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Diario


9 gennaio 2008

LE STRONZATE DI UNA SANGUINARIA

E' da un po' di tempo che ogni volta che mi imbatto nella produzione letterale di costei cambio strada, nel senso che le prime frasi lette sono sufficienti a farmi smettere inorridito. Ultimamente mi ero proposto di non iniziare proprio, di far finta di non vedere i suoi post, anche quando dal titolo capivo che l'argomento riguardava qualcosa di sensibile per le mie corde e che quindi sarebbe stato doveroso intervenire a confutazione.

Ma adesso non ce la faccio più. Anche perché i suoi post vengono immancabilmente scelti dalla redazione di TocqueVille, e non si capisce bene per quali meriti, visto che il suo pensiero non è altro che un'accozzaglia di luoghi comuni laicisti e radicaleggianti, tanto insensati quanto triti e ritriti da decenni.
La cosa francamente mi ha stufato, e quindi stavolta la Casa userà l'artiglieria.
Ad alzo zero!


No, io non sono conservative......
Ecco! Il peccato originale, il difetto di produzione.........

....non per questo dobbiamo levarci il cappello davanti a chi è pro-life per scelta di vita. Ricordo: sono gli stessi che aggrediscono negli USA e altrove le donne che vanno ad abortire ed ammazzano i medici abortisti.
Ricordo: i casi denunciati da costei sono nell'ordine di non molte decine di aggressioni, e i medici ammazzati potrebbero contarsi sulle dita delle mani. Mentre quelli che denunciano la strage degli innocenti assistendovi però impotenti, senza aggredire chicchessìa, sono probabilmente qualche miliardo.
Bisognerebbe prendere a calci chi azzarda una simile equivalenza!
Tra l'altro, quelle aggressioni sono un modo sbagliato per tentare di mettere fine a decine di milioni di esecuzioni di esseri inermi ed innocenti, ogni anno! Le aggressioni vere, innumerevoli, spietate, codarde, sempre mortali, sono quelle decine di milioni quotidiane.


Sono degli emeriti integralisti che vedono poco aldilà del loro naso.
Il caro vecchio metodo di zio Adolfo e di zio Giuseppe di accusare gli altri dei propri crimini e misfatti.
I radicali del resto non sono altro che socialisti con nozioni economiche più corrette!


Dove l'aborto è illegale prosperano (e qualcuno, all'idea della revisione della 194 già si frega le mani anche qui da noi...) gli aborti illegali...No, signori, nessuna mammana. Siamo seri.
Dove l'omicidio è illegale prosperano gli omicidi illegali.
Grazie al cazzo, direbbe il tale!
Nessuna mammana, signori. Molto meglio dei killer seri e professionali, in grado di fornire precise garanzie di non ammazzare pure il mandante dell'omicidio insieme alla vittima designata.


Ma permettiamo quindi alle donne di poter avere la loro diagnosi prenatale (e, perchè no, anche al concepimento con tecniche di fecondazione in vitro) in tempi non biblici.
Ma sì, permettiamo alla donna (mai una parola sugli uomini e sui padri, nevvero?) di recarsi al supermercato e scegliersi il suo Cicciobello.


.....le famose organizzazioni che dovrebbero aiutare la donna a scegliere (parlo per esperienza personale) sono solo organizzazioni cattoliche che intimidiscono e annientano chi è già annientata per proprio conto. Certo che l'aborto 'non è una crescita'. Ma non è nemmeno l'immondo desiderio di una femmina sporca. 
Il marchio di fabbrica di ogni totalitario: sé stessi e la propria esperienza come origine e fine di ogni cosa, unici elementi di comprensione e definizione del Creato e delle Creature.
Non le passa neanche lontanamente per la testa che l'esperienza mia o di qualche altro milione di persone potrebbe essere diversa, ed essersi trovate di fronte persone meravigliose e comprensive, che con mille accortezze dissuadono la donna dal commettere l'abominio dell'uccisione del proprio figlio, assicurandole che non deve fare altro che farlo nascere. Qualcuno poi se ne prenderà cura!

Che cavolo c'entra paragonare il Vaticano all'Arcigay? Certo che l'Arcigay come organizzazione può dire ai parlamentari interessati come sarebbe giusto comportarsi...E' un'organizzazione italiana, gestita da italiani. Il Vaticano no.
Il  Papa è un potere anche temporale e politico. Di uno stato straniero.
Non sapevo di essere in quanto cattolico un agente di uno Stato straniero.
Niente, non ci arrivano proprio!
Oltre Porta Pia non vanno!
Tra l'altro se anche fosse? Posso io impedire ad un tedesco o ad un greco di esprimersi sull'aborto? Cos'è? Affare interno italiano? Il socialista è sempre fondamentalmente un po' idiota!

