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Diario


29 novembre 2007

UNA RELAZIONE SUL METODO DI BELLA - seconda parte

La relazione prosegue, ed è sempre  sentitamente dedicata ai compagni.

Un pensiero speciale però oggi voglio dedicarlo a quegli scienziati di bella presenza mediatica e notevole fama politica che stanno ultimamente "scoprendo" a ripetizione che tutti i principi usati dal Professor Di Bella nel suo Metodo di cura hanno una enorme efficacia terapeutica.

Finora hanno "scoperto" la vitamina A, la somatostatina e hanno promesso di studiare la vitamina D (bravi, lo studio è sempre stato la loro carenza principale).

Solo che, coerentemente bisogna aggiungere, loro non si accontentano dei principi naturali (disponibili in abbondanza), ma cercano di tirar fuori dei derivati sintetici in laboratorio.
Prendono così due piccioni con una fava: una minor efficacia dei composti (Dio può contare su tentativi di imitazione ancora più numerosi della Settimana Enigmistica, tutti inutili finora) in modo che i malati possano rimanerlo a lungo e proficuamente, ed una loro brevettabilità, in modo che il pubblico denaro possa continuare ad essere sprecato.

E poi, volete mettere il sottile piacere di non dare soddisfazione a quell'ometto dai folti capelli bianchi, che in un involucro tanto piccolo conteneva così tanta sapienza da seppellire legioni di loro simili, e profondamente.

I decenni venturi si incaricheranno di seppellirli nuovamente, stavolta sotto grasse risate.

Non posso concludere però, e lasciarvi alla lettura della relazione, senza una menzione particolare per i burocrati laureati in medicina, responsabili di inaudite prevaricazioni ed intimidazioni verso persone che soffrono il più terribile dei mali, a cui cercano con abietta pervicacia di impedire in ogni modo di curarsi come vorrebbero.
Sarò molto breve, e non mi perderò in giri di parole: io vi auguro di morire tra atroci sofferenze!

Peggiori di quelle che causate!


Le risultanze più peculiari e innovative del MDB possono essere suddivise in
I) Premesse scientifiche
II) Aspetti clinici

PREMESSE SCIENTIFICHE
Ritengo indispensabile esporle, in quanto costituiscono la chiave di lettura dei
meccanismi d’azione, del razionale e pertanto dei riflessi clinico-terapeutici del
MDB. Sono ampiamente descritte nel volume “Il Metodo Di Bella”, pubblicato dal
sottoscritto, e inviato ai componenti del CSS. Esse comprendono la concezione
terapeutica biologica e causale, i criteri d’impiego, il meccanismo d’azione, i bersagli
delle singole molecole MDB, gli obiettivi, il loro sinergismo recettoriale ed
extrarecettoriale, basato sulle scienze esatte e sull’integrazione di chimica, biologia,
farmacologia, fisiologia e biologia molecolare, con ampia e crescente conferma in
letteratura. Dall’esame esteso e approfondito delle banche dati medico scientifiche,
dei protocolli e delle statistiche oncologiche, si evidenzia una chiara e grave frattura
tra dato scientifico e clinico- terapeutico, per la mancata valorizzazione di molecole
antitumorali a bassa tossicità ed elevato potenziale antiblastico come SST, ATRA
MLT, etc. Questa carenza terapeutica, insieme all’elevato effetto mutageno, la grave
tossicità, la depressione immunitaria, chemioindotte spiega i gravi limiti delle attuali
erapie mediche oncologiche, ferme malgrado funambolismi statistici e mediatici
trionfalismi, ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni ( M.A. Richards, D Stockson e AA
(BMJ 2000;320:895–898), non ottenuta dalla chemio, ma da
chirurgia+radioterapia+chemio. Non è dato da alcuna statistica sui tumori solidi
estrapolare la sopravvivenza per la sola chemio,con cui il MDB si confronta.
Ciclo dopo ciclo, per l’elevato l’effetto mutageno dei chemioterapici la selezione
naturale agisce sulla varizione genetica conferendo un vantaggio evolutivo al
fenotipo neoplastico. Il continuo incremento di queste mutazioni chemioindotte
sommato alla naturale attitudine mutagena del fenogenotipo neoplastico, conferisce
ovviamente alla cellula tumorale un vantaggio in termini evolutivi e proliferativi, che
viene trattenuto dalla selezione, producendo ceppi sempre più resistenti, fino alla
refrattarietà, proliferativi, invasivi, che colonizzano con cresente facilità, un
organismo sempre più debilitato dalla tossicità della chemio, che ne ha sovvertito
strutture e funzioni vitali. La logica conseguenza della selezione chemioindotta di
cellule sempre più aggressive in un organismo sempre più debilitato, non può che
essere la frequente, anche se non ammessa, metastatizzazione diffusa e
incontrollabile, che dopo periodi variabili segue i cicli chemioterapici. Per questo
motivo ad una temporanea e illusoria diminuzione volumetrica del tumore segue non
di rado la disseminazione neoplastica molto più rara e/o controllabile col MDB.
L’oncologia, a fronte delle migliaia di pubblicazioni oggi reperibili a conferma della
attività antiblastica di ogni componente del MDB, e del reciproco potenziamento
sinergico, non può eticamente e scientificamente giustificare l’ostinazione a fare della
chemioterapia il fulcro, l’asse portante della terapia del cancro, e a rifiutare un esame
attento, profondo e soprattutto non prevenuto delle basi scientifiche del MDB. Dalla
comparsa del MDB esistono due tipi di oncologia: una tradizionale citotossicacitoriduttiva,
che con Lissoni possiamo definire cancerocentrica, che rivolge e
concentra l’attenzione diagnostica e terapeutica sul tumore, per la quale il paziente è
semplicemente il portatore occasionale del suo tumore. Il trattamento non può
conseguentemente che essere la distruzione di quell’aggregato cellulare definito
tumore, non delle cause che ne hanno consentito e prodotto l’insorgenza, la
proliferazione e la potenziale ripresa e metastatizzazione. Questo limite riduttivo
dell’oncologia tradizionale pertanto, non interviene sulle cause del sovvertimento
dell’omeostasi antiblastica e sui suoi molteplici e complessi meccanismi
differenzianti, citoregolatori, apoptotici, immunologici. Non preserva l’integrità delle
membrane cellulari, nucleari, del citosol, del cariosol dai processi ossidativi, dai
radicali liberi, non contempla e ignora la necessità e la possibilità di intervenire sui
potenziali di membrana cellulare e pertanto sui canali ionici, e conseguentemente
sulla dinamica dell’espressione e funzionalità recettoriale ingessate in una visione
statica e cristallizzata, malgrado il dato acquisito di una continua modulazione di
queste vitali e basilari strutture biologiche (vedi relazione del Prof Di Bella al
Congresso Internazionale di Amburgo sulla MLT del 27/8/98 “Cytocalasina B
influence on megacaryocyte patch –clamp”, e la Sua pubblicazione sul Medical
Science 2002;8(12):BR527-531 “Melatonin effects on megakaryocyte membrane
patch-clamp-outward K+Current”). La nuova oncologia biologica, fisiologica, del
Prof Di Bella può essere definita antropocentrica nel senso scientifico, filosofico,
medico etico e cristiano del termine. Considera e cura il portatore del tumore, non il
tumore come entità estrapolata da un’inscindibile unità biologica e psicofisica
secondo un pensiero scientificamente ed eticamente aberrante, frutto di una
condizione culturale obsoleta a volte inconscia, che rallenta e ostacola l’accettazione
di chiare evidenze scientifiche e il loro impiego clinico terapeutico.
Il Metodo Di Bella, si propone la modulazione negativa o positiva di fattori endo od
esoergonici, considerando il tumore come la conseguenza cronica di questa atassia
quantitativa, nel momento in cui da episodica diventa costitutiva.
Non occorre andare molto lontano per trovare tali fattori. Basta ricordare la
somatostatina, la somatotropina, la prolattina e, anche se di minore importanza, tanti
ormoni e mediatori chimici da una parte, ed i numerosissimi esoergoni dall’altra, a
partire dagli acidi retinoici, dai carotenoidi e dall’axeroftolo, fino ai tocoferoli, ergo,
tachisteroli e deltanoidi. Si tratta di molecole che con meccanismi diversi esercitano
effetti spettacolari in quantità esigue.
L’essenza della sostanza viva sta nel suo continuo divenire causato da fenomeni
intrinseci autoregolati, solo in parte condizionati o modificati dal mondo esterno.
Di molti di questi endo ed eso ergoni, sappiamo già tanto da poterli impiegare per
utili fini, essendo più che sufficiente la sperimentazione già fatta, che ha valore di
acquisizione scientifica definitiva.
Se il tumore è crescita, se la crescita è regolata da questi fattori, è ozioso chiedere un
protocollo a conferma. Il MDB nasce da acquisizioni saldamente scientifiche, da
verità cioè definitivamente acquisite dalla Scienza Ufficiale.
Questi concetti sono così stati sinteticamente enunciati dal Prof Di Bella nel corso di
una Sua relazione congressuale:
“Essere essenziale più che l’inattuabile ed immaginaria uccisione di tutti gli
elementi neoplastici, la realizzazione di tutte le condizioni, note, possibili e non
dannose entro determinati limiti, atte a ostacolarne lo sviluppo (fino alla morte
anche per apoptosi), soprattutto attraverso l’intergioco fra i numerosi fattori di
crescita. Tutto ciò senza rinunciare eventualmente, ad un certo antineoplastico,
probabilmente più attivo nel corso dell’attuazione del protocollo proposto”. Un altro
aspetto determinante della sua strategia terapeutica è stato così espresso dal Prof. Di
Bella nello stesso convegno: “L’essenziale sta nell’attivare tutti gli inibitori dei noti
fattori di crescita alle dosi e con tempestività e tempi opportuni.Il protocollo MDB è
nato in quest’atmosfera , quella della vita e non dell’intossicazione e morte delle
cellule,metodo che asseconda o esalta le reazioni vitali, senza ricercare con
precisione statistica le dosi più opportune per uccidere. Il tumore è deviazione dalla
vita normale, per cui occorre portare le reazioni deviate alla norma,attraverso
l’esaltazione di tutti quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita
normale”.


