che parte cominciare. E' anche bene tener presente che, siccome i riferimenti al Mdb debbono essere formalmente autorizzati da chi porta il cognome Di Bella, qualsiasi iniziativa in tal senso rappresenterebbe un abuso legalmente perseguibile.

Abbiamo pensato quindi che, diffondendoci sull'attrezzatura richiesta, le fasi della produzione, i tanti accorgimenti necessari, avremmo potuto rendere più vigili, più consapevoli e intransigenti quanti praticano la terapia, a tutto vantaggio del loro bene.

Approfittando della disponibilità e della cortesia di un ottimo farmacista preparatore - stimato e spesso suggerito dal Prof. Luigi Di Bella - abbiamo visitato il suo laboratorio e ci siamo fatti illustrare in dettaglio come si preparano i due galenici.


Per cominciare: Tanto spazio e costose apparecchiature


= Come prima cosa, occorre disporre di locali dedicati di adeguata estensione, oltre che di attrezzatura ed apparecchiature specifiche. Si richiede quindi un investimento iniziale di non poco conto, ed una grande diligenza nel curare la manutenzione dei diversi apparecchi necessari. Se si tiene conto del fatto che il farmacista deve avere lo spazio adeguato per conservare principi attivi, contenitori, accessori necessari al confezionamento ed alla conservazione di una adeguata quantità di prodotto finito, ci si rende conto che poche farmacie dispongono dei locali adatti (due locali di una cinquantina di metri quadri complessivi ci sembrano il minimo indispensabile). Questo, già a colpo d'occhio, consente di prendere rapidamente le distanze da farmacie che, disponendo magari di un misero bugigattolo, si propongono con incosciente sicumera, quasi si trattasse di approntare un minestrone di verdure.


 = Ovviamente è da considerarsi come scontata una professionalità di prim'ordine, e la perfetta conoscenza delle specifiche e complesse procedure di preparazione, che non possono certo essere apprese via internet o leggendo appunti raffazzonati: i farmacisti preparatori più qualificati hanno appreso le tecniche di preparazione dallo stesso Prof. Luigi Di Bella, o dalla Farmacia di riferimento (Farmacia Ferrari) o, al limite, da altri colleghi esperti ed accreditati.


L'acquisizione dei princìpi attivi.

A suo tempo il Prof. Luigi Di Bella aveva individuato le aziende produttrici in grado di offrire i prodotti migliori (tutte europee o statunitensi). Questo aspetto è chiaramente fondamentale e determinante per produrre buoni galenici. Quando si ricorre a marchi come Roche, Basf, Fluka ecc. si è già a buon punto sulla strada da percorrere. Gli stessi componenti possono reperirsi anche su mercato orientale a basso costo, ma la qualità è sistematicamente inferiore e comunque insufficiente per buoni ed efficaci prodotti. Un farmacista potrebbe avere eccelse qualità professionali, attrezzature da milioni di euro, ma senza questa insostituibile base qualitativa, i galenici risulterebbero sicuramente inefficaci o, nel migliore dei casi, di efficacia insufficiente.

Quindi, il rapportarsi con colleghi dotati di lunga esperienza, è indispensabile anche per la scelta di un rivenditore onesto e corretto. Come sempre, specie in campo scientifico, l'umiltà è la dote più importante. Il prodotto è accompagnato da una scheda tecnica con le caratteristiche e, soprattutto, del fornitore della materia prima.

Il farmacista esperto spesso riconosce di primo acchito un prodotto diverso da quello ordinato, e, in caso di dubbi, provvede ad analizzare o far analizzare la sostanza imputata. E' possibile controllare direttamente la purezza in alcuni casi, in altri è difficile. Per le polveri, in genere è possibile questo controllo attraverso il punto di fusione, visto che da testi specifici si deduce l'intervallo di temperature entro il quale la sostanza fonde. E' buona norma fare analizzare periodicamente il prodotto finito da laboratori chimici seri e specializzati: solo così si potrà avere la sicurezza che non vi siano state anomalie nei processi di lavorazione.


Loro conservazione.

La vitamina E (tocoferile acetato) è il componente meno critico sotto tutti i punti di vista. Viene infatti acquistata da due case primarie (Roche o Basf) in confezioni metalliche sigillate, tipicamente da 5 o più chilogrammi. Si presenta come sostanza oleosa, densa e trasparente, e non richiede, nei contenitori originali, alcuna precauzione di conservazione.

La vitamina A (axeroftolo palmitato), di consistenza burrosa, deve invece essere conservata al riparo dalla luce ed in frigorifero.

Più delicato  il discorso per il betacarotene  e l'acido all-trans-retinoico: queste due sostanze sono in polvere (di accentuata volatilità e, il betacarotene, di colore giallo-rossiccio), debbono essere conservate tassativamente a 32 gradi sotto zero.