L'embrione è qualcosa o qualcuno? Ognuno, e Carioti legittimamente lo fa, può farsi una sua idea. Ma resta il fatto che se fosse qualcuno le leggi sarebbero univoche.
Il certificato ISO di ogni totalitario!
La legge positiva come cartina di tornasole del bene e del male, unica fonte del giusto e dell'ingiusto.
Pertanto le leggi razziali hitleriane andrebbero rivalutate.
In ogni caso, le leggi positive sono univoche nella condanna dell'omicidio. Solo che quando il Potere vuole comunque giustificare l'uccisione arbitraria, deve inventarsi patetiche giustificazioni per mascherare, termini neutri per confondere, teorie criminali fornite dalle sue imbellettate prostitute per capovolgere il senso delle cose ed il significato delle parole.
Fu il caso delle leggi razziali, è il caso dell'aborto, si inventeranno in futuro qualche altra scempiaggine.
Un omicidio è un omicidio è un omicidio!
E' l'assassinio di un innocente, di un patrimonio genetico incarnato, potete chiamarlo come vi pare, la sostanza non cambierà.
Il suo stadio di sviluppo, il fatto che non respiri ancora aria o che non goda ancora della Luce, o che non sia autosufficiente (come milioni di persone nate), non significano assolutamente nulla. Egli vive nondimeno!

.....un patrimonio genetico non è una garanzia di niente: sennò non ci sarebbero milioni di aborti spontanei (ah già, ma quello è 'naturale'...). Un patrimonio genetico è una speranza forse. Ma la salute mentale e fisica di una donna è una priorità sulla speranza. E' sangue che scorre, affetti instaurati, legami forti. E' un viso che piange o sorride. E' una mano che stringe o molla. E' un patrimonio di cose fatte o da fare già 'in essere'. E voi vorreste posporla ad una speranza?
L'unico sangue che scorre è quello del figlio dell'uomo e della donna assassinato!
Ogni cosa è speranza. La salute mentale e fisica della "povera donna" compresa, che potrebbe finire sotto un autobus appena uscita dalle asettiche stanze in cui ha ammazzato suo figlio.
Invece di cullarla nelle stronzate, dite alla "povera donna" di pensarci prima a quella salute mentale e fisica, facendo usare il preservativo al partner, interrompendo il coito, o adoperando qualcun'altro dei tanti metodi contraccettivi. Nessuno le impone quel patrimonio genetico nel ventre, ed ognuno è responsabile delle sue azioni. Una volta che il suo lassismo abbia causato l'incarnarsi di quel patrimonio genetico che diventerà un uomo o una donna, lei deve metterlo al mondo, così come misero al mondo il suo patrimonio genetico, che è diventato viso che piange o sorride, mano che stringe o molla, ed altre simili amenità. Amenità tutte che erano già in essere anche quando lei era quello che la sanguinaria riduce a "patrimonio genetico".
Non ha altre responsabilità, se non l'astenersi dall'annientare quel patrimonio.
Non le appartiene!


29 ottobre 2007

ALLA VITA INTERESSA VIVERE

Nullo ha cortesemente declinato l’invito ad essere parte attiva dell’esperimento che suggerivo nel penultimo capoverso del mio precedente pezzo.

Un problema di liberatorie credo……….

;-)

Fornisce però alcune precisazioni, che vi riporto.

"no, ho specificato interesse a non provare dolore/non morire, distinguendoli, proprio per prevenire l'obiezione che fai alla fine.

sul resto, non è vero che non è dimostrabile che un organismo prova dolore - o perlomeno è dimostrabile quanto tante altre proposizioni scientifiche.

sul fatto che la mucca sia una persona, intendiamoci: io distinguo tra agente morale e soggetto morale. io e te siamo sia agenti morali che soggetti morali, mentre la mucca è solo soggetto morale. il feto eventualmente sarebbe solo soggetto morale. ma essere soggetto morale è sufficiente ad essere persona perché è sufficiente ad avere interessi.

e se un organismo ha interessi, allora quegli interessi vanno rispettati, come nel caso tuo, mio, della mucca, ed eventualmente del feto

evidentemente, la mia tesi è che il feto, prima di un certo momento, non abbia interessi perché non si può dire del feto, fino ad un certo momento, che abbia interesse a non morire / non provare dolore"

Non voglio peccare di stupida pedanteria, ma la distinzione che lui dice di aver fatto a me è sfuggita, e sfuggirebbe ancora se dovessi giudicare dalle ultime parole delle sue precisazioni. Comunque, non intendo impiccare nessuno a delle imprecisioni terminologiche.