27 novembre 2007

UNA GIORNATA DIFFICILE

Ho vissuto questo giorno con grande apprensione, che è svanita solo quando stasera ho dato un'occhiata al contatore ed ho visto che aveva registrato visite nella media.

Temevo che la maggior parte di voi non fosse sopravvissuta a Celentano!




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26 novembre 2007

UNA LETTURA POLITICA

In difesa di Giorgio Napolitano, uomo d'onore

“L’amico Carlo Ripa di Meana continua a insistere nella critica al tanto amato dal popolo capo dello Stato Giorgio Napolitano per avere egli approvato l’espulsione e la privazione della cittadinanza decisa dal governo sovietico nei confronti del grande letterato russo dissidente Solgenitsyn. Io dissento da Carlo! I motivi – continua in un comunicato - per cui io ammiro Giorgio Napolitano sono due: perché egli ha largamente battuto Pertini e me in esternazioni su tutto, ma proprio su tutto, due, tre e quattro volte al giorno e poi per la sua coerenza.

Mentre siamo sul punto di essere governati da Walter Veltroni che ha sempre dichiarato di non essere mai stato… comunista, abbiamo almeno un capo dello Stato coerente sul serio: dall’approvazione della repressione sovietica della Rivoluzione ungherese e dell’invasione e occupazione militare della Cecoslovacchia, irridendo dal seggio di presidente della Camera, facendo finta di commemorarlo, alla figura del comunista nazionale Juri Pelikan (cui da ministro dell’interno io dovetti dare una scorta della polizia dietro segnalazioni del Servizio informazioni della Difesa che segnalavano al ministero dell’Interno il pericolo di azioni offensive, termine eufemistico e di gergo per indicare l’assassinio, nei confronti dello stesso da parte del servizio segreto cecoslovacco o del Kgb), e poi all’approvazione appunto dell’espulsione e della privazione della cittadinanza decisa dal governo sovietico nei confronti del grande letterato russo dissidente”.

 “Carlo – aggiunge Cossiga - gli consiglia di andare in Russia a visitare il novantenne Solgenitsyn per chiedergli scusa! Ma ci mancherebbe altro dopo la misera figura fatta andando in Ungheria, inventandosi una inaugurazione fittizia di una fantomatica mostra di pittura all’Istituto italiano di cultura, a tributare un falso omaggio alla Rivoluzione ungherese e ai suoi capi Nagy e Maleter, il primo impiccato e il secondo fucilato, dopo che l’Associazione dei veterani e delle famiglie dei Caduti nella Rivoluzione avevano posto il veto alla sua partecipazione alle solenni celebrazioni per l’anniversario della Rivoluzione indette dal Governo ungherese (io per rispetto a lui non andai!).