Quali sono le attrezzature necessarie?


Per la soluzione di retinoidi:

- Freezer da basse temperature

- Bilance di precisione

- Reattore (per la mescolatura dei principi attivi)

- Dispositivo per la corrente d'azoto

- Pompa peristaltica per il travaso della soluzione nei flaconi

- Faretto a luce rossa

- Dispositivo per la chiusura ermetica dei flaconi

- vari altri dispositivi sussidiari


Per la melatonina coniugata:

- Bilancine di precisione

- Mescolatore polveri

- Compremitrice

- Liofilizzatore

- Blisteratrice


Preparazione della Soluzione di retinoidi.


- Si inizia immettendo tutta la vitamina E nel contenitore in vetro del reattore (figura 1 - freccia in basso) e la si porta alla temperatura di 40°, per diminuire la viscosità delle sostanze e migliorare la loro solubilizzazione. Successivamente viene immesso l'axeroftolo palmitato (vitamina A), accuratamente pesato, l'acido retinoico, sospeso in alcool etilico assoluto, anidro, ed infine il betacarotene. L'acido retinoico, essendo suscettibile di cali più degli altri componenti, è immesso in percentuale appena superiore alla nominale. Ovviamente i preliminari procedimenti di pesatura avranno assicurato che nel contenitore siano rispettate le proporzioni prescritte: ogni mille unità di peso della vit. E, ve ne saranno 0,5 di vit. A, 0,5 di acido retinoico, 2 di betacarotene.


- La temperatura viene quindi aumentata a 45° (è possibile raggiungere anche qualche grado in più).


- Si montano tutti gli altri componenti del reattore: la pala di agitazione in vetro (figura 2) viene collegata ad un motore elettrico (figura 1 freccia in alto) e si procede a collegare l'irroratore di azoto (fig. 1 ultima freccia a destra) con un cannello di entrata (freccia a sinistra), mentre un secondo cannello in uscita (freccia al centro) provvederà all'espulsione del gas. L'azoto gorgoglia per tutta la durata della lavorazione all'interno del contenitore in vetro del reattore, mentre  le quattro vitamine vengono incessantemente mescolate ad un moderato numero di giri, dato che l'omogeneità del composto è già assicurata dal livello della temperatura e che velocità troppo elevate rischierebbero di danneggiare le parti in vetro.


- Il composto viene mescolato continuativamente per 10-12 ore, e, per tutto il periodo che intercorre tra l'inizio e la fine della lavorazione, viene tenuto acceso solo un faretto a luce rossa (figura 3).


- A questo punto si stacca l'azoto e si procede all'imbottigliamento con l'aiuto di una pompa peristaltica, utilizzando lo stesso cannello dell'azoto, mentre, sino al completamento del travaso, continua la mescolazione. In questo modo la soluzione di retinoidi non viene praticamente a contatto con l'aria.


- Le bottiglie sono state, ovviamente, precedentemente lavate, sia per ulteriore misura igienica che per eliminare il brillantante con il quale il fornitore le ha precedentemente trattate. Una volta riempito il flacone, questo viene insufflato ancora con azoto e quindi chiuso ermeticamente.


La soluzione di retinoidi reca sull'etichetta una validità prudenziale di tre mesi (ovviamente se ben conservata al riparo dalla luce e lontana da fonti di calore, ma, ricordiamo, non in frigorifero). Poiché un flacone aperto e chiuso giornalmente espone la soluzione al contatto con l'aria - fonte di lieve ma possibile degrado - conviene acquistare flaconi non superiori a 250 ml. La durata indicata sta a significare che entro questo periodo i suoi componenti (e l'acido retinoico in particolare) subiscono un calo inferiore al 10%; successivamente, il preparato non è nocivo, ma, semplicemente, si suppone abbia un'attività inferiore.




   
                                                                                                                          






 








 

 

 

 



 

 

 








Preparazione della melatonina.

- La Melatonina in polvere, che deve essere di assoluta qualità, viene pesata, analogamente a quanto si fa per Adenosina e Glicina, sostanze che hanno non esclusivamente, ma principalmente, lo scopo di renderla idrosolubile e fruibile in tutti i distretti dell'organismo. La singola compressa pesa 150 mg., in gran parte determinati dagli eccipienti: contiene infatti 2 mg. di Melatonina, 9 di Adenosina, 5 di Glicina, mentre la parte rimanente è costituita da un eccipiente scelto per unire una buona durezza alla facile disgregabilità, e da Stearato di magnesio, sostanza idrofoba che facilita, una volta ingerita, la disgregazione della compressa.


