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Diario


29 dicembre 2007

CATENE SPEZZATE

C’è una sola cosa che sopporto meno degli ingegneri: le catene di Sant’Antonio!

Figuratevi quindi come possa sentirmi dopo essere stato coinvolto da un ingegnere in una catena di Sant’Antonio.
Se un cobra mi mordesse, morirebbe avvelenato!

Sopravvivo solo grazie alla sottile goduria che provo nello spezzarla.

E già, io mi distinguo da tutti gli altri che non le sopportano ma che immancabilmente “questa volta” faranno un’eccezione per questo o quel motivo e la propagheranno. Io non le sopporto ed immancabilmente le spezzo!

Quindi, nessun link al post originario, nessun banner di blog che fa pensare, e nessun incatenamento di altri 5 sventurati. Del resto, credo che tutti quelli che preferisco siano già stati coinvolti, e la cosa si tramuterebbe in un gioco al ribasso.

Voglio però indicare lo stesso i 5 blog che maggiormente apprezzo, quelli che mi porterei su un’isola deserta, diciamo così.


1 – Ne Quid Nimis.

Lo so, è quello del famigerato ingegnere. E sebbene confermi che si tratta di gente poco raccomandabile, von Mises diceva che parlano esclusivamente con sé stessi, nondimeno servono.

Anzi, sono importantissimi. Senza ingegneri non ci sarebbero ponti, e senza ponti noi saremmo condannati al nostro particulare. Certo, le tradizioni, le radici, devono formarci e guidarci, ma sarebbe un’esistenza sterile se non ci rapportassimo anche a quello che c’è al di là del fiume, fuori dalle mura. Lo scambio, il mercato dunque, ricordatelo sempre, è l’elemento sociale costitutivo, la base di ogni progresso umano, quello che ha permesso il superamento delle relazioni basate solo sul legame parentale, di sangue.

L’ingegnere è il Pontefice (Pons+Facere) laico!

Il blog merita anche per il suo nome. Ne Quid Nimis, Nulla di Troppo.

E’ la frase che descrive al meglio l’Essere, la Vita. Un minuzioso equilibrio tra materia ed energia, un portentoso dosaggio di sostanze messo in opera da una scintilla divina per vincere il tèdio del Nulla.

E poi, trovandomi su un’isola deserta, qualcuno che mi faccia i calcoli per la costruzione di una casetta mi servirà senz’altro.


2 – Zamax.

E’ il Cappellano Ufficiale della Casa di Maedhros, ed il posto quindi gli spetta di diritto.

Se lo conquisterebbe comunque anche per meriti, poiché i suoi scritti sono tra le cose che in misura maggiore mi hanno aiutato a comprendere meglio il rapporto con Dio.

Ho capito che è la ragione l’unico mezzo per quel rapporto. Non che necessariamente essa riesca nell’impresa, ma è l’unica a poterlo fare. E’ la ragione che alla fine ti costringe sulle ginocchia nella consapevolezza che non potrai mai bastare a te stesso. E’ la ragione che dopo miliardi di elucubrazioni logiche, splendido e superbo nelle tue capacità intellettive, ti ridurrà al più mite consiglio che “senza Dio i conti non tornano”, inchiodandoti alla tua Croce. E’ la ragione che spiega l’amore inesprimibile che si risolve nell’implorazione quotidiana di non farti sopravvivere ai tuoi figli. E’ la ragione che spinge ad affidarsi con minor disagio a qualcuno che teme Dio, perché rispetterà l’uomo. E’ la ragione che se anche questa fosse la sola vita ti spinge nondimeno a ringraziare infinitamente per essa.

E’ la ragione che infine ti fa accettare il limite, e tutte le risposte che non ti ha dato.

Contrariamente a quanto credeva il Pascal, un cattolico adulto d’annata, il cuore è semplicemente un posto dove la ragione dimora, occasionalmente.


3 – In Minoranza.

Voi direte “e che ci azzecca?”.

Quasi niente effettivamente! Ma io ho bisogno dell’Altro per poter affermare Me Stesso.

L’Altro è stimolo, ricerca, mettersi alla prova, magari cambiare idea o scoprire più cose in comune di quanto sospettabile.

Ma il più delle volte serve a ricordarti la bontà delle tue posizioni. E su un’isola deserta ci sono già così poche soddisfazioni; volete che mi privi pure di questa?


4 – Scribacchiature.

Scoperto da poco, ma una buona prosa è sempre una gran compagnia.

Indispensabile per sapere qualcosa di tutti i libri che non potrò più leggere.


5 – Directory Google su Anita Blond.

Giovani, è inutile che facciate quella faccia scandalizzata. Io “masculo sugno”, e sto su un’isola deserta.

Lo so che non è un blog, ma su un’isola deserta con Anita Blond l’ultima cosa che vorrei farci è discutere.

P.S. – Tesoro, ehm….tesoro, metti giù quel matterello……porc…..e cerca di ragionare……..ahia……..TU NON CE L’HAI UN BLOG………




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21 dicembre 2007

BUON NATALE A (QUASI) TUTTI




Appello, ora la moratoria per l’aborto

C’è anche una pena di morte, legale, che riguarda centinaia di milioni di esseri umani. Le buone coscienze che si rallegrano per il voto dell’Onu ora riflettano sulla strage eugenica, razzista e sessista degli innocenti

Giuliano Ferrara

Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all’Onu da 104paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell’amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la
sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell’asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486.
Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo “concepiti” ma “feti”, hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio.
La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l’aver inflitto la morte ad altri.
Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell’amore.
E’ lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. E’ oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l’aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell’eugenetica.
Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l’arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l’evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione.


© Copyright Il Foglio, 19 dicembre 2007


"Chiunque farà del male ad uno di questi è come lo avesse fatto a Me. Sarà meglio per lui che si butti nel più profondo del mare dopo essersi legato una pietra al collo..”


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20 dicembre 2007

E' SUCCESSO NEL BALTICO NEL 2007

YEAR IN REVIEW 2007

The Baltic Times

Without meaning to sound too cynical, we could honestly say that the most positive thing about 2007 – as far as the Baltics are concerned –  is that it’s finally over. It opened with a warm, drippy winter that threatened to kill off the local ski industry, and ended on a high note, with the Baltics joining the Schengen zone. In between there was a labor crunch, fears of hyperinflation and a hard economic landing, riots, political crises, and too many scandals to count. To mark the passing of 2007, The Baltic Times has put together this very brief sketch of the year’s more memorable events for each of the three countries.

Estonia’s year of the bronze

Without question one single event in Estonia – easily the biggest story to come out of the nation since its 1991 independence – overshadowed all others in 2007: the Bronze Soldier riots of April 26 - 27.
Even as early as January political forces were lining up on both sides of the issue, with Savisaar and the Center Party wanting to keep the Soviet-era war memorial in its place, and Ansip’s Reform Party wanting to move it out of the center of Tallinn. Local extremists were also vowing to get involved if the politicians’ will didn’t match their own agenda.

When the March 4 parliamentary elections rolled around – proudly the first in the world to use Internet voting – Reform squeaked through with enough points to dump the Center Party from its coalition, and Savisaar took up his old seat as the mayor of Tallinn.

The Bronze Soldier storm finally broke on April 26 when, seeing the beginning of archeological work to dig up the graves at the Tonismagi site, protesters came out in force. It’s hard to say whether the two days of rioting that followed was more connected to politics or alcohol. It’s also hard to say to what extent Russia played a part, either by direct instigation or simply by fanning the flames with false media reports. What’s clear is the result – one dead, dozens injured, hundreds arrested, thousands of euros in damage from looting, and a huge backslide in ethnic relations.

In early May the media’s focus had shifted to the unprecedented cyber attacks against the nation’s IT infrastructure, and the antics of Nashi, a pro-Putin youth group, who had surrounded the Estonian embassy in Moscow. Later in the year the losses from Russian import and export embargoes would be tallied up, along with those from jittery tourists who stayed away.

Those events were briefly pushed off the news pages on May 18 when a carousel ride at the Tivoli Tuur fun park in Rakvere went up in spectacular flames. Several people were hospitalized, but nobody suffered lasting injuries.

Estonian residents then had time to either grumble or cheer as new laws went into effect on June 5 to make the nation’s restaurants and bars smoke free. Suddenly patios and doorways became the coolest places to hang out.

Midsummer celebrations were tempered by the news on June 23 that two Estonians, Sgt. Kalle Torn, 24, Jr. Sgt. Jako Karuks, 33, were killed in Afghanistan by a missile.

Later that summer Lennart Meri’s cousin Arnold caused a stir by being charged with genocide, while Franz, a 20-year-old polar bear at the Tallinn zoo, was killed in an escape attempt.
Since then the Estonian government has refused to allow the Nord Stream gas pipeline project to conduct survey of seabed in its economic zone. Yet another sign of continuing bad relations with Russia.

Lithuania: less bread, more circuses

Several continuing themes, not connected with one another, dominated headlines throughout the year in Lithuania. Apart from the endless negotiations over the new Ignalina nuclear power plant, there was also the question of construction near a Jewish cemetery in Vilnius, battles between gay rights organizations and the city of Vilnius over the latter’s banning rallies, and worry about the number of Lithuanians not returning from work abroad.

Controversial figure Viktor Uspashkich, who had been hiding out in Russia from fraud charges, got his political start early in 2007 by announcing he would will run in the nation’s Feb. 25 municipal elections. He was unsuccessful, but dramatically returned to Lithuania Sept. 26 to run in a parliamentary by-election. He was arrested on arrival at the airport and later put under house arrest (where he now remains). Again he lost the election but in November the millionaire politico was returned to the helm of the Labor Party, which he had founded in 2003.

March brought in two major sewage spills in western Lithuania, two deadly residential fires and the sad story of two boys from the Kelme region, an 8-year-old and his 12-year-old brother, whose strangled bodies were found on the banks of the Krazante river. The boys’ mother was eventually detained in connection with the deaths.

A political era ended May 19 when Algirdas Brazauskas, the last leader of Lithuanian Communist Party, stepped down from his role as the chairman of Lithuanian Social Democratic Party.
While Lithuanians sweltered in the summer heat, police had to use tear gas and rubber bullets to quell a riot that broke out at a July 8 soccer match in Vilnius’ Vetra stadium. Hundreds of Legia Warsaw fans had rushed the field, breaking fences and throwing stones.

Order was maintained though on Aug. 26 when prominent Lithuanian parliamentarian Emanuelis Zingeris saved an Italian student from skinhead attack.
On Nov. 12, both Lithuania’s interior minister and chief of police resigned over a traffic incident in Skuodas, in which a police officer hit and killed three ten-year-old boys. A new interior minister, Regimantas Ciupaila, was sworn in Dec. 18.

In Latvia, scandals were all the rage

If there’s a positive spin that can be put on the high volume of scandals that hit Latvia in 2007, it’s that they show someone is finally fighting corruption, and that the people are no longer willing to sit back and take politics as usual.

While the country had barely finished mourning two soldiers killed in Iraq by roadside bomb on Dec. 27, President Vaira Vike-Freiberga was thrown into a pitched battle with the government over “emergency” amendments to the laws on security. The July 7 referendum she eventually got set up on the issue failed but was still seen as a massive public vote of no confidence in the government.
Politics was forgotten on March 1 when a fire killed 26 residents of a convalescent home in western Latvia, highlighting the country’s poor fire safety record.

The beginning of the year also heralded success in establishing a border treaty with Russia.
On March 14, Ventspils Mayor Aivars Lembergs was arrested on charges of bribery, money laundering and tax evasion. There were rumors that 31 members of Saeima were on his payroll.
Spring ended with a bang – literally – as a May 21 car bomb failed to kill the director of the State Revenue Service’s customs related crime unit.

Ten days later Valdis Zatlers, an orthopedic surgeon who admitted to not paying taxes on cash gifts from patients, was elected president in a parliamentary ballot.

A gay pride parade was held in Riga on June 3 without too much trouble and amazingly Ligo (Midsummer) passed with no drunk driving deaths.

In August journalist Lato Lapsa unveiled transcripts of wiretapped phone conversations among prominent figures of the Latvian judiciary system from 1998 to 2000.

The next scandal stars Indulis Emsis, a former PM and member of Greens and Farmers Union, and one of the most influential figures in Latvian politics. Shortly after taking office Emsis lost a briefcase containing $10,000 in the Cabinet of Ministers building. He is under suspicion of having accepted unreported cash income and giving false information to law enforcement institutions. Republika.lv speculated it could have been “hush money” related to the Lembergs case.

The biggest scandal of the year of course started in September when Prime Minster Aigars Kalvitis suspended the head of the anti-corruption bureau, KNAB, who just happened to be investigating Kalvitis’ own party’s elections spending. The resulting outcry, in the form of thousands of people demonstrating in the streets, led to Kalvitis’ Dec. 5 resignation. 


ODD   STORIES

To pee or not to pee
Much Latvian media attention was given this year to cases in which British nationals were caught urinating on the Freedom Monument or on its square. The first actually happened in 2006, for which the culprit was fined 810 lats (1,152 euros). On March 16 a second arrest was made – this time the Brit was caught urinating on Freedom Monument Square while posing for his friends’ cameras. Ironically the incident coincided with the launch of the British Embassy’s “Responsible Tourism” campaign, which urged British citizens visiting Latvia to behave, observe the law and avoid urinating in public. This time the man was fined 45 lats (64 euros).

Drunkard claws his way to the top
A drunken man climbed up the cables of Riga’s Vansu Tilts (Suspension Bridge) on April 15 and refused to come down unless given a sandwich. Authorities were forced to stop all traffic to the bridge for hours and remove the man with a cherry-picker. The man was charged with disorderly conduct and then taken to a psychiatric ward.

Beware of edgy giraffes
Stories involving exotic animals are usually good value for “odd story” hunters, though it’s hard to laugh at the plight of 22-year-old student Ruta Greiciute, who ended up in hospital on May 6 after her late-night date with Solutas, a 9-year-old male giraffe at the Kaunas Zoo, ended in disaster. She and three friends, evidently under the influence of alcohol, got into the zoo after hours and somehow managed their way over a four-meter fence and into the giraffe enclosure. By the time rescue workers pulled her free, Ruta had suffered fractures of the cheekbone, nose and collarbone, all from Solutas’ kicks. Newspapers speculated Solutas may have been on edge because of noisy student parties nearby.

The blind driver of Tartu
This summer The Baltic Times reported that police in Tartu stopped a drunk driver in the early hours of Aug. 5 only to discover that he was, in fact, blind. They noticed the disability when he had trouble seeing the breathalizer they were trying to give him. It turns out 20-year-old Kristjan was being guided by a teenage passenger, who was also drunk. In our next issue we had to report that Kristjan had been caught driving a second time, guided by friends, in the nearby village of Torvandi. Even stranger, it  turned out he was actually the owner of the AUDI 80 in which he was caught.

Deep in the merde
A French citizen was rescued from a Vilnius apartment on Oct. 16 where he had been handcuffed to a radiator for several days after being robbed by a woman he met on the Internet. According initial reports, the French national met the Lithuanian woman online and came to Vilnius for the weekend. The girl invited him into an apartment, where she and a friend deprived him of his cash and credit cards, and then handcuffed him to the apartment’s radiator. On the morning of Oct. 16, the Frenchman tore the radiator off and started yelling for help from the window. When water starting to pour from the broken pipe, neighbors thought the commotion was a fire and called the fire brigade, who rescued the captive.




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18 dicembre 2007

C'ERA UNA VOLTA LA POSTA

Ve la ricordate?
Soprattutto in occasione del Natale e di altre feste comandate, quanto era piacevole recarvisi per spedire o ricevere regali e piccoli pensierini da familiari o amici lontani.
Spedivi o aprivi il pacco, e quasi ne sentivi la presenza, gli sguardi.

Ricordo queste spedizioni reciproche con quella che è attualmente mia moglie e la madre dei miei figli, ed ancora mi commuovo pensando alle emozioni che provavo ogni volta che andavo a ritirare un suo pacco, anticipando quello che vi avrei trovato: le sue foto, le sue parole, qualche suo pensierino.

A quell'epoca, neanche tanto tempo fa, la Rete emetteva appena i primi vagiti, le comunicazioni costavano un occhio della testa (ancora ricordo teneramente quella bolletta di quasi sette milioni di lire che NON pagai), e le spedizioni postali erano davvero l'unico modo per sentire vicino le persone care dai quali eri separato fisicamente.

Oggi sarebbe molto più semplice, magari un po' meno romantico, ma per avere le possibilità attuali all'epoca avrei dato un occhio. Oddìo, forse un occhio no. Ma mezzo orecchio sicuramente!

Parlo con gente lontana tremila miglia in tempo reale, sia in voce sia in chat, e non mi costa niente o quasi. Ricevo posta un secondo dopo che il mittente l'ha spedita, con allegati documenti e fotografie e libri perfino.

La posta era rimasta solo per qualche pensierino tangibile da mandare in occasione di momenti particolari a persone particolari.
Ed anche quest'anno non m'ero sottratto. Ho scelto le varie cosucce, mi sono preso il tempo necessario, ho preparato il tutto e, superando l'orrore che mi suscita l'avere a che fare con un impiegato statale (anche se quelli locali rispetto a quelli italiani sono modelli da indicare ai bambini) in un ambiente per di più affollato, mi sono presentato allo sportello postale.

Fatta la spedizione, sentivo già come un anticipo del Natale immaginando l'abbraccio ideale con la persona lontana quando sarebbe arrivato (magari addirittura in tempo, fantasticavo).

Bene, stamattina il pacco mi è stato rimandato indietro, accompagnato da una nota di un ispettore postale che mi informava di aver scoperto, passandolo ai raggi X , che esso conteneva una bottiglia con un liquido, che le disposizioni vigenti vietavano il trasporto su aeroplano di cose liquide (chissà come si regolano con la pipì contenuta nelle vesciche dei passeggeri), e che pertanto mi riprendevo il pacco senza restituzione di quanto pagato per la spedizione.

Non c'era scritto, ma era chiaramente sottinteso che dovevo pure ritenermi fortunato a non trovarmi di fronte qualcuno della Sicurezza Nazionale che mi chiedeva dove mi trovassi e cosa facessi l'undici settembre di sei anni fa.

Tolgo allora la pericolosa sostanza, un ottimo liquore amaro di queste parti fatto da una miriade di erbe secondo una ricetta risalente a quasi 3 secoli fa, e mi precipito a rispedire il pacco, pagando di nuovo l'esoso obolo, conscio amaramente che ormai prima dell'Epifania non sarebbe arrivato.

Mogio me ne ritorno a casa, e mi sovviene il ricordo di un'impiegata che qualche giorno prima voleva impedirmi, nella spedizione di un altro pacco, di inserirvi qualche sigaro, in quanto anche questo sarebbe vietato. Ricordo il soave atteggiamento del viso che assunsi mentre la mandavo a fare in culo, recandomi poscia presso altro ufficio postale per spedire il pacco con i sigari inclusi, non dichiarandoli.

A questo punto, mi aspetto da un momento all'altro che mi ritorni indietro, con la solita nota del solito ispettore postale che mi informa di aver scoperto, passandolo al fiuto del suo infallibile naso, che esso contiene sigari, e che a tali odiose sostanze è interdetto il passaggio in aereo, o comunque di lasciare il Paese a seguito di qualche disposizione di quell'idiota per definizione che è il burocrate fiscale.

E sottinteso, la solita aggiunta di quanto fortunato fossi a non trovarmi davanti qualcuno della Sicurezza Fiscale a questionarmi sul mio subdolo tentativo di mettere in piedi una gigantesca rete di contrabbando di ben quattro sigari.

Dovrò allora, riprecipitarmi all'ufficio postale, ripagare l'esosissimo obolo, e rispedire il pacco, con la speranza che il Carnevale non lo trovi ancora per strada.

E sarà quella l'ultima occasione in cui io avrò a che fare con la Posta.

Anche perchè non si capisce cosa cazzo sia ancora permesso spedire, a parte l'anima de li mortacci loro!!!




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14 dicembre 2007

UNA RELAZIONE SUL METODO DI BELLA - quarta parte

ADDENDUM - Qui c'è un'intervista fatta al Professore da Luigi Mariani, circa un anno prima della sua morte.

Qui invece uno studio che per l'ennesima volta avvalora, a distanza di qualche decennio, le fenomenali intuizioni e scoperte di Luigi Di Bella.
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In questa concezione è racchiuso quello che è il paradigma prevalente della visione
ortodossa del cancro. Il cancro è una malattia genetica, originata soprattutto dalla
mutazione di 2 classi di geni, gli oncogeni e gli oncosoppressori, pertanto da
mutazioni dei geni che regolano la differenziazione e la crescita, direttamente
coinvolti nell’evoluzione, e di quelli preposti a mantenere l’integrità del DNA,
deputati alla sorveglianza della fedeltà della sintesi del DNA,e alla sua riparazione
mediante i molteplici meccanismi apparsi nel corso dell’evoluzione. Tra i geni che
regolano l’omeostasi antiblastica un ruolo fondamentale è svolto da quelli che
generano l’apoptosi, il suicidio cellulare.
Ogni qualvolta si presenti una mutazione in questi geni, una o più mutazioni, si
assiste ad una progressione della malattia tumorale. Così quando si verifica una
mutazione soprattutto nei geni di riparazione del danno de DNA, si verifica quella
che è stata definita instabilità genetica, cioè il fenotipo mutante. Una semplice
mutazione fisiologica di una cellula sana, non riuscerebbe a spiegare questo
accumulo di mutazioni e quindi si invoca la presenza di un fenotipo molto più
instabile.
Probabilmente c’è un errore di posizione sul concetto di instabilità genetica. Nella
concezione di Radman (basata su un sistema di sopravvivenza definito SOS),
sostenuta da Israel, Truc e AA due attori fondamentali sono il gene LexA, e il gene
RecA. e la relative proteine.
Il gene LexA è un repressore trascrizionale, mentre il gene RecA è invece un
regolatore positivo. Rimando alle pubblicazioni citate per approfondimenti.
In condizioni di stabilità il programma di sopravvivenza SOS non è attivo, è represso
dal gene LexA. Il sistema SOS comprende circa una ventina di geni e quindi quando
il DNA viene danneggiato o comunque la sopravvivenza della cellula è in pericolo, la
proteina LexA in qualche modo viene inattivata dalla produzione di un’altra proteina,
la RecA, è a questo punto che si attivano i geni; si rimane pertanto in una cornice
darwinista. Sicuramente questo programma è stato messo a punto da mutazioni
casuali, selezionate favorevolmente e trattenute dalla cellula che ha accesso a questa
informazione in condizioni particolari.
Vi sono forti indizi per ritenere, con gli A. citati, che questo programma che è stato
trattenuto dall’evoluzione ed è presente negli eucarioti, sia stato trasmesso alle nostre
cellule.
La ricerca di un programma s.o.s. nelle cellule eucariote e negli organismi
multicellulari come il nostro, ha già dato risultati positivi. Gli studi del professor
Israel, portano a ricercare omologie, tra le proteine e i geni del sistema s.o.s.batterico
e quelli trattenuti nelle nostre cellule.
Uno di questi geni è stato già identificato. C’è un’omologia molto marcata tra la
proteina batterica RecA e una proteina presente nelle nostre cellule, la Rad51.Dunque
abbiamo fondate ragioni di ritenere che il sistema s.o.s. anche in una sua versione
molto più evoluta, possa esistere anche nelle nostre cellule. Ad un approfondito
esame l’attuale paradigma dominante della visione della progressione maligna come
totalmente gestita dal caso, cioè interamente prodotta da una somma di mutazioni
successive, ma sempre casuali, non regge, per il carattere piuttosto prevedibile della
progressione maligna. Ad eccezione degli eventi iniziali, sicuramente gestiti da
casuali mutazioni, la progressione della malattia tumorale è sicuramente molto
stereotipata, è la recita di un copione.
Le cellule tumorali acquisiscono con gradualità e progressione,crescenti proprietà e
caratteristiche, “imparano” “a svolgere tutta una serie di attività. Un fenotipo così
caratterizzato, necessita di circa un migliaio di generazioni, considerando che un
tempo di generazione è di circa 48 ore, in un periodo relativamente breve la cellula
tumorale è in grado di produrre fattori di crescita che le loro omolghe non endocrine
non sanno sintetizzare; le cellule tumorali esprimono dei recettori a questi fattori, che
influenzano la proliferazione selettiva limitata alle stesse popolazioni neoplastiche.
Esse inoltre acquisiscono sempre maggiori motilità e formabilità per meglio
raggiungere i capillari e aumentare il proprio potenziale di metastasi, sanno inoltre
acquistare capacità di sopravvivenza e di proliferazione in parenchemi anche diversi,
e ricoprirsi di molecole che la mascherano al sistema immunitario. Successivamente
sono in grado di secernere delle proteasi che lisando le membrane permettono una
invasione per contiguità,oltre a indurre angiogenesi e immunodepressione locale, e
sistemica. In un recente lavoro pubblicato su Nature si documenta come una cellula
di melanoma attaccata da un linfocita, sia in grado di produrre apoptosi nel linfocita;
quindi le popolazioni neoplastiche raggiungono la capacità di eliminare le cellule del
sistema immunitario che tentano l’aggressione.
Per ultimo la cellula tumorale è in grado di modificare l’ambiente cellulare
circostante, inducendo le cellule vicine a sostenere la propria proliferazione.
Il fatto stesso che siamo agevolmente in grado di codificare i passaggi essenziali della
progressione verso la malignità e di prevedere il graduale incremento di aggressività,
proliferazione, adattamento, contraddice una visione evolutiva strettamente casuale
della malattia tumorale.
Ci sono ulteriori aspetti che danno conforto a questa posizione, le sindromi
paraneoplastiche, una sorta di cartina di tornasole della progressione verso la
malignità. Un dato significativo, è costituito dal fatto che, se queste mutazioni fossero
gestite dal caso, o meglio se la progressione fosse totalmente gestita dal caso,
dovremmo assistere sia a mutazioni favorevoli, che sfavorevoli o comunque neutre
rispetto all’evoluzione tumorale. In realtà questo non succede, (il tema è svolto in un
lavoro di Israel).
Le sindromi paraneoplastiche documentano come la produzione di sostanze anomale
da parte della cellula tumorale, mostri sempre un’utilità biologica per il tumore, che
produce soltanto sostanze che gli tornano utili.
Ciò è fortemente in contraddizione con l’idea di progressione casuale, perché in
questo caso dovremmo assistere anche a produzione di sostanze (se è il caso che
gioca), neutre o comunque anche sfavorevoli rispetto alla progressione tumorale.Se il
cancro è una malattia genetica, esistono alcuni eventi genetici caratterizzanti la
progressione tumorale, che non sono delle mutazioni, ma semplici riattivazioni e
repressioni o amplificazioni di geni non mutati ma silenti.
Questo inevitabilmente ci porta a dire che sicuramente gli organismi multicellulari
più evoluti come noi, hanno ereditato parti di genoma dai batteri, come emerge
chiaramente nei recenti lavori di genetica molecolare in cui si documenta che certi
geni batteri si sono assolutamente conservati nelle nostre cellule.
Nell’evoluzione degli organismi pluricellulari verso una sempre maggiore
complessità, il destino di ogni cellula si lega a quello della collettività a cui
appartiene.
L’evoluzione verso la complessità, verso un organismo pluricellulare prevede una
sorta di cooperazione della collettività cellulare e dunque l’introduzione di nuove
regole; in questo senso l’evoluzione ha messo a punto una sorta di controprogramma
o comunque di sistema, che controlla l’omeostasi tissutale, cosa che ovviamente non
è possibile e necessaria in un ambiente batterico o unicellulare.
Questo è il sistema degli oncosopressori, che assicura l’omeostasi cellulare
antiblastica impedendo ad ogni singola cellula di affrancarsi e acquistare una propria
autonomia che potrebbe mettere a rischio l’intera collettività tissutale.
Quindi l’evoluzione ha prodotto questo sistema, sicuramente più giovane, quindi più
imperfetto, con delle lacune, che è il sistema degli oncosoppressori.
Conseguentemente la ricerca non ha evidenziato negli eucocarioti gli omologhi degli
oncosoppressori, quindi abbiamo ragione di ritenere che gli oncosopressori siano dei
geni emersi evolutivamente più tardi.
Tra gli oncosopressori è di particolare interesse il gene p53, guardiano del genoma,
direttamente coinvolto nell’attivazione di un programma cellulare fondamentale per
l’omeostasi antiblastica, quello dell’apoptosi.


12 dicembre 2007

C'E' SEMPRE UN MOTIVO

Tutto sta nel trovarlo!

Io mi stavo giusto chiedendo cosa impedisse ad un governo SERIO di mandare gli F-16 a bombardare quei pezzi di merda che stanno strozzando il Paese da qualche giorno, per poi fargli fare una seconda passata a volo radente per mitragliare eventuali superstiti.

La risposta non è tardata molto.
Era occupato nell'ideazione dell'ennesima rapina.

M'è sovvenuta allora un'altra questione.
C'è un limite allo schifo che può suscitare un governo SERIO?

Sto attendendo la risposta.





permalink | inviato da houseofMaedhros il 12/12/2007 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 dicembre 2007

AFFETTUOSITA'

Putin ha indicato Medvedev (area Gazprom) come candidato preferito per la successione alla sua presidenza.

Medvedev (area Gazprom) ha prontamente proposto Putin come primo ministro quando sarà presidente.

Schroeder (dipendente Gazprom) invita l'Occidente ad inchinarsi alle paranoie russe.

Poganka è commosso!
Quell'altro pure!

Reale invece mica tanto!




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11 dicembre 2007

LA VERSIONE DI ANDREA

Mi dicono che esista a Roma un posto speciale. Speciale perché è come se non esistesse.
Esiste, intendiamoci, ma è come se non esistesse tanto è buio, praticamente ignorato dal passaggio e, pur essendo ubicato nel centro di Roma, completamente estraneo allo sguardo della città.

Si trova nel rione Monti. Su un lato della piazza dove sorge San Pietro in Vincoli corre un passaggio che taglia come una galleria sotto un complesso di case del Cinquecento, buie a loro volta.
Nell’antica Roma, il posto già corrispondeva al percorso di una viuzza tanto stretta, ma tanto stretta, e tanto scura, ma tanto scura, da venir chiamata addirittura vicus sceleratus.

Da allora, la visibilità nel vicolo è se possibile peggiorata, talché, se lo percorreste oggi, avreste 99 probabilità su cento di non riconoscere il passante che vi incrocia e, perfino rimanendo fermi, risulterebbe assai complicato individuare i lineamenti di un eventuale interlocutore.

Ecco. Mi stavo domandando per quale cazzo di motivo il Dalai Lama non lo incontrano lì.




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10 dicembre 2007

UNA RELAZIONE SUL METODO DI BELLA - terza parte

Concetti basilari del MDB
Per evidenziare i concetti basilari dell’impiego delle vitamine nel MDB occorre
considerare che caratteristica essenziale della vita è il ricevimento, l’elaborazione e la
cessione di materiale da parte delle vitamine. Questo con la finalità di mantenere
costanti forma, struttura funzioni cellulari, rapporti endogeni, qualità, quantità,
densità delle varie forme di energia. Il terreno biologico, organico, animato dalla
vita,la sua struttura chimica, il rapporto tra materia ed energia e i riflessi energetici
dei mutamenti della materia, il finalismo delle attività della sostanza vivente, che
tende a mantenere costanti la realtà materiale e quella energetica, pur in contrasto alle
sollecitazioni esogene o endogene, sono stati gli elementi basilari dal cui esame
approfondito il Prof Di Bella ha elaborato il Suo metodo. La materia che compone
l’universo muta in base all’entità, concentrazione e natura dell’energia che la anima,
di cui non conosciamo razionalmente origine ed essenza ma modalità e velocità di
reazioni con cui agisce. Queste reazioni possono essere convenzionalmente positive o
negative e dall’entità nel tempo di queste reazioni si ha l’equilibrio organico, che
oscilla entro margini ristretti. Esso è rivolto a mantenere costante il rapporto tra
composizione materiale e contenuto energetico. Ogni mutamento ha un aspetto
materiale, biochimico e biofisico che interagiscono. Le cellule e gli organuli che
contengono, rappresentano la sede in cui avvengono le reazioni, cioè i cambiamenti
materiali della sostanza vivente. Dall’equilibrio di queste reazioni positive e negative
origina quella situazione di stabilità che è condizione ed aspetto essenziale della vita,
considerando che ogni cambiamento della materia vivente non può prescindere da un
adeguamento dello stato energetico. Solo minime variazioni quantitative di
produzione, assorbimento, cioè elaborazione del terreno biologico e del suo
corrispettivo energetico, sono compatibili con la vita, cioè le reazioni devono
procedere per passaggi graduali di entità minima materiali-energetici, reciprocamente
compensati nel tempo. Per l’estrema gradualità di queste reazioni apparentemente
nulla è cambiato perché si è realizzato con equivalenza materiale-energetica di
costruzione e distruzione, di produzione e assorbimento di energia e materia. Ciò si
realizza se la materia trasformata è di entità minima, con trasmutazione attraverso
gradi ugualmente minimi. Questo continuo divenire per le eccezionali finalità cui
tende deve essere modulato e graduato con estrema finezza, e nelle sue linee
essenziali sarebbe impossibile senza le vitamine, il cui fine è il condizionamento e la
regolazione di quell’equilibrio materia-energia su cui poggia la vita.
La piena conoscenza delle vitamine equivale alla conoscenza dei più fini equilibri e
dei rapporti energia-materia e di tutti i riflessi sull’attività vitale. Se questa è
l’essenza della vita se ne comprende il peso determinante nelle deviazioni tumorali
dalla vita fisiologica. La conoscenza della composizione chimica, della formazione,
della localizzazione all’interno della cellula, del momento del loro intervento, della
regolazione e dell’entità della loro attività consente di cogliere l’essenza della vita
fisiologica e di correggere le sue deviazioni patologiche, perciò dal suo ruolo
originario biochimico-vitale, la vitaminologia è assurta nel MDB, a quello terapeutico
razionale essenziale sia nella prevenzione che nella cura di varie patologie. Pertanto
la conoscenza approfondita dei meccanismi regolatori della vita normale, fisiologica,
consente la predisposizione di contromisure efficaci per evitare deviazioni
degenerativa o neoplastiche.
Le proprietà differenzianti, antiradicali liberi, antiossidanti e stabilizzatrici delle
membrane cellulari, delle vitamine impiegate nel MDB (Retinoidi, VIT E, C, D3) si
oppongono alla spiccata tendenza mutagena del geno fenotipo neoplastico.
Secondo una visione che sta raccogliendo una serie crescente e significativa di
conferme, la cellula tumorale è caratterizzata da una frequenza di mutazioni
crescente, e segue nella sua progressione un programma predefinito di sopravvivenza
ereditato dai batteri, (cui è stato trasferito dai procarioti) definito da Radman “SOS”,
represso nella cellula sana, al quale essa accede in condizione di stress acuto.
(Radman SOS repair hypothesis: phenomenology of an inducible DNA repair which
is accompanied by mutagenesis.Basic Life Sci. 1975;5A:355-67. Review)
(Isralel L J Theor Biol. 1996 Feb 21;178(4):375-80. Tumour Progression: random
mutations or an integrated survival response to cellular stress conserved from
unicellular organisms?)
(Israel L Ann Med Interne (Paris). 1996; 147 (6) : 387 - 8. Cancer as a survival
program of individual cells inherited from prokaryotes, conserved but repressed in
cells from higher organisms and unveiled by e nvironmental aggressions) Questi
aspetti innovativi e di estremo interesse sia sul piano scientifico, che per i riflessi
clinici furono esposti magistralmente dal Prof Fabio Truc in una relazione ( di cui
riporto I concetti basilari) al primo congresso dellSIBOR-MDB.
Questo programma di sopravvivenza, dà avvio a un percorso predefinito che consente
alla cellula divenuta neoplastica di adattarsi con grande rapidità ed efficacia alle
condizioni avverse con una progressione modulata da un meccanismo evolutivo
predeterminato.
Il paradigma ancora dominante, i canoni ufficiali dell’oncologia, non hanno ancora
recepito questo essenziale aspetto dell’evoluzione neoplastica, ormai necessario per
una comprensione della biologia oncologica e per dare una lettura in termini
evoluzionistici della progressione della malattia tumorale. I protagonisti
dell’evoluzione in realtà sono la selezione naturale e la variazione genetica. La
selezione naturale agisce sulla variazione genetica conferendo un vantaggio evolutivo
a fenotipi e genotipi che meglio si sono adattati all’ambiente.

La fonte della diversità genetica è la mutazione nelle sequenze del dna, e la
mutazione è un fenomeno per definizione totalmente casuale, integralmente gestito
dal caso.
Quindi nell’ambito dell’evoluzione, in cui agiscono le mutazioni e la selezione
naturale ,è chiaro che tutto viene pilotato dal caso.
Naturalmente anche il cancro segue questa prassi evolutiva, e sicuramente è un
processo di evoluzione somatica totalmente pilotato dal caso, che porta alla
carcinogenesi. Nell’uomo essa è un processo genetico, la cui dinamica è regolata
dall’interazione fra mutazione, selezione, e i meccanismi di omestasi antiblastica
dell’organizzazione tissutale, propria degli organismi complessi pluricellulari
superiori e ovviamente ad essi limitata. L’evoluzione di una cellula verso la malignità
ha inizio con una o più mutazioni casuali, queste mutazioni conferiscono ovviamente
alla cellula un vantaggio in termini proliferativi e dunque vengono in qualche modo
trattenuti dalla selezione.
Quindi la lettura attuale della malattia tumorale è in termini evolutivi.
Naturalmente l’accumulazione di mutazioni produrrà ondate successive di espansioni
clonali.


8 dicembre 2007

PER NATALE REGALATEGLI UN PALLOTTOLIERE

Almeno 31 morti in Birmania, uccisi dalle forze del regime, ha detto Paulo Sergio Pinheiro, inviato dell’Onu.




permalink | inviato da houseofMaedhros il 8/12/2007 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


7 dicembre 2007

MA NON DOVEVANO ABOLIRE I REATI DI OPINIONE ?

Secondo Aribandus, quella marmaglia che governa l'Italia avrebbe infilato nel pacchetto sicurezza appena approvato al Senato una disposizione penale che prevede la detenzione fino a 3 anni per chi manifestasse la propria contrarietà all'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

Per inciso, è la stessa pena prevista per chi tenta di adescare bambini per via telematica.

Ditemi che non è vero!
Per favore, ditemi che s'è sbagliato!




permalink | inviato da houseofMaedhros il 7/12/2007 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


6 dicembre 2007

LA VIE (JUDICIAIRE) EN ROUGE

Fatti magistrati non foste
per perseguir compagni come bruti,
ma per seguir proletarie virtù e conoscenze.

Vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole,
prendete armi e bagagli e più non indagate!


Passando alla prosa, invito chi so io a farsi un bel girotondo intorno ad un cesso, intonando "Non son degno di te".

A dirigere il coro uno a caso della redazione di Repubblica.


Lettera di Oliviero Beha a Dagospia


Affido alla rete quello che la rete dell’informazione stampata e audiovisiva evidentemente non vuole sapere. Se no, dopo che ieri alcuni giornali riportano le parole del Gip Clementina Forleo, appena “scaricata” dal CSM per una sfilza di incompatibilità, la quale interrogata in Procura a Brescia mi cita con nome e (quasi) cognome come destinatario insieme ad Elio Veltri delle confidenze su lei medesima dell’ex giudice ed ex senatore Pci, Ferdinando Imposimato, forse qualcuno mi avrebbe chiesto o permesso di scriverne. Oppure almeno avrebbero provato a sentire la mia minima “campana”.

Che suona così. Più volte, prima e dopo l’estate, Imposimato mi ha detto esplicitamente di pesanti influenze sul CSM da parte dei coinvolti dei Ds, il solito trio (adesso del Partito Democratico), e perfino del Quirinale, affinché la Forleo venisse delegittimata. Con la delegittimazione della Forleo, sempre secondo Imposimato evidentemente uomo dotato di perfette capacità divinatori secondo quel che sta accadendo, ne sarebbe uscita “depotenziata” o addirittura “nebulizzata” l’ipotesi di reato sulle scalate bancarie concernente sia non parlamentari che appunto parlamentari, i tre Orazi e i tre Curiazi di destra e sinistra.

E mai Imposimato me ne ha parlato come fossero sue supposizioni, ma sempre come informazioni ricevute. Questo per quel che mi riguarda,tanto che di ciò in forma chiarissima ho anche scritto una nota per le agenzie di stampa in nome della Lista Civica Nazionale.

Per il resto, rilevo con preoccupazione e dolore che mentre la Forleo è fuori gioco l’inchiesta su quel maleodorante intreccio intercettato è ferma (o “sotto controllo”) per tutti i parlamentari, e sfido l’opinione pubblica nella sua stragrande maggioranza a farsi un’idea diversa da quella che ci vogliono comunicare. E cioè: la Forleo sarà pure per bene, ma è una psicolabile e una pasticciona. Questo dunque tinge di inverosimiglianza tutta la faccenda dalemiana e consortiana.

E così sembra quasi logico che di come siano e che cosa combinino invece quelli che ci governano e trafficano in banche in odore di reati neppure troppo trascurabili nessuno parli. Il caso D’Alema è diventato insomma il caso Forleo, come volevasi dimostrare e come si tenta di fare con successo per il caso De Magistris in luogo di un’inchiesta da far tremare il Palazzo.
Tutto ciò ha un nome: golpe bianco, ovvero furto di democrazia. Se poi qualcuno in questo Paese dovesse svegliarsi, preparatevi e prepariamoci al peggio. Ma se lo saranno, ce lo saremo andati a cercare.




permalink | inviato da houseofMaedhros il 6/12/2007 alle 18:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 dicembre 2007

MAANCHEVOLEZZE

Da Yahoo! Finance:
"U.S. stocks headed toward a sharply higher open Wednesday after a pair of reports indicated the economy is in good shape, yet still left room for an interest rate cut."

Come stronzata per giustificare lo spirito frizzante con cui i mercati azionari stanno affrontando questa giornata non c'è male, mi pare.

Sembra di sentire Veltroni:
"l'economia è in buona forma, MA ANCHE bisognosa di un ulteriore taglio dei tassi."




permalink | inviato da houseofMaedhros il 5/12/2007 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 dicembre 2007

LO SO, LO SO, MI PIACE VINCERE FACILE

Oggi  voglio proporvi due scommesse.

1) Scommettiamo che il puzzone ci riproverà? *

2) Scommettiamo che Franca Rame, l'unica donna al mondo a votare contro un emendamento da lei stessa presentato, rimarrà con il fondoschiena ancora tamente attaccato alla poltrona che se la rovesciassi sottosopra ella non batterebbe la testa?

* notare la finezza del Corriere nel definire "riforma" il tentativo di instaurare, democraticamente s'intende, una dittatura socialista in Venezuela.




permalink | inviato da houseofMaedhros il 4/12/2007 alle 10:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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