 Ma sembra che poi si sia recato in segreto sulla tomba di Kadar, il primo ministro fantoccio posto al suo posto dai sovietici dopo la repressione, a deporre un fascio di garofano rossi con due nastri: uno rosso e uno tricolore, e sia scoppiato in un desolato pianto! E questo lo riabilita completamente. E male ha fatto il suo consigliere per la stampa a fermarlo sulla strada dell’elogio delle ‘foibe’ e della strage di Porzus, perché sarebbe stato un altro alto atto di coerenza politica e morale!”.

Francesco Cossiga

Consecutio temporis

Qualche giorno fa Berlusconi manda a dire a Fini e Casini che lui è lui, e loro non sono un cazzo. Fa contestualmente iniziare il vero conto alla rovescia per la liberazione d'Italia da Prodi.

Il giorno dopo a quest'ultimo sovviene nuovamente che il monopolio televisivo è un pericolo per la democrazia.

Il giorno successivo intercettazioni (vecchie di tre anni) dal seno della procura di Milano fuggite trovano asilo nel ventre della procura di Repubblica, che provvede a defecarle immantinente da par suo. E tutti così scopriamo l'acqua calda, e cioè che la Rai è fatta esclusivamente di bagasce e puttanieri. Puttanieri sui generis però, perché utilizzano denaro nostro per pagare.


In difesa di Ezio Mauro, uomo d'onore

Non ricordo più se il film giusto era Delta Force ma la lettura dell’articolo di Ezio Mauro mi ha fatto l’effetto che le madeleinettes facevano al vecchio Proust il quale si commuoveva e senza porre tempo in mezzo meditava sul tempo perduto, ma anche quello ritrovato. L’articolo di Mauro mi ha portato indietro nel tempo e di questo gli sono grato, già a partire dal titolo: «Struttura delta». Il bis della Spectre. Il bis della P2. Si impone un modesto esercizio di ritorno alla decenza.

L’articolo mi ha riportato con la sua velata magia alla stagione in cui spesso mi trovavo la sera nella stanza di Ezio Mauro, allora direttore della Stampa di Torino (di cui ero editorialista) e dove assistevo alla teleconferenza fra Mauro e il direttore dell’Unità di Roma (Uolter Veltroni), uno dei vicedirettori a caso di Repubblica, e il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli: tutti insieme, in unico afflato e per una sola causa comune (ma quale? Certamente non la libera informazione in concorrenza) facevano tutti insieme «il giornale».

 

Cioè: non è che ognuno si faceva il suo, di giornale, come in tutti i Paesi in cui le testate sono orgogliosamente concorrenti. Macché. Questa compagnia di cui Ezio Mauro era il capatàz, fabbricava il giornale comune che l’indomani tutti gli italiani si sarebbero sciroppati prima sulla carta e poi in proiezione sui telegiornali sotto le varie testate. Non lo sapevano, ma leggevano tutti lo stesso giornale. Che giornalismo, che concorrenza, che scuola.

Il pretesto diciamo così umanitario dell’operazione, era quello di aiutare il giovane Uolter che non sapeva fare la prima pagina, non sapeva fare i titoli e si scombinava tutto. Ma il gruppo di comando del giornalismo italiano – capitanato da un Ezio Mauro che sembrava guidare un commando Delta Force (ecco il titolo giusto, altro che Struttura delta) - faceva un unico menabò (lo schema della pagina), tutti i titoli e la scelta delle notizie e dei contenuti, uguali per tutti. Il giornale che veniva fuori era omologato, identico, figlio di un unico Minculpop, o cupola, o mini-P2 che dir si voglia e che lasciava alla fantasia del singolo direttore soltanto il cosiddetto «boxino»: un titolotto basso a due colonne in cui ognuno registrava la curiosità innocua del giorno, del genere bambino morde cane: «Walter, nel boxino mettici quella storia del bambino che ha sbranato un pitbull». E Uolter pubblicava.

 

Naturalmente non si trattava soltanto di fare la prima pagina. Venivano decise le notizie da dare e quelle da ridurre, da esaltare e da minimizzare. Che concorrenza: affinché nessuno restasse scoperto, tutti davano (o tacevano, o sminuivano, o ingigantivano) la stessa notizia nello stesso modo. Ogni santo giorno. E tutti bevevano la stessa acqua.

 

Io assistevo a quella grottesca anomalia e osservavo gli sghignazzi furbastri, specialmente quelli di via Marenco dove comandava imperiosamente il proprio, e anche un po’ gli altrui vascelli Ezio Mauro in sfolgorante camicia bianca. Paolo Mieli, sia detto ad onore del vero, non si lasciava troppo comandare, ma tutti e due insieme comandavano sull’Unità e la Repubblica seguiva. Così, negli anni Novanta erano serviti non soltanto i lettori della carta stampata ma anche gli spettatori televisivi. La gente forse non lo sa, ma i telegiornali dosano e misurano i loro titoli, gli spazi, la scaletta dell’importanza di ciò che poi ammanniranno al popolo catodico, sulla base delle decisioni dei tre cavalieri dell’apocalisse, Corriere, Repubblica e Stampa, che poi sarebbe, per così dire, la casta.

Ma la prima pagina si confezionava tra via Marenco, Torino, e via Solferino a Milano, per essere rimpannucciata in piazza Indipendenza e infine rimpallata a via del Taurini dove diventava il vangelo dell’Unità, ovvero la verità, pravda in russo, truth in americano che piace di più a Uolter. Ovviamente anche gli altri giornali e giornaletti e giornalini per non dire dei piccoli telegiornali locali, si adeguavano con ansia e con la lingua di fuori per non restare esclusi dal gruppo di comando. Quando ero a Repubblica (di cui sono stato un fondatore, redattore capo e inviato per 14 anni) assistevo ammirato alla formazione del quadridente formato dal formidabile quotidiano di Scalfari, l’Espresso, Raitre e il Tg3. Messi insieme formavano una seconda divisione corazzata che esercitava un potere assoluto, di comando e di dominio sulla scelta, confezione e pubblicazione della notizia.

Insomma, figuratevi il salto dalla sedia che ho fatto ieri mattina quando mi imbatto in una delle più comiche composizioni a sopracciglio levato del mio vecchio amico Ezio Mauro, ora direttore di Repubblica, il quale si è esibito in un articolo che potrebbe intitolarsi a scelta «Senza vergogna» o «Oggi le comiche». Basti l’incipit: «Una versione italiana e vergognosa del Grande Fratello è dunque calata in questi anni sul sistema televisivo, trascinando Rai e Mediaset fuori da ogni logica di concorrenza per farne la centrale unificata di una informazione omologata, addomesticata, al servizio cieco e totale del berlusconismo al potere». Lui la chiama «Struttura delta». Noi la chiameremmo «Senti chi parla».

Paolo Guzzanti, per il Giornale




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25 novembre 2007

COME SANNO MORIRE GLI ITALIANI



Daniele Paladini




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23 novembre 2007

ESTORCHE ???

Art. 629 del codice penale
Estorsione
Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a se' o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, e' punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da lire un milione a quattro milioni
Devo premettere che vedrei volentieri Fabrizio Corona alle prese con la pulizia delle stalle di Augia.

Eppure il suo rinvio a giudizio per estorsione e tentata estorsione (ieri mi pare ci sia stata la prima udienza) non sta né in cielo né in terra, giuridicamente parlando.

La cosa dovrebbe essere chiara, soprattutto per un addetto ai lavori quale un pubblico ministero, semplicemente dando una scorsa alla lettera dell'articolo (sopra riportato) del codice penale che ne descrive la fattispecie.
Difetta nel suo caso "l'ingiustizia" del profitto, e conseguentemente viene a cadere la qualificazione del suo agire come "minaccia".

Corona scatta foto, a soggetti particolari in situazioni particolari.
Non è l'unico, essendo anzi tale ambito professionale piuttosto affollato, a giudicare dalla miriade di tabloid specificamente dedicati.

Quelle foto vanno appunto a riempire quegli insulsi giornaletti, che con la loro esistenza confermano la teoria della prevalenza del cretino nell'umana specie contemporanea, in quanto se non fossero letti non esisterebbero.
Bisogna dunque concludere che è attività assolutamente lecita, sia lo scatto di quelle foto sia la loro successiva pubblicazione, poiché non si è mai dato il perseguimento di alcuno per averle scattate o pubblicate.

Non si capisce allora come l'offerta al soggetto particolare ripreso nella foto di acquistare la foto stessa per evitarne la pubblicazione possa essere considerata come un'estorsione.
Dove sarebbe la minaccia? Nella pubblicazione della foto in caso di rifiuto? Ebbene, quella pubblicazione è assolutamente lecita. Di conseguenza lecito, e quindi non ingiusto, il profitto che se ne ricava, sia pubblicandola sia consegnandola all'interessato ad evitare quella pubblicazione.

Per configurare un'estorsione bisogna che io ti minacci o ti usi violenza mediante il compimento di atti illeciti, penalmente rilevanti, se tu non fai quello che dico o non mi dai quello che chiedo.
Per esempio, sequestrandoti la moglie o facendo saltare in aria il tuo negozio o appropriandomi in precedenza di cose che ti appartengono.

In caso contrario, compiendo cioè qualcosa che non ti piace ma che non è però illecita (le due cose coincidono solo nelle onde cerebrali dei malati di mente), non sto mettendo in atto nessuna estorsione, ti sto solo offrendo un affare, che tu sei libero di accettare o meno.

E come se io possedessi un pezzo di terra vicino al tuo, sul quale ti sei costruito una casa con vista mozzafiato sulla costiera. Ora su questo mio pezzo di terra ho deciso di costruire anch'io, solo che facendolo coprirei quella vista che ti piace così tanto. Allora, io ti chiamo e per un adeguato compenso ti offro di rinunciare a costruire, oppure di farlo in un angolino, in modo che tu possa continuare a godere della magnifica veduta.
Non ti sto né minacciando né usando violenza, perché ho tutti i diritti di costruire sulla mia terra, e di farlo dove e come mi pare. Conseguentemente non sto ricercando alcun profitto ingiusto, ma un legittimo compenso per rinunciare a delle mie facoltà, per limitarmi in sostanza.

E tu sei assolutamente libero di corrispondermi tale compenso, oppure di mandarmi a cagare, dicendomi che con quella somma te la compri intera la costiera.

Bisognerebbe che prima di affidare un potere così enorme sulla vita e la libertà delle persone a qualcuno, ci si accertasse meglio della sua preparazione.



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22 novembre 2007

LA SECONDA CHE HAI DETTO

Mi sfugge il motivo per cui la notizia che è stato scoperto un modo per creare cellule staminali pluripotenti come quelle embrionali, ma senza usare gli embrioni (qui qualcosa in italiano, ed anche qui), Repubblica l'abbia relegata a pagina ventitrè (sui giornali americani naturalmente è l'apertura).

E mi chiedo perché, al contrario, ogni volta che uno scienziato coreano dice di non avere problemi etici a sperimentare su un embrione, la notizia invece vada sempre sulla prima pagina di Rep.

Fatemi capire: siamo favorevoli alla ricerca scientifica o solo alla distruzione degli embrioni?

by Camillo




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22 novembre 2007

UNA RELAZIONE SUL METODO DI BELLA - prima parte

(fatta dal Dr. Giuseppe Di Bella al Ministro Storace, prima che tornassero i Compagni, a dirigere la mattanza e silenziare l'evidenza)


Premessa

Chi ha esperienza di studi clinici sa che questi sono in grande maggioranza proposti
e/o finanziati dall’industria farmaceutica. Nelle strutture pubbliche è agevole
impostare uno studio clinico fissando gli obiettivi, i criteri di progettazione, i
parametri di valutazione, il monitoraggio e l’ elaborazione statistica. Al contrario è
difficoltoso per i casi trattati con MDB a domicilio e studiati da medici in regime di
libera professione, che vedono in modo irregolare pazienti che devono superare una
quantità di difficoltà, da quelle di ordine economico, agli esami attuabili solo nei
tempi e modi concessi dalle rispettive ASL e dalla collaborazione del medico di base.

Soprattutto devono affrontare l’ostracismo al MDB nelle strutture pubbliche
particolarmente in quelle ematologiche e oncologiche . È difficile, in queste
condizioni, raccogliere ed elaborare dati in modo organico, in forma tale da
consentire la pubblicazione su riviste internazionali. Inoltre raramente un singolo
medico può disporre di ampie statistiche omogenee di singole patologie. Per questo
motivo, una quantità di dati dal rilevante significato scientifico e clinico non è stata
ancora valorizzata.

Raccogliendo in una società scientifica i medici che prescrivono il
MDB e organizzando convegni per la presentazione di casi clinici, si sta cercando di
costruire statistiche da pubblicare. Questo lavoro di raccolta, studio, elaborazione,
comporta anche un oneroso impegno logistico, organizzativo, statistico, di
monitoraggio della qualità di vita dei pazienti oltre che dei dati ematochimici e
strumentali. Questa attività di studio, completata dall’aggiornamento sulle banche
dati medico scientifiche, è sostenuta prevalentemente dal sottoscritto, integrando il
modesto bilancio della SIBOR-MDB con i proventi della propria attività
professionale. Non ultima difficoltà fare accettare alle riviste studi provenienti da
ambulatori privati, non da cliniche universitarie o enti ospedalieri.

Nonostante questi limiti, dai casi presentati nelle relazioni congressuali e dalla
documentazione clinica dei medici della SIBOR-MDB, sta affluendo un numero di
dati sufficiente a documentare l’attività del MDB in varie patologie. Una prima
statistica sui linfomi NH è stata pubblicata, una seconda sui carcinomi polmonari al
III e IV stadio a piccole cellule non chemiotrattati, è già stata accettata per la
pubblicazione, seguirà uno studio clinico sulla risposta al MDB di tumori polmonari
non a piccole cellule sia chemiotrattati, che trattati solo con MDB, anch’esso già
accettato. Complessivamente, la sopravvivenza dei carcinomi polmonari trattati con
MDB supera di 3 volte le mediane di sopravvivenza ufficiali reperibili in letteratura
per gli stessi tumori e stadi.

Altre statistiche si riferiscono a mesoteliomi pleurici, carcinomi del pancreas esocrino, carcinomi della mammella, sarcomi, mentre si stanno assemblando i dati relativi ad un rilevante numero di linfomi NH. I casi disponibili di sarcomi sono meno numerosi, ma di estremo interesse per le frequenti risposte complete di una significativa percentuale di casi in assenza di malattia da
anni.

Ho già inviato al CSS un’ampia rassegna della letteratura circa l’efficacia e
tollerabilità dei principi terapeutici del MDB nelle malattie linfoproliferative
allegando, oltre le voci bibliografiche, gli estratti dei lavori e una relazione sintetica
sul razionale d’impiego dei principi del MDB e sul loro meccanismo d’azione in
queste patologie. Ho anche inviato riviste contenenti 42 casi di Linfomi NH trattati
con esito positivo con MDB. Stiamo raccogliendo altri casi di linfomi, ma questo
studio osservazionale retrospettivo, come quello richiesto sui sarcomi, sarà attuabile
dopo aver concordato col CSS forme e criteri di valutazione e se il Ministero si farà
carico dell’onere finanziario e logistico-organizzativo necessario per completare
tutta la serie di indagini e aggiornamenti richiesti dal CSS, relativi a pazienti che
essendo guariti, hanno già da tempo concluso l’iter diagnostico e terapeutico. La
SIBOR-MDB può documentare con cartelle cliniche e/o esami ematochimici e
strumentali la diagnosi e i trattamenti effettuati e chiedere la disponibilità dei
pazienti a collaborare per integrare e completare i dati acquisiti, ma ovviamente
non può farsi carico di quel complesso e costoso completamento di indagine
richiesto dal CSS, cui dovrà far fronte il Ministero.


21 novembre 2007

QUANTO MAGNANO......../2

Per tutti quelli che........"ci vuole più Stato!"....."lo Stato che fa?"

Lo Stato fa l'unica cosa che sa fare: spreca!

Se proprio si vuole redistribuire, cosa a cui non si può essere contrari per principio, mai ed intendo MAI mettere un ente pubblico come intermediario tra benefattori e beneficiati, se si vuole evitare una cresta del 90% delle somme elargite, e contestuale aumento della potenza delle varie mafie.

Cinquantuno miliardi di euro in sette anni spediti direttamente ad ogni singolo abitante campano avrebbero messo in mano ad ognuno, neonati e morituri compresi, 255.000 euro.

Roba da raddoppiare il PIL nel periodo!


P.S. - Il link porta ad un pezzo ripreso da Dagospia, quindi tra non molto sarà disponibile solo per i suoi abbonati.
Comunque, rendeva conto della miserabile fine di quasi 51 miliardi di euro tra soldi europei e statali stanziati dal 2000 per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Quanto si sia sviluppata quella parte d'Italia è sotto gli occhi di tutti.
(150 morti ammazzati ogni anno in media solo a Napoli nel periodo, cumuli di immondizia a cielo aperto, reddito prodotto pari a meno della metà della media europea e disoccupazione stagnante intorno al 25-30%)

Qualche successo è possibile però ravvisarlo qua e là: c'è un assessore provinciale alla Pace, ed è vietato fumare nei parchi pubblici (il cervello però continuano a fumarselo tranquillamente!).




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20 novembre 2007

QUANTE STRONZATE, ESIMIO

Il professore ha bisogno di una seria ripassata!

Mi stavo giusto avventando sul tapino, quando ho visto che ci aveva già pensato Phastidio a mettere in chiaro i notevoli problemi del novello Chomsky in tema di analisi logico-economica e finanziaria.

E gliene sono davvero grato, perché il tempo mi difetta in maniera ormai cronica.





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20 novembre 2007

DEPRAVAZIONI D'OLTREOCEANO

- The Washington Post reported that on Friday, the federales raided the offices of NORFED, a group of libertarians who had begun to mint and sell "liberty dollars," which are nothing more threatening than gold and silver coins.

Why take down a coin dealer? Well, NORFED stands for "National Organization for the Repeal of the Federal Reserve Act and Internal Revenue Code." These guys were trying to launch a private, gold-backed currency, which the federales contend is counterfeiting. Imagine the irony of selling gold coins and being arrested for selling "counterfeit" money!?


- Shareholders in the securities industry are having their worst year since 2002, losing $74 billion in shareholders equity. Meanwhile, the top five Wall Street banks are paying out a record $38 billion in bonuses.

(adesso ci manca solo il coglione socialcomunista d'ordinanza che indichi la cosa come colpa del capitalismo)




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17 novembre 2007

OBIEZIONI ANONIME

Anonimus

"Non si deve dimostrare di essere umani, comportandosi come tali, no; basta nascerlo, secondo loro. Come se migliaia di anni di elaborazioni culturali non costituissero il solo ed unico fondamento dei contenuti di diritti e doveri"

Scusa mi ripeti le tue posizioni sull'aborto?


Maedhros, armato di santa pazienza

E' inutile, ti assicuro.
Non coglieresti la cosa in ogni caso.

Comunque, ti faccio l'equivalente di un disegnino, l'estremo tentativo per farti afferrare il concetto.

Il tuo diritto alla vita è assoluto FINCHE' non aggredisci (consapevolmente) l'eguale diritto del tuo prossimo.
Fallo, e ti si potrà privare della tua in assoluto ossequio al Diritto.

Far parte del consesso umano necessita comportamenti adeguati.

In altre parole, giovane, il tuo incarnarti come umano (fattore biologico) è pienamente sufficiente a farti titolare del diritto assoluto alla tua vita, alla libertà di viverla come ti pare, ed alla proprietà dei beni acquisiti legittimamente.
(naturalmente tale riconoscimento di diritti è frutto esclusivo di un'elaborazione culturale, anche se ho il sospetto che la cosa ti sorprenda)

Per conservare quei diritti però, hai l'obbligo di rispettare i diritti equivalenti degli altri (fattore culturale), altrimenti ne sarai privato in misura equivalente al grado di aggressione che hai posto in essere.

E' chiaro il concetto?




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15 novembre 2007

MY NAME IS HEAD

Dick Head !

Traduzione per il monoglotta.
Il mio nome è Cazzo, Testa di Cazzo!

I socialisti britannici lanciano il cervello oltre l'ostacolo delle attuali frontiere dell'idiozia conclamata.

Nella loro forsennata ricerca di un compiuto sistema di socializzazione della responsabilità penale, rompono i coglioni ad un miliardo di persone a causa di qualche migliaio di terroristi.

Ove poi si dia il caso di riuscire a mettere le mani su qualcuno di questi ultimi, romperanno i coglioni con i diritti umani di costoro. E già, perché per loro è tutta solo una questione biologica, casuale per di più.
Non si deve dimostrare di essere umani, comportandosi come tali, no; basta nascerlo, secondo loro. Come se migliaia di anni di elaborazioni culturali non costituissero il solo ed unico fondamento dei contenuti di diritti e doveri.

A volte è forte la tentazione di proclamare la vittoria darwinista, indicandoli mentre si annuncia al mondo la scoperta dell'anello mancante.

Se per caso vi vengono in mente delle questioni relative alla cosa, piuttosto fondate invero, tipo chi o cosa impedirebbe di fornire informazioni false, oppure quale diritto abbia il governo di conoscere i fatti miei nel minimo dettaglio, non sprecate tempo a sottoporgliele.

Sono socialisti, ed hanno passato i vent'anni da un pezzo!




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14 novembre 2007

SOTTIGLIEZZE

“Futili incidenti diedero origine a violenti scontri, con morti, tra gli abitanti di Nocera e quelli di Pompei, durante uno spettacolo di gladiatori, organizzato da Livineio Regolo, che ho già detto essere stato espulso dal Senato. Cominciarono (… ) a scambiarsi insulti, poi sassi, per finire col metter mano alla spada; ebbero la meglio quelli di Pompei, presso i quali si dava lo spettacolo. Molti di Nocera furono riportati nella loro città col corpo mutilato o segnato da ferite, e parecchi piangevano la morte di figli o genitori. Il principe affidò l’inchiesta sugli incidenti al Senato e il Senato ai consoli. Poi, quando la faccenda ritornò al Senato, ai pompeiani furono vietate per dieci anni simili riunioni e vennero sciolte le associazioni costituitesi in modo illegale. A Livineio e a quanti avevano provocato i disordini fu comminato l’esilio”. Tacito, “Annales”, su episodi risalenti al 59 d.C.
Mauro Luglio, Monfalcone (Go) dal Foglio di oggi

«SENZA LA RISSA SAREBBE VIVO»

Quest'uomo vive da sempre nell'illusione della sua adeguatezza!




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13 novembre 2007

SPERIAMO !

Alla lettura della sentenza la "madre" di Hina ha dato in escandescenze, gridando «me lo ammazzano».







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12 novembre 2007

DIO SALVI IL RE

E un pochino pure Zapatero.

Se volete vedere le ultime gesta dei tagliagole al servizio del fascista di Caracas (sempre vivo il vecchio metodo stalinista di accusare gli altri dei propri misfatti), basta cliccare qui.

Meriti alle Guerre Civili.

In Italia? Le solite stupidaggini.......




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11 novembre 2007

GENERAL MOTORS CHAIRMAN UNDER PENTOTHAL EFFECT

Dear Fellow Shareholders:

Being the captain of the Titanic is no fun.

I am the CEO and the chairman of General Motors, what was, until recently, one of the largest and most powerful corporations in the world. For decades, GM was a model of capitalism. Our bonds were the highest quality you could purchase. Our dividend was the safest. Our jobs were among the best in America. Our operations shaped accounting standards. What was good for GM was said to be "good for America."

Today, only a thin veneer of optimistic statements, crafted by my lawyers so that they can't be definitely called "lies," keeps this firm from slipping into bankruptcy.

For example, I told the world in our press release we saw "steady improvement in our financial results" and "strong evidence that our commitment to great cars and trucks is being embraced by consumers around the globe." Luckily for me, "steady improvement" and "strong evidence" are meaningless puffery that can't be proven to mean one thing or another.

Instead of living the life of a captain of industry – where I'd take credit for the hard work of our thousands of employees – I find myself leading an expansive game of financial charades. I have become nothing more than a dressed-up street hustler, running a shell game on you, our loyal shareholders. But at least I have this outlet. As I have done for nearly a year, I will again tell you the sad truth about our operations and our helpless financial situation.

First, as I have told you before, "We have infrastructure and employee obligations that outpace what we can afford given our greatly reduced profit margins and debt load." Specifically, we have long-term debts of $36 billion, retirement benefit obligations of $60 billion, and another $16 billion in various other long-term liabilities.

How did we end up in this position? It didn't happen overnight. For 19 out of the last 20 years, GM operated at a capital deficit. We simply didn't make enough money selling cars to maintain our asset base, make new investments in future capacity, and pay our cash dividend. If you look at the numbers carefully, you see our total capital deficit over the last 20 years was $275 billion. After we worked through our accumulated savings, we began borrowing money – more and more of it every year.

So far this year, we've paid approximately $4 billion in interest on these various liabilities. I estimated, in an earlier letter to you, that we would require about $5.81 billion in cash from operations merely to pay the interest on our debts. I still believe that's an accurate forecast. Our global cost of borrowing continues to increase, as I thought it would. It now costs us 6.3% a year, on average, to borrow money, up from 5.84% last year. As more debts "roll over," this number will increase until it eventually strangles us. We are trapped, unable to let go of our legacy obligations and unable to pay for them.

We know we will not produce anything like $6 billion from operations this year. Likewise, it is very unlikely we will ever generate regular, ongoing profits from operations in excess of our interest expenses. As a result, our accountants have forced us to "write down" the value of most of our tax losses, which had been on our books as an asset. We've told the public this doesn't really matter because the $37 billion charge is a "noncash" expense.

It does matter though: It means we know we are unlikely to ever again record a profit. If we had any reasonable expectation of reaching profitability, we would not have been required to take the write-off. (You won't hear me explain this fact anywhere else...)

Our core problem is simple enough to understand: We can't make enough money selling cars to pay for our debts, or even our interest payments.

This quarter, on a worldwide basis, we earned $122 million from our ongoing automotive operations, which we claim is a terrific accomplishment. In fact, we make a pitifully small amount of money from selling cars – even in the huge global boom we're now experiencing. You should remember: Our third-quarter revenues have never been bigger. Our rival, Toyota, which sells essentially the same number of vehicles, posted operating earnings of $11.2 billion! That's a record for Toyota and a 16% increase over last year. Investors ought to be seriously concerned about the future of the company when, even in a quarter of record global car sales, GM can't turn a profit.

Things are especially tough on us in the developed markets. We lost $248 million on our North American operations and another $90 million in Europe. This doesn’t include all of the corporate overhead, legacy costs, and most of our interest expense.

In total, we lost $2.5 billion – in cash – on our automotive operations in the quarter.

As I've explained before, our only chance to avoid bankruptcy was to experience a big jump in the total number of cars sold and to cut expenses to the bone. That hasn't happened. Our total worldwide car production has actually fallen year over year. Likewise, our global market share continues to slip, bit by bit. In 1992, we made 30% of all the cars in the world. Today, we make 13.3% of all the cars in the world, down from 13.6% last year.

As our production falls, the scale of our business shrinks, making it harder and harder to earn a profit on every car sold. Production is very likely to continue to decline. Even after all of the plant closures and cutbacks, we are still operating below 90% of our current capacity.

I know... all of this seems like bad news. But actually, our automotive business is only slowly bleeding to death. The big hemorrhage is in mortgages...

Our CFO was foolish enough to tell securities analysts that GMAC was "leaning away" from residential mortgages. Not exactly... Actually, GMAC lost $1.6 billion, mostly on subprime mortgages, in the last quarter. Our share of these losses totaled $803 million. We actually don't know how much more we will lose in this business going forward, but as our write-off of those tax assets shows, we certainly don't expect to make any money here for a long time.

What does all of this mean? It's not good news. Let me show you the cold, hard facts.

According to our most up-to-date balance sheet, we have about $37 billion in cash and receivables. That sounds like a lot of money. But we have matching liabilities for all of these assets – and more. Over the next 12 months, $5 billion of our long-term debt will come due. We have current accounts payable of $30 billion and other accrued expenses that mature in the next year of $34 billion. All totaled, we owe $70 billion within the next 12 months. (That's not including all of the rest of our long-term debt, pension liabilities, etc.)

If you have $34 billion in your checking account and you've got $70 billion worth of bills on your desk, you're not exactly "cash rich" are you?

How will we pay for these obligations? How will we come up with the money we need to finance our long-term debts? There aren't any easy answers. And all of the possible solutions will be extremely painful to existing shareholders.

The simple fact is, we're going bankrupt. It's only a matter of time before our accountants force us to insert "going concern" language into our filings. That means they won't approve our audit unless we admit publicly that we know we're heading for a bankruptcy filing.

That won't be a good day to be a shareholder.

Best regards,

Your Chairman




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6 novembre 2007

PERMETTETE UNA DOMANDA?

Nei giorni scorsi i cattocomunisti, dopo decenni di scandalosa convivenza more uxorio, sono finalmente convolati a giuste nozze.
Pannella ha iniziato lo sciopero del piscio (nel senso che si asterrà dall'assumere pubblicamente la propria urina) per protestare contro questo plateale ossequio alla Chiesa ed agli oscuri interessi clericali.

Come capofamiglia tremila fantastilioni di amiche ed amici, compagne e compagni, ed anche Pluto (i cani sono stati ammessi a votare in via sperimentale in alcuni seggi), hanno eletto quel tipo che le vecchiette quando lo vedono cambiano marciapiede.
Lui, commosso, ha dovuto così rinunciare a malincuore al buen retiro in Africa (il sospiro di sollievo degli africani s'è sentito fin dalle parti della Cintura di Orione).

Poi, si è subito messo al lavoro, ed ha stilato in men che non si dica un programma coi controcazzi, breve, comprensibile, sintetico, ma non per questo meno ambizioso.
Vi si legge: FARO' QUESTO, MA ANCHE QUELLO!

Ecco, tutto ciò premesso, alla luce pure delle sue passate gesta (cantate qui da Perla), e tenuta nella giusta considerazione la circostanza che il lupo perde il pelo ma non il vizio, volevo chiedervi:

ma secondo voi, quanto tempo passerà prima che Veltroni confessi di non essere mai stato democratico?

P.S. - Di Perla faccio mio anche quest'appello.
Invito il Cannocchiale ad invertire la cosa: quella robaccia ottica disabilitata per default, poi chi vuole la abilita.




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6 novembre 2007

SONO STRAMILIARDARIO, E MANCO LO SAPEVO

Quote of the day:

Alibaba.com, a recent HK IPO is now valued at a cool US$25 billion. The company's primary asset appears to be that it has a website...........




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5 novembre 2007

A LONG STORY SHORT

Stasera vi spiego la funzione della Federal Reserve.

Prendete il bilancio della Goldman Sachs, e andate ai flussi di cassa.
Per l'anno 2002 le operazioni hanno determinato un'uscita netta di cassa pari a 10,1 mld di dollari.
Per l'anno 2003 le operazioni hanno determinato un'uscita netta di cassa pari a 16,7 mld di dollari.
Per l'anno 2004 le operazioni hanno determinato un'uscita netta di cassa pari a 33,6 mld di dollari.
Per l'anno 2005 le operazioni hanno determinato un'uscita netta di cassa pari a 12,4 mld di dollari.
Per l'anno 2006 le operazioni hanno determinato un'uscita netta di cassa pari a 47,6 mld di dollari.
I primi nove mesi del 2007 hanno visto 64,2 mld prendere operativamente il volo.

Adesso scendiamo qualche riga, e leggiamo.
Per l'anno 2002 la banca ha contratto nuovi debiti netti per 10,7 mld di dollari.
Per l'anno 2003 la banca ha contratto nuovi debiti netti per 21,5 mld di dollari.
Per l'anno 2004 la banca ha contratto nuovi debiti netti per 33,5 mld di dollari.
Per l'anno 2005 la banca ha contratto nuovi debiti netti per 23,1 mld di dollari.
Per l'anno 2006 la banca ha contratto nuovi debiti netti per 58,7 mld di dollari.
Nei primi nove mesi del 2007 l'indebitamento nuovo netto contratto sfiora i 73 mld di dollari.

Se andassimo a controllare poi i bilanci della Merrill Lynch, della JPMorgan, della Lehman Brothers e della Morgan Stanley, vedremmo mutatis mutandis le stesse cose.

Ecco, la lezione è finita.




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5 novembre 2007

AL VERDE NON FAR SAPERE CHE, SE DAVVERO CREDE IN QUELLO CHE DICE, E' COLPA DELLE PERE.....

.....che si fa!


Nino Materi per “Il Giornale”


«L’effetto serra è un bluff»; «Il pianeta non si sta riscaldando»; «I ghiacciai non si stanno sciogliendo»; «Le previsioni meteo sono inattendibili»; «La colpa dell’inquinamento non è dell’uomo». Firmato, professor John R. Christy, direttore dell’Earth System Science Center dell’Università dell’Alabama. Un colpo mortale per i professionisti della «difesa della Terra» che, sui fantasmi dell’emergenza ambientale, hanno costruito le fortune politiche ed economiche.

(Il professor John R. Christy)
Ma ora il professor Christy ci ha ripensato, diventando il primo Nobel «pentito». Una circostanza che, se da una parte lo farà entrare nella storia, dall’altra lo ha reso inviso ai suoi colleghi dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), la commissione Onu premiata dall’Accademia di Svezia insieme con Al Gore per avere denunciato i rischi di un’«apocalisse» prossima ventura, effetto dell’incombente global warming. Così il professor Christy ha deciso di fare outing.

Dalla prima pagina del Wall Street Journal, il suo dietrofront ha gettato nello sconforto le folte schiere dei catastrofisti planetari. Christy il Nobel non l’ha vinto da solo ma grazie al lavoro di squadra dell’Ipcc di cui è un illustre componente: un organismo composto da un migliaio di cervelloni internazionali, determinatissimi nel sostenere che l’uomo sta andando dritto verso il baratro.

Le conclusioni a cui è giunto l’Ipcc non collimano però esattamente con le teoria di Christy. Di qui la clamorosa decisione dello scienziato americano: restituire la «sua» quota di Nobel ai parrucconi della commissione norvegese. Non si tratta di un capriccio, anzi le motivazioni sono serissime: «Sono certo che la maggior parte dei miei colleghi all’Ipcc storcerà la bocca ma non vedo né una catastrofe imminente né la “pistola fumante” che provi la responsabilità inequivocabile dell’uomo per gli aumenti di temperatura che registriamo. Al contrario; quel che si vede sono attivisti e, purtroppo, scienziati pronti a saltare a conclusioni affrettate e ad attribuire qualsiasi anomalia climatica alla fantomatica apocalisse da global warming prossima ventura. Presentare qualsiasi fenomeno conseguente come il risultato dell’attività umana probabilmente li fa sentire più a loro agio».

«Forse la tendenza a dare la colpa di tutto all’uomo è dovuta al fatto che non abbiamo visto di cosa fosse capace il nostro clima prima che l’uomo facesse la sua comparsa sulla Terra - dichiara Christy sul Wall Street Journal -. In realtà il livello dei mari cresce e diminuisce da sempre. La calotta artica si è sciolta altre volte». E poi: «In un recente reportage della Cnn sul “pianeta in pericolo” non si fa altro che parlare dello scioglimento dei ghiacci artici. Non si dice nulla, però, di quelli dell’Antartico, dove il mese scorso è stato raggiunto il massimo storico di congelamento dei mari».

Un perpetuarsi di luoghi comuni che comporta un enorme spreco di risorse economiche: «Se anche riducessimo della metà le emissioni degli Stati Uniti, entro il 2020 le temperature scenderebbero in misura infinitesimale. Quel che spendiamo per ridurre così marginalmente il global warming porterebbe benefici da 50 a 200 volte superiori se ci concentrassimo sulla sanità, la prevenzione dell’Aids e la depurazione delle acque del continente africano».

Del resto Christy è in buona compagnia. Anche Tim Ball infatti, professore di Geografia dell’Università di Winnipeg, è convinto che «il riscaldamento globale - ammesso che esista - non è causato dalle attività umane, ma è un fenomeno naturale». A smentire le responsabilità della «società dei consumi» sono pure gli studi di Patrick Michaels, professore dell’Università della Virginia, Dipartimento di Scienze Ambientali: «Nel periodo tra 1905 e 1940, in cui il mondo occidentale viveva le guerre e le crisi economiche con un arretramento dello sviluppo industriale e quindi con miseria, povertà e poche attività umane nei confronti dell’ambiente, la temperatura mondiale è aumentata notevolmente. Invece tra 1940 e 1975, periodo di boom economico con lo sviluppo industriale più importante di sempre, la temperatura è diminuita».

Infine - a proposito dell’autorevolezza dell’Ipcc - va segnalata l’annotazione del professor Paul Reiter: «Si crede che all’interno dell’Ipcc operino i migliori studiosi del pianeta che l’Onu ha messo insieme per studiare il clima. In realtà, spulciando i curricula, si scopre che moltissimi di loro non sono scienziati».
L’ideale per attribuirgli un meritatissimo Nobel.




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