- La polvere viene immessa nel mescolatore ( figura 4) in piccole quantità alla volta, così da garantire una maggiore omogeneità. La mescolatura dura circa 6-7 ore: si inizia al mattino e si passa alle fasi successive nel primo pomeriggio. Nei mesi caldi o in periodi di elevata umidità, risulta assai utile avviare un processo di granulazione, attuato tramite apposita macchina. Infatti, poiché la polvere scorre, per forza di gravità, all'interno di una tramoggia a forma di imbuto, l'umidità potrebbe compattarla, e, di conseguenza, diminuirne l'omogeneità. Si esercita allora una moderata compressione iniziale, che lascia le compresse tenere; poi si frammentano e ricomprimono da capo, ma con maggiore forza. Ne risulta un granulato meno fine, ma in grado di migliorare lo scivolamento all'interno della tramoggia.


- A questo punto si versa la polvere nella compremitrice (quella esaminata è a 18 punzoni e consente una grande velocità, avendo la capacità di produrre 25.000 compresse in un'ora e mezzo - figura 5). E' importante la regolazione fine del macchinario, così da ottenere compresse compatte di facile solubilità: in acqua tiepida e con l'aiuto di una bacchetta di vetro devono sciogliersi in un minuto-un minuto e mezzo.



- L'ultima fase è quella della blisterizzazione (figura 6), che consente di evitare il contatto tra compressa e compressa, l'aria e la luce.


 










 








 

 



 

 

 

 







 






 

La scadenza della Melatonina è indicata - per obbligo di norme in vigore - in 6 mesi, ma in realtà, se essa è blisterizzata ed opportunamente conservata, rimane attiva per periodi molto maggiori (un anno e più). Si riconoscono facilmente vecchiaia o iperfezioni produttive: una melatonina prodotta da molto tempo tende a ingiallirsi e, se la compremitrice usata non è sottoposta a periodica manutenzione e pulizia, a macchiettarsi di nero.



Il costo dei due galenici è modesto: dal 1996 il prezzo è rimasto sostanzialmente invariato, grazie ad un maggior smercio (quantità superiori, prezzi d'acquisto inferiori). Per la cronaca, la famiglia Di Bella non beneficia di alcun vantaggio economico, né piccolo né grande, né diretto né indiretto.



P.S.

Si ringraziano il Dr. Sandro Meschiari, titolare della omonima farmacia di Nonantola (Mo) e la D.ssa Simona Garuti, per l'ospitalità e la disponibilità dimostrateci.


COMITATO LOMBARDO AIUTO MALATI ONCOLOGICI


7 settembre 2007

IL METODO DI BELLA IN CONCRETO/5

I FARMACI AGGREGATI E COADIUVANTI.
Ci sembra questa la definizione migliore per distinguere i farmaci con diretta o complementare ragione di impiego oncologico da quelli destinati ad ovviare alle più frequenti complicazioni nel corso della cura, o di generale interesse. Nella linea di `redazione` di offrire le informazioni più immediate e utili, inquadrate in un complesso logico e coerente, ci proponiamo due cose: tranquillizzare il paziente magari perplesso e dubbioso di fronte ad una prescrizione brulicante di farmaci, e dare qualche indicazione di massima, valida per chiunque ma utile soprattutto a chi intende ricorrere al MDB o già lo sta praticando.

Bromocriptina, cabergolina.
Spesso il Prof. Di Bella parlò di tetralogia per la sua terapia, volendo significare che la volta del Metodo è retta da quattro pilastri fondamentali: retinoidi, melatonina, somatostatina, bromocriptina (e/o cabergolina). Non si tratta di poco, visto che di per sé la tetralogia comprende già 7 principi attivi (i quattro della soluzione di retinoidi più gli altri), dei quali abbiamo parlato precedentemente. Per completezza, accenniamo quindi a bromocriptina e cabergolina, avendo già parlato di retinoidi, melatonina e somatostatina.

a) Bromocriptina (spec. Parlodel): è un farmaco conosciuto e impiegato da tempo. Il suo principale compito è di inibire la produzione di prolattina. Si impiega in molte patologie tumorali e non solo nei tumori al seno. Il suo dosaggio è limitato nel MDB a 2,5 mg. pro die (1). Effetti collaterali e precauzioni di impiego: deve essere assunta a stomaco pieno e con gradualità, a scongiurare l`insorgenza di nausea e vomito. In genere si consiglia anche qui la gradualità di dosaggio, suddividendo le minuscole compresse in 4 ed anche 8 parti con l`aiuto di una lametta (senza comunque indugiare per troppo tempo in questa gradualità): 1/4 a pranzo e 1/4 a cena in genere sono tollerate fin dall`inizio e consentono di portarsi senza problemi alle due metà giornaliere.
b) Cabergolina (spec. Dostinex): farmaco con azione simile a quella della bromocriptina, ma con un`emivita superiore ed una sintomatologia collaterale più blanda (2). Molte volte è associata alla bromocriptina, altre prescritta da sola. L`assunzione può essere plurisettimanale, settimanale o più distanziata. Anche qui è bene assumerla a stomaco pieno.

II - Principali farmaci aggregati al MDB.
Altri principi attivi possono rendersi utili o addirittura indispensabili: con gli aspetti proteiformi del male, della sua evoluzione, della sua azione nell`irripetibilità clinica soggettiva, soccorrono altri farmaci, non certo codificati in mortificante protocollarismo, ma suggeribili solo da una profonda e dinamica mentalità clinico-fisiologica. Per questo motivo, non sempre con proprietà impeccabile, la prescrizione Mdb assomma in genere a 8-10 farmaci.

- Ciclofosfamide o Idrossiurea (Spec. Endoxan o Oncocarbide): come detto nella precedente puntata, sono chemioterapici per bocca, che gradualmente diminuiscono di frequenza fino a cessare. Il medico competente saprà graduarne e, ove il caso, potrà decidere di sospenderne per un certo periodo la somministrazione. Ad eventuali cali dei bianchi è possibile ovviare con particolari misure farmacologiche che il medico esperto conosce.

- Vitamina D3 (specialità At Ten): in gocce, viene assunta insieme alla soluzione di retinoidi in dosaggi variabili da caso a caso e nel tempo. Da conservarsi in luogo fresco. In genere conviene custodire in frigo i flaconi disponibili, tranne quello in corso di utilizzo. La permanenza a basse temperature provoca una transitoria solidificazione che, a differenza della soluzione di retinoidi, non altera l`efficacia del prodotto e si risolve presto a temperatura ambiente.

- Vitamina C: è possibile ricorrere sia all`Acido Ascorbico sfuso - di basso costo, ottima qualità e di cui facilmente dispone il farmacista galenico - che a specialità medicinali. Tassativo assumerla a stomaco pieno e in acqua minerale (mai in acqua di rubinetto che, essendo più o meno clorata, causerebbe un degrado di azione). I dosaggi sono in genere di 1-2 grammi al giorno. Eventuali fastidi (abbastanza rari) si risolvono distribuendo opportunamente la dose giornaliera. Occorre usare un cucchiaino di plastica per la vit. C in polvere.

- Calcio Lattogluconato (Spec. Calcium Sandoz ecc.): il più delle volte prescritto in bustine o compresse effervescenti. In genere deve essere assunto una, max due volte al giorno. Assunzione obbligata a stomaco pieno e con gradualità: consigliabile iniziare con 1/2 bustina (o anche meno, in caso di mediocre tolleranza) suddivisa tra pranzo e cena e portarsi gradualmente ad una intera, anch`essa suddivisa tra i due pasti principali. Può altrimenti provocare nausea e pirosi gastrica.

- Acth (spec. Synachten): prodotto dall`ipofisi, è impropriamente denominato da alcuni il cortisone naturale. Viene impiegato quale potenziatore degli effetti inibitori della somatostatina e per i suoi effetti antiflogistici ed antidolorifici, compatibilmente con i valori pressori e glicemici, che debbono essere abbondantemente entro i limiti. Per lo più viene somministrato con intramuscolare lenta, preceduta a volte da un modesto dosaggio di prova. Il Prof. Di Bella, in caso di limitato fabbisogno, consigliava anche di assumerne facendo colare qualche goccia nelle narici: l`assorbimento in questo caso avviene tramite la mucosa nasale.

- Seleniometionina: usata in diversi casi, ma prevalentemente in forme tumorali a carico del polmone o del fegato.
Esulerebbe dalle modeste pretese di accenno divulgativo continuare la disamina: prendendo in esame le prescrizioni del Prof. Di Bella - in corso di archiviazione informatica presso lo Studio-Laboratorio di Modena - ci si rende conto dell`impossibilità di codificazioni rigide e tassative. Ci limitiamo a citare alla rinfusa: Albumina umana, Mannitolo, Eritropietina, Liquore arsenicale di Fowler, Isoniazide, Dibromomannitolo, Acidi Grassi omega tre ecc.


III Farmaci e misure coadiuvanti.
La cosa più difficile da trasmettere è che se il suo ideatore ha insistito sul termine `Metodo` per distinguerlo da quello `terapia`, lo ha fatto per sottolineare l`esigenza di cambiare strada e mentalità, di portare e riportare non solo la medicina oncologica, ma tutta la medicina clinica entro l`alveo della scientificità e della consapevolezza. Con i secoli sembra mutata solo la forma: una volta c`erano gli umori maligni, i sistematici salassi ed i clisteri del re Sole, oggi i cicli di chemioterapia, la chirurgia demolitiva e la radioterapia indifferenziata, mentre il medico di base, disinformato, umiliato ed impiegatizzato, rischia spesso di assomigliare all`inetto Carlo Bovary creato da Flaubert. La differenza più marcata dal tempo passato è che oggi la sofferenza del malato rende molto di più.
Dovere di noi tutti è ribadire invece che è vero ciò che è vero, non quanto qualcuno o qualcosa, con paludamenti regali di latta alla porporina e cartapesta, dice essere la verità. Torniamo altrimenti ai tristi tempi dell`Inquisizione, del rogo di Giordano Bruno, del processo a Galileo, ai quali assomiglia sempre di più questa nostra epoca di multinazionali allo stato brado, di istigazione al consumo, di tirannia prescrittiva. Come per la medicina clinica, questo deve valere per la ricerca, deputata a servire l`uomo e non l`utile d`impresa: non si fa scienza al computer, ma al microscopio, diceva Luigi Di Bella. Come dire: non si vincono le malattie con prestigiatori statistici né con il `Deficientato informatico`, tanto spesso ripreso nei servizi televisivi sulla ricerca e rappresentato da boriosi personaggi....pieni di vuoto. Una volta, a chi vi scrive, capitò di azzeccare casualmente un`espressione sintetica che piacque allo scienziato e lo fece sorridere soddisfatto: `Se togliete al medico d`oggi gli antibiotici, i diuretici, il cortisone e gli ansiolitici, non saprà più cosa prescrivere`. Come tutte le battute è improntata ad una iperbolicità concettuale, ma credo che serva partire da qui.
Il malato di tumore è portato ad attribuire ogni sintomo al suo male, ma se per lui la cosa è emotivamente comprensibile, non può esserlo per il medico che lo segue. Raffreddori, influenze, disturbi gastrointestinali, turbe pressorie e circolatorie sono malanni tra i più diffusi ed i peggio curati: `per fortuna la natura è spesso più grande dell`ignoranza umana e rimedia alla scempiaggine dei medici` era solito osservare il Prof. Di Bella; ma il malato di cancro deve essere particolarmente attento e prudente, specie nei confronti di alcuni farmaci.

Antibiotici. Il Prof. Di Bella ne criticava l`uso improprio e disinvolto che spesso tramuta questi rimedi preziosi in micidiali veleni. Molte morti di persone anziane possono definirsi iatrogene per tali abitudini terapeutiche indiscriminate. Molte affezioni pirogene hanno infatti una eziologia virale e non batterica. In questi casi era solito consigliare Lisozima da 500 mg. (3) in dosaggi di 3 o più grammi al giorno e, nei casi più impegnativi, con immunoglobuline (4).
Diuretici. Prescritti troppo frequentemente per i disturbi pressori o, qualora appropriati nel caso singolo, in dosaggi e per durate eccessive. Nel malato oncologico sarebbe consigliabile, per stati edematosi polmonari o asciti, particolarmente frequenti queste in caso di compromessa funzionalità epatica, ricorrere dove possibile ad Albumina umana (5).
Disturbi gastrointestinali. Specie, ma non esclusivamente nel caso di gastroenteriti tipiche delle stagioni calde, oltre a fermenti lattici può essere molto utile il ricorso al Cliochinolo, dotato di proprietà antibatteriche, antimicotiche, antiprotozoarie (6), magari, nelle forme più ostiche, in aggiunta al prudente uso di specifici antibiotici. Diversi farmacisti preparatori ritirano il principio attivo (5-cloro-7-iodio-8-cliochinolo) mettendolo a disposizione o sotto forma di capsule o di compresse. Un tempo era prodotto dalla Ciba sotto il nome di Enterovioformio: poi sparì (i misteri della farmacologia: troppo efficace? Troppo a buon mercato?). Molto frequentemente consigliata - non solo per problemi specifici - l`assunzione anche giornaliera, a digiuno, di lievito di birra (non liofilizzato, ma acquistato sfuso da fornai o in cubetti), disciolto in poca acqua leggermente zuccherata: non sembri banale la sua citazione, perché è ricco di sostanze preziose e, in particolare, di vitamina B1 a buon mercato (7).

Consigli dietetici. Possibili - per noi - solo pochi cenni, data la complessità dell`argomento ed il rischio di apparire generici e banali. Molte di queste misure sono già note o arcinote. Il Prof. Di Bella, salve specifiche situazioni, consigliava di mangiare "di tutto un po` ed un po` di tutto", ammonendo come un intestino in costante disordine sia terreno fertile per insorgenze tumorali. E` bene privilegiare le proteine da legumi e pesce (8) rispetto a quelle della carne; evitare possibilmente di bere durante i pasti; limitare un uso frequente di salumi e grassi cotti, ancora più controindicati dei fritti e rifuggire da un`abitudine oggi consigliata indistintamente: quella di bere, bere, bere! Si provoca unicamente un superlavoro ai reni: quindi (è così ovvio!) è bene mangiare quando si ha fame, cessando al primo sintomo di sazietà, e bere quando si ha sete. Sempre consigliato il latte, possibilmente intero: molte intolleranze, anche se di moda, sono inesistenti o possono risolversi cominciando con poco e andando a crescere, cosa consigliabile per le proprietà insostituibili del latte e l`estrema (o totale) povertà del cosiddetto latte di soia, che non può considerarsi nemmeno un surrogato. Circa il caffè, salvi casi particolari, chi lo gradisce se lo goda in santa pace (consiglio forse non del tutto obbiettivo, visto che proviene da un proverbiale prosciugatore di moka e napoletane....).

Un breve ripasso. No, non consideriamo allocchi i frequentatori del sito (sarebbe, fra l`altro, autolesionistico.....), ma sappiamo come il malato di tumore abbia poco tempo, poca pazienza, poca voglia di cercare e investigare e, soprattutto, un`ansia penosa che gli fa sempre temere di sbagliare. Certe nostre ripetizioni non sono dovute a distrazione, ma vogliono essere un riguardo ed una mano sulla spalla verso chi sta soffrendo fisicamente e psicologicamente. E allora ricapitoliamo. Se il paziente in Mdb accusa nausea, vomito, dolenzie addominali, diarrea, a volte molla tutto e va incontro al peggio. Lo abbiamo già detto. Il medico deve saper intervenire e consigliare. Ma siccome avere un`idea, per quanto approssimativa, motiva di più e induce tranquillità, vediamo di fare il punto della situazione.
1. Può trattarsi di cattiva qualità dei galenici o - più raramente - della somatostatina. In proposito crediamo di avere dato suggerimenti utili.
2. Può dipendere dalla scarsa gradualità nella somministrazione di: somatostatina, retinoidi, bromocriptina, calcio, vitamina C o, nel caso specifico della somatostatina (o dell`octreotide non Lar), da inoculazione troppo veloce. In tal caso, se i disturbi hanno portato il paziente alla disappetenza o addirittura alla demotivazione nella terapia, il medico può decidere se conviene sospendere un giorno o due e poi ricominciare gradualizzando come avvertito precedentemente. Ricordiamo inoltre che esistono farmaci in grado di ridurre o eliminare i disturbi, dando magari tempo all`organismo di assuefarsi alla cura (es.: Zofran).
3. Può dipendere anche dalla cattiva conservazione di retinoidi e/o somatostatina o, cosa ancora più insidiosa, dalla spedizione per via aerea, e quindi sottoposta a temperature abbondantemente sotto lo zero (di solito viene stivata nel bagagliaio insieme a posta e pacchi). Occorre quindi porre la massima cura, secondo i suggerimenti forniti, ed accertarsi delle modalità di spedizione.
* * *
Conclusione.
E` sotto gli occhi di tutti, da una parte una prevalente impotenza diagnostica, dall`altra una serie ripetitiva di rimedi uguali per tutto e per tutti, spesso impropri e non decisi dal medico, ma a questo dettati, magari con messaggi subliminali. Ma questo costituisce la fine della medicina. Come i Lanzichenecchi arrostivano lardo nella sala che ospita L`ultima cena di Leonardo affumicando lo stupendo affresco, così alle cattedre che un tempo furono glorificate dai Murri, gli Albertoni, i Lussana, i Tullio (9), i Frugoni, i Campanacci, siedono troppo spesso indegni successori, assurti a ruoli immeritati per grembiule di loggia, clan politici, clan di altro tipo, vassallaggio farmacologico. Lasciamo concludere al Prof. Di Bella, che in poche righe sapeva dire quanto noi, tutti noi, non riusciamo ad esprimere in interi volumi: "......di questo degrado professionale sono profondamente responsabili lo scarso studio e lo smarrimento morale. Col pretesto di debellare un inesistente classismo, di abolire un inutile quanto intollerabile nozionismo, di svecchiare antiquati programmi e adeguarli ai tempi, si è avvilita la scuola e si sono aperte le università a folle d`ignoranti, d`ineducati, di arrivisti. Questa marea ha scosso radicalmente università già gravemente minate da morbi incurabili. Il medico futuro, pur entusiasta degli studi intrapresi e disposto a rinunce e sacrifici, vaga smarrito fra le pullulanti cattedre, disorientato fra evanescenti docenti, avvilito, sfiduciato e scettico, o col cervello stoltamente imbottito. Pochi o nessuno gli ha insegnato gli elementi di semeiotica e di pratica medica, per cui ha dovuto arrangiarsi in un campo in cui l`autodidattismo non vale. A contatto con l`ammalato, trascura, perché non gliene hanno suggerito l`importanza e perché non ha digerito le patologie speciali, i dati anamnestici; e non esegue un esame obiettivo neanche elementare perché nessuno si è preso mai cura d`insegnarglielo; allora passa al sintomo: la febbre, il dolore, la tosse ecc. Ha imparato che esiste una certa corrispondenza fra il sintomo ed un farmaco, e lo prescrive ordinariamente in quelle condizioni, senza approfondire i dati clinici e farmacocinetici. Se poi il sintomo persiste immutato o quasi, allora smista il paziente all`Ospedale, allo specialista, al radiologo, all`analista. Nell`ambiente in cui lavora può sembrare inutile, vano o sciocco stillarsi il cervello per raggiungere il supremo, divino obiettivo del medico: la diagnosi. Soffrire con e per il paziente, aiutarlo e confortarlo è giudicato in genere anacronistico oggi; né la stima o la riconoscenza del prossimo si manifesteranno, né le controllatissime entrate o la sua posizione gerarchica e sociale muteranno in suo favore. L`interesse per l`ammalato fino al sacrificio, l`orgoglio per avere indotto una rapida e completa guarigione, la fugace ma ineffabile gioia per essere riuscito a cogliere l`esatta diagnosi, sono ricordi pallidi e sfumati della gloriosa e carismatica figura del vecchio medico condotto, che poco chiedeva e tutto dava in dignitoso silenzio. La figura del medico moderno è stata largamente inquinata dal consumismo, dalla superficialità e leggerezza crescenti, dall`egoismo e dall`utilitarismo imperanti, dall`edonismo....La dimestichezza col malato e la schietta sincerità del dialogo impostato possono contribuire validamente ad avviare a felice esito una terapia complessa, ed a svelare la radice di turbe psicosomatiche. Il paternalismo di alcuni medici spira aria di distaccata superiorità, non dissimile da quella di alcuni docenti che sentenziano inappellabilmente su tutto e tutti, al riparo d`una cattedra raggiunta come Dio ha voluto......Oggi la potenza curativa dei farmaci e la tecnica farmaceutica hanno messo a disposizione del medico prodotti che potrebbero dare risultati ancora più consistenti se fossero noti e giustamente applicati. Se poi le farmacie disponessero di vitamine e di molti prodotti chimici sfusi e di tecniche di preparazione miniaturizzate e i medici conoscessero meglio la fisiologia, la biochimica, la farmacologia e le scienze ancillari, allora la riduzione di spesa per l`assistenza sanitaria sarebbe tanto grande da poter essere anche sostenuta. E` il vero medico che regge e manda avanti l`assistenza sanitaria`. (Luigi Di Bella: "Etica Professionale", Ed. C. Ferrari, Clusone, settembre 1985). (10)
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Non in possesso di specifica competenza, ma dotati di orecchi attenti, tante registrazioni e buona memoria (oltre che di una consulenza privilegiata), ci siamo azzardati non a dire, ma a ripetere qualche granellino carpito agli ascolti di una vita, e sempre attuato su noi stessi ed i nostri cari. Naturalmente siamo più ad una briciola acritica di sapere, presa a caso, che ad una relazione ordinata e sistematica: è, insomma, una piccola scintilla carpita al bagliore di un astro. E se a qualcuno sembra luce, è bene si ricordi che anche la luna sembra brillare, ma in realtà riflette soltanto.

****************************************************************************
(1) Nel libro `Il Metodo Di Bella`, di Giuseppe Di Bella, sono precisate natura ed azione delle due sostanze, come di tutte quelle della tetralogia, delle aggregate e delle coadiuvanti (cfr. sito ufficiale medico-scientifico www.metododibella.org).
(2) Ibidem
(3) c.s.. Pag. 338: `Le sue proprietà litiche su virus, batteri e protozoi sono dovute all`attività enzimatica......il lisozima trova frequente indicazione per le sue capacità batteriolitiche e per l`attivazione dell`immunità naturale, di cui è un costituente.....la sua assenza di tossicità e l`efficacia ne consigliano un uso frequente e soprattutto nelle situazioni conclamate di immunodepressione`.
Prof. Luigi Di Bella: `Una relazione sul Metodo`; Fanano,18-19 ottobre 1997: "Gli antibiotici possono sconvolgere l`andamento della malattia di base, e sono solito esortare a prescindere il più possibile dall`usarli. Le malattie infettive intercorrenti è meglio trattarle con immunoglobuline, con lisozima (da 500 a 4000 mg/die) e con un`accresciuta dose di acido ascorbico. La febbre, a meno di casi particolari, è opportuno non sopprimerla con antipiretici. Qualche grado Celsius in più potrà esaltare le difese immunitarie".
(4) Salvo errore non più in distribuzione in Italia, ma comunemente circolante nei Paesi europei (?), è un presidio prezioso, che è possibile ordinare ai farmacisti preparatori o direttamente. Deve essere conservata in frigorifero. Grazie a due fiale di gammaglobulina, una drammatica notte di gennaio del 2000 ci fu possibile risolvere (in poche ore) una coriacea febbre prossima ai 41 gradi che stava mettendo in pericolo la stessa vita del Prof. Di Bella.
(5) Ibidem, pag. 339.
(6) Ib.
(7) "Il lievito di birra, oltre a contenere elevate quantità di vitamine idrosolubili del gruppo B, ha elevata attività fermentativa sui carboidrati. I germi anaerobi della flora batterica dell`intestino, che vivono abitualmente a pH leggermente alcalino, sono ostacolati dalla presenza di acido lattico. I saccaromiceti liberano le vitamine del gruppo B. Io, per personale esperienza, consiglio il lievito di birra già quando a 16-18 anni, si suole prendere la pillola e vi sono, più o meno marcate, dismenorree oppure turbe intestinali. In simili condizioni il lievito di birra può portare un efficace contributo alla profilassi del tumore della mammella, la cui incidenza statistica si fa sempre più pressante". (Prof. Luigi Di Bella: `Una relazione sul Metodo`, op. cit. 1997).
(8) Il Prof. Di Bella, con il concorso del Dr. Minuscoli ed altri, vent`anni fa scrisse un libro sull`argomento, dal titolo `Il pesce nell`alimentazione` (Patron editore, Bologna).
(9) Pietro Tullio (1881 + 1941), allievo di P. Albertoni e maestro di Luigi Di Bella, nei confronti del quale nutriva un`autentica venerazione nonostante l`allora giovane età, fu il più grande fisiologo dell`epoca, candidato al premio Nobel nel 1932. La sua opera costituisce tuttora una pietra miliare nella storia della neurofisiologia ed è ancora citata in lavori scientifici odierni. Oltre che nelle principali biblioteche statali italiane, alcune sue opere sono consultabili accedendo al sito della J. Hopkins University (www. hopkinsmedicine.org
).
(10) Tutti i diritti riservati. Ne è in progetto la riedizione presso lo stesso editore.

NOTA.
Seppure reiteratamente precisato nel corso di questa trattazione, ribadiamo che il contenuto deve intendersi esclusivamente divulgativo. Nonostante questo ci sembri palese, nonostante tutti i punti più specifici siano stati oggetto di consulenza qualificata, è lapalissiano come solo il medico può decidere indicazione di farmaci, dosaggi, modalità di somministrazione nel singolo caso. Il "fai da te" in campo medico è, più che imprudenza, autentica temerarietà: e può costare caro. Abbiamo indicato più volte come acquisire nozioni più precise, che solo medici preparati sono in grado di dettagliare e meglio delimitare. Consensi espressici non solo da pazienti, ma anche da medici MDB indiscussi e indiscutibili, ci confortano sull`opportunità di questa divulgazione, migliorabile senz`altro, ma crediamo indispensabile per dare maggior consapevolezza e fiducia a tanti malati soli con la loro ricetta, o prede di medici senza scrupoli. In ogni campo riguardi la salute e la vita, non fare, con la collaborazione opportuna, quello che si può fare per aiutare e proteggere, inevitabilmente corresponsabilizza in tanti inganni dei quali a far le spese è chi soffre.

Metodo Di Bella             Di Bella Insieme                      Approfondimenti scientifici

Puntate precedenti:        prima        seconda             terza               quarta

La farsa della sperimentazione:  prima    seconda   e terza   parte.

La mattanza istituzionalizzata:    chemioterapia


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Metodo Di Bella riepilogo

permalink | inviato da houseofMaedhros il 7/9/2007 alle 15:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     aprile        giugno
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Finanza
Saggi ed Analisi di Economia
Gestione Portafogli
Articolati
Fisiologia
Stati Avanzati di Depravazione
Filosofando

VAI A VEDERE

Ultimissime Di Bella
Ne Quid Nimis
Walking Class
Scribacchiature
InMinoranza
Fort
Zamax
Noise from Amerika


Date forza alla libertà di curarsi!
Quello che potete, se volete......

AIAN Modena
c/c n. 854632
B. Pop. Emilia Romagna - Ag. 5
ABI 5387  -  CAB 12905

COME DONARE IL 5 PER MILLE ALLA FONDAZIONE DI BELLA
Occorre, nella prossima dichiarazione dei redditi (Mod. 730 o Unico),apporre la propria firma nell`apposita sezione "Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni" ed indicare il codice fiscale 01995220355

In questo blog non si danno consigli, si pensa semplicemente ad alta voce.
Pertanto, qualunque decisione attuata in seguito alla lettura di tali pensieri rimane di responsabilità esclusiva di chi la pone in essere.
Ne deriva che se le cose vanno male non potete rompere l'anima, così come nulla è dovuto da parte vostra se vanno bene.



Link Utili

Linus Pauling Institute

Metodo Di Bella
What they don't tell you about AIDS

CERCA