Revocherei in dubbio però il fatto che sarebbe dimostrabile, o meglio comprensibile, quando un organismo provi dolore. Il dolore umano non si limita a quello fisico, ed assicuro Nullo che quello dell’anima è assolutamente imperscrutabile da qualsivoglia strumento tecnico.


Vorrei perciò anche sorvolare sulla questione della persona “mucca”. L’argomento è ozioso, ed anche la distinzione tra mero soggetto morale ed agente morale è affatto incomprensibile ai fini di ciò di cui si discute. Non è il fatto di poter agire che ti fa persona. Il neonato non può farlo, così come per molti versi il vecchio, o l’uomo stesso in un’infinità di accidenti che non sono per niente rari nel corso di un’esistenza.

Il discorso rientra insomma nel concetto di “viabilità” da lui precedentemente illustrato, ma che pur giustamente ridotto all’essere o meno persona del “viabile”, rimane sempre argomentazione ridondante, superflua, irrilevante.

Assolutamente fuori luogo poi l’equiparazione tra mucche (o qualunque altro animale) ed esseri umani. Sono forme di vita del tutto diverse, pur presentando non poche caratteristiche comuni, le quali però non vanno oltre un certo modo di funzionamento biologico, fino ad un certo punto peraltro. Le differenze sono però abissali, e Nullo le può cogliere tutte provando a discutere con un bue del fatto che loro non contemplano l’assassinio dei loro discendenti prima che vengano fuori dai ventri delle loro madri. E già, non sempre l’umana superiorità è reclamata a ragione.

Gli unici a potersi fregiare e godere delle prerogative insite nel concetto di persona sono gli esseri umani. E questo perché sono gli unici ad essere in grado di sviluppare una cultura. Il diritto, e persona è concetto giuridico, è un prodotto culturale, non biologico. E frutto di evoluzione culturale, cosa che nessun animale potrà mai conoscere, sono i diritti umani che conseguono incondizionatamente al fatto di essere persona.

Con questo possiamo finalmente andare al sodo.

Appurato che persona può essere solo chi discende dall’unione di un uomo ed una donna, esiste un momento prima del quale a tale frutto possa essere disconosciuto quello status, e gli inviolabili diritti che ne conseguono?

Naturalmente no, per quanto mi riguarda. Nel momento stesso in cui quel frutto s’incarna, scatta il suo status di persona, ed immediatamente egli può opporre diritti assoluti, erga omnes, e li può opporre proprio a tutti, compresa la madre. Sono fatte salve ovviamente le discriminanti universali, lo stato di necessità (quello vero, non quello che certi giudici al Palazzaccio credono che sia) e la legittima difesa.

Nullo invece ritiene (in obbedienza, magari inconscia, ai dogmi progressisti) di dover introdurre il concetto di interesse a vivere per poter assicurare compiutamente al soggetto in questione il riconoscimento della dignità di persona, e le conseguenti inviolabili prerogative. Ed afferma inoltre che prima di un certo momento quell’interesse a vivere non appartiene al figlio dell’uomo e della donna.

Sarebbe troppo semplice contestargli l’apodittica arbitrarietà di una tale affermazione. Come fa Nullo a sapere che a quell’essere non interessa vivere? Da cosa lo deduce? Come può dimostrarlo?

Questo solo basterebbe a condannare all’oblio siffatta discriminazione.

Ma si può fare di più, molto di più. Si può dimostrare l’effettiva esistenza di quell’interesse a vivere, dando semplicemente uno sguardo alla pratica di tutti i millenni.

Alla vita interessa vivere, a qualsiasi forma di vita, per default, e sin dalla notte dei tempi, quando si manifestò per la prima volta la scintilla divina che fece superare alla materia ed all’energia lo stato inerte.

Sin dal primo momento in cui si manifesta, ogni azione vitale tende allo scopo di perpetuarsi, di sopravvivere. Non importa se virus o Albert Einstein, la vita non appena varcata la soglia del non essere tende a dispiegare quella che Nietzsche tentò di sintetizzare in una magnifica espressione: la volontà di potenza.

Immediatamente essa mette in atto tutti gli accorgimenti, le modalità ed i comportamenti adatti ad assicurarle la continuità della sua esistenza. E lo fa per istinto innato, non ha bisogno della consapevolezza (nel senso umano del termine) di quello che fa per realizzare il suo scopo principale, il suo scopo costitutivo potremmo dire.

L’essere umano non si distingue certo da ciò. Sin dal principio, quello che non è altro che un grumo di cellule (e che diventerà un uomo o una donna) agisce per continuare a vivere; prende nutrimento, trasforma la materia in energia per poi trasformarla di nuovo in materia, e cresce, le sue cellule si moltiplicano, si differenziano, seguendo una conoscenza innata, una strada già tracciata; e poi si sistema sempre meglio nell’ambiente del momento, si muove, si mette infine nella posizione più adatta per venir fuori, a quel punto comincia ad usare gli occhi, i polmoni, la bocca. E poi prosegue, secondo altre modalità, sempre quelle più adatte ad assicurare alla sua esistenza un momento in più.

Fino alla fine, fino a quel limite anch’esso insito nella vita stessa, al pari dell’interesse a vivere.


25 ottobre 2007

QUARANT'ANNI, E SENTIRLI TUTTI

No, non parlo dei miei quarant'anni.
Parlo di quelli che sono trascorsi da quando si è cominciato ad uccidere coloro che attendono di vedere la luce. Nella perfida Albione ormai ne fanno fuori circa duecentomila ogni anno.
Pertanto, le mie stime di un milione circa di esseri inermi sterminati annualmente nel solo Occidente sono senz'altro da rivedere: sono molti, molti di più!

Ma tali omicidi sono diminuiti da quando li hanno resi legali, dicono i sacerdoti della Chiesa Atea e Progressista.
Ma quei sacerdoti sono uomini d'onore?
Io non credo, ma non è questo il punto.
Se pure così davvero fosse, e non lo è, non significherebbe nulla al fine di legittimare questo killeraggio seriale.

Se ne rendono conto pure loro, in fondo.
Tralasciando i più invasati, delle vere belve assetate di sangue, qualcuno dimostra ogni tanto di possedere del buon senso. E realizza che alla fine l'unica giustificazione per una tale barbarie si materializza solo se è possibile negare a colui che (già incarnato) attende di nascere la dignità di persona, e gli inviolabili diritti che ne conseguono.

L'autore sembra saggiamente sorvolare sulle monumentali idiozie di Thomson, e riduce giustamente il criterio della "viabilità" (che è però criterio assolutamente superfluo ed irrilevante) all'essere o meno quel corpicino persona.

Purtroppo non ha il coraggio di andare fino alle estreme conseguenze, timoroso forse di infrangere il Credo della Chiesa a cui pur sempre appartiene, ed i tabù correlati.

La loro maledizione risiede nell'onere della prova!
Hanno l'ingrato (poiché irrealizzabile) compito di dover dimostrare che il figlio degli uomini e delle donne, pur non respirando ancora aria, non sia una persona, un essere umano.
Cosa naturalmente impossibile. Ma loro hanno gusto per l'irreale (o surreale)!

E Nullo non è da meno.
Eccolo quindi fornire quest'incredibile discriminazione tra persona e non persona:
"Secondo il principio seguito da Nullo per uomini ed animali, un organismo è persona se è possibile dire, di quell’organismo, che ha interesse a non provare dolore/non essere ucciso. E’ possibile dire di Nullo, per esempio, che ha interesse a non provare dolore/non essere ucciso, così come è possibile dirlo di una vacca. La questione è: a che punto è possibile dire di un feto/bambino che ha interesse a non provare dolore/non essere ucciso? Probabilmente prima della fine naturale della gravidanza; sicuramente dopo il concepimento.
....a che punto i feti cominciano a provare dolore?"

E' un peccato!
Il timore di Nullo di infrangere i tabù conculcatigli dalla madrassa progressista gli impedisce di portare fino in fondo le sue stesse (ragionevoli) premesse. E lo scaraventa nella necessità di articolare iperboliche sciocchezze!

Ed ecco dunque che la qualifica di persona non è determinata dalla vita umana, con il godibile corollario che anche una vacca può aspirare con buon titolo a far parte del concetto.
Non è la vita a darti diritti umani inviolabili, insomma. E' il fatto di poter provare dolore!

Or dunque, prescindendo dal fatto che lui e chiunque altro non sono in grado di sapere se quello che chiamano feto provi o meno dolore (semplicemente non può esprimerlo), e che quindi non avrebbero comunque dimostrato un bel nulla, se Nullo ritiene che la morte possa essere data solo con dolore, sarò lieto di dimostrargli fattivamente il contrario.

Ripeto, un vero peccato!


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permalink | inviato da houseofMaedhros il 25/10/2007 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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