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Diario


30 giugno 2007

SPERIMENTATI SICOFANTI / 2


Il Prof. Luigi Di Bella nel suo studio


III - MA CHE TERAPIA E` STATA SPERIMENTATA? (Il mistero dei farmaci mancanti).

Altro capitolo da far sbarrare gli occhi e girare gli `spettatori` l`uno verso l`altro.
Le componenti fondamentali del Metodo Di Bella sono ormai note ai nostri frequentatori. I pazienti ne hanno ovviamente una conoscenza diretta e quindi più particolareggiata. Se i `pilastri concettuali` del Metodo, sono quattro,

- Soluzione di retinoidi
- Somatostatina (od Octreotide)
- Melatonina
- Bromocriptina

a questi sono sempre aggiunti

- Vitamina D3
- Ciclofosfamide (o idrossiurea)
- Acido ascorbico (vit. C)

e, nella maggior parte dei casi, anche Acth, Cabergolina (in sostituzione o aggiunta alla Bromocriptina), Calcio e numerosi altri principi attivi (cfr. anche le discussioni `Particolarità sul Metodo Di Bella` e, con ben altra autorevole completezza, il secondo sito ufficiale, quello medico-scientifico www.metododibella.org).
Non si tratta di una novità, in quanto l`elenco dei farmaci, anche con particolarità ulteriori, fu reiteratamente riportato dalla stampa.

Complessivamente un minimo di 7-8 principi fondamentali, come si vede.
Il  14 gennaio 1998 il Prof. Luigi Di Bella illustrò alla commissione oncologica riunita a Roma princìpi, ragioni e risvolti clinici del suo Metodo e passò in rassegna i farmaci che ne sono una estrinsecazione, soffermandosi sulle rispettive specifiche finalità. Esiste registrazione del suo discorso, rivolto a personaggi che, si dava per scontato, dovevano essere considerati `addetti ai lavori`. L`atteggiamento dei destinatari della sua illustrazione fu inizialmente di sufficienza, di impazienza, di ironica insofferenza, che però, con il passare dei minuti, cambiò. Insomma, da espressioni del viso che sembravano dire `che se deve fà pe` campà!`, si passò ad altre: qualcuno si fece serio ed ascoltò con crescente interesse e partecipazione; molti altri si fecero seri in quanto annusavano, senza poterla comprendere, una preparazione culturale imponente,  pericolosa per la propria credibilità. Umberto Veronesi parlò alla stampa di `questo nostro collega professore che è venuto ad illustrarci i principi della sua terapia`, lo definì uno `scienziato molto preparato` (bontà sua) e concluse dicendo che, se tutti i principi attivi recepiti nel MDB avevano dimostrato, singolarmente presi, una `attività antitumorale, sia pure modesta`, la sperimentazione avrebbe rivelato se il loro insieme aveva un`efficacia adeguata. Qualcun altro si avvicinò, emozionato da quanto aveva sentito, che  confermava dubbi personali sulle terapie usuali, e mormorò che con queste, sui tumori che trattava più frequentemente, vedeva sì qualche volta cenni apparenti di miglioramento, ma "alla fine mi muoiono tutti". L`idea di condurre una prova in parallelo a casi trattati tradizionalmente fu affacciata, ma immediatamente e recisamente respinta. L`importante era comunque disinnescare questa mina ad alto potenziale. Meglio sorridere a denti stretti fino a quando la trappola non fosse scattata, cercare di nascondere rabbia e terrore ed ostentare rudimenti di amabilità, a dire il vero mal recitati. Fu anche per attuare una blandizie che nacque la denominazione del MDB, chiamato dagli oncologi prima `Multitrattamento Di Bella`, poi `Multiterapia Di Bella`, adottata ufficialmente; dagli avversari del MDB, non dallo scienziato, al quale questa denominazione stava cordialmente sullo stomaco per la sua evidente stoltezza: per cui continuò ad usare la definizione di Metodo, considerando quel prefisso `multi-` il sintomo più evidente della pochezza intellettuale e culturale dei suoi detrattori.
In seguito fu detto allo scienziato (non c`è rischio di equivoci per Chi vogliamo indicare) che la sua cura era `poco protocollabile` (avevano compreso tutto...). In una riunione successiva del 22/1, a Bologna, sulla quale molto ci sarebbe e ci sarà da dire, lo scienziato, resosi conto della prevalente latitanza dei presupposti perché i suoi orientamenti fossero applicati, cercò di `protocollarizzare` al massimo le formulazioni da applicare patologia per patologia. Riteniamo più opportuno saltare qualche passaggio di questa fase, già esaminata e `indovinata` dagli ispettori inviati dal magistrato torinese. Aiutati dal caso, e forse non da questo soltanto, abbiamo potuto avere riscontro di quanto `indovinato`, che preferiamo esporre in futuro, in altra forma ed in altra sede. Sia come sia, il Prof. Luigi Di Bella vergò di pugno una `prescrizione tipo`, della quale possediamo copia autentica e che è stata repertoriata tra la documentazione ministeriale, (probabilmente per una provvidenziale distrazione), comprendente TUTTI i farmaci della "tetralogia"` e TUTTI gli altri fondamentali, con minuziose indicazioni sui dosaggi, le modalità di somministrazione e l`uso di certi farmaci, al posto di altri, in specifiche patologie tumorali.
Non trova spiegazioni la clamorosa distanza tra questo documento ufficiale e i `protocolli`: forse che l`ideatore della terapia, preso da un accesso di autolesionismo, faceva opera di sabotaggio di modo che si mettesse alla gogna il frutto del lavoro di una vita....?
E` un punto importante. In sostanza, chi avrebbe dovuto eseguire i protocolli:

1) Aveva avuto modo di vedere più volte, negli anni precedenti, prescrizioni del Prof. Di Bella, come dimostrato da diversi documenti. Per giunta, in una delibera del 1997 della Commissione Oncologica, la critica al Mdb poggia sulla disamina di prescrizioni del suo ideatore, che risultano ben più complete dei protocolli applicati. In ogni caso, siccome esponenti istituzionali, retribuiti con i soldi del cittadino, devono sapere ciò che affermano e devono aver esaminato ed approfondito ciò che criticano, siamo autorizzati a ritenere costoro perfettamente al corrente della `ratio` e delle particolarità del Metodo. Forse qualcuno insinua che criticavano quello che non conoscevano? In tal caso, la collettività avrebbe ragione di considerarli sia professionalmente inadeguati al ruolo rivestito, che una minaccia per la salute pubblica.
2) Doveva conoscere la più che esauriente letteratura scientifica sull`azione antitumorale diretta o indiretta, marginale o consistente, di tutte le componenti MDB.
3) Aveva assistito alla lunga esposizione dello scienziato fatta a loro beneficio.
4) Disponeva del mezzo principe costituito da una prescrizione autografa e firmata: altrimenti questa che scopo avrebbe mai potuto avere?
5) In caso di dubbi avrebbe potuto e dovuto contattare direttamente o indirettamente l`ideatore della terapia (che non ricevette mai una telefonata o una lettera).

Nonostante questo ci furono gravi....fraintendimenti. La terapia tipo fu, NEL MIGLIORE DEI CASI, costituita dalla `tetralogia`, ma spesso da tre farmaci. Può quindi ben dirsi che, prescindendo da altre considerazioni negative, NON fu somministrato il MDB, ma qualcosa che aveva una parziale assonanza con questo; assonanza ulteriormente sfumata da ulteriori gravissime alterazioni a carico della qualità e delle modalità di somministrazione dei farmaci, come vedremo. Una silhouette in poche parole, non un ritratto. PERCHE`? Teniamo conto che i 386 della sperimentazione non erano `numeri`, non erano cavie, o topini bianchi dagli occhi rossicci, ma esseri umani che soffrivano insieme alle loro famiglie e già vedevano il balenìo della falce della morte. Il fatto che dovessero considerarsi `spacciati` non giustifica, ma anzi aggrava il comportamento, in quanto persone già colpite dalla disgrazia e meritevoli di particolari attenzioni.
 Non si tratta di cosa da poco e persino in quest`epoca così sciagurata, nella quale si è stati accuratamente disabituati a ragionare con la propria testa e spogliati del senso morale, chiunque avverte l`indicibile gravità di queste azioni.
Quanto affermato non è una nostra insinuazione né un`asserzione polemica. Infatti:

- E` vero o è falso che esisteva ed esiste la possibilità di accertare senza dubbi e senza difficoltà in che cosa consista il Metodo Di Bella e quali farmaci siano sempre prescritti?
- E` vero o è falso che i farmaci somministrati erano, nel migliore dei casi, la META` di quelli sempre prescritti dal Prof. Di Bella o da medici che prescrivevano il MDB?
- E` vero o è falso che, di fronte ad una terapia della quale si diceva non fosse certa l`efficacia o l`inefficacia (altrimenti non si sarebbe proceduto alla sperimentazione), una applicazione incompleta avrebbe potuto incidere sulla vita, o sulla durata della vita, o sulla sintomatologia dolorosa degli arruolati?

I riscontri furono numerosi ed espressi formalmente. Molti pazienti e/o loro parenti protestarono, informarono le associazioni, scrissero ai giornali, oltre che allo scienziato, lettere che sono ancora disponibili. Questi, dopo pochi giorni dall`inizio della sperimentazione, resosi conto che le pur tenui aspettative di spirito collaborativo erano infondate ed auguste assicurazioni ricevute largamente disattese, dichiarò che prendeva le distanze dalla cosa e non ne voleva sapere più nulla, manifestando così formalmente ed ufficialmente il suo disgusto, la sua indignazione ed il suo dissenso totale.
Ovviamente, a parte un`alzata di spalle, il disconoscimento dell`ideatore della terapia, che in un paese normale avrebbe dovuto sospendere la prova, in attesa di chiarimenti e nuovi concordamenti, non cambiò nulla. Ci mancava altro! Si era tanto trepidato per condurre quell`omino terribile, tra sorrisi sforzati e qualche caffè offerto, sulla buca dissimulata da frasche! Il tragitto del programmato corteo funebre del MDB non si doveva spostare di un millimetro. Si trattava di un funerale per anni ed anni tanto rabbiosamente sognato, che sfuggì la florida salute del candidato de cuius, che raccoglieva sempre maggiori conferme scientifiche, adesioni e testimonianze, ma che si voleva seppellire vivo. Oggi il coro degli stonati, che urlano per non far sentire i colpi di piccone che risuonano all`interno del sarcofago, è sempre più sfiatato. Ma allora c`era il pericolo che lo sventolante, ricco stendardo di misteriosi personaggi in alte sfere, mancando il funerale, venisse bruscamente ammainato dall`interruzione di certe manifestazioni di appoggio e simpatia che giungevano da lontano. C`era da rimanere non solo senza poltrona, ma senza la parte indispensabile a sedervici sopra. Chissà se negli inquieti sonni di quel periodo, qualcuno ha rivisto ed elaborato qualche scena della saga del Padrino:

 "Allora, chi mi diciti picciotti? Procede tutto bene, ah? No? ..comu..non riuscite a femmare quel fitusu? Vaaaa che brutta cosa! E va bè, non preoccupativi. Si sa, errare humanum...;chi ci vuliti fare..mio nonno buonanima diceva `se non rinisciti a fare quacche cosa, riposatevi`! Voi picciotti siete stanchi, siete stanchi, avete bisogno di riposare. Mi capisti? I miei amici ora preparano la merendina e vi fanno fare una bella gita in campagna, così vi pigghiati `na boccata d`aria e vi riposate tanto, tanto, tanto.  Baciamo le mani picciutteddi".
 
In realtà, da nord-ovest era sopraggiunto un banco di nebbia ad offuscare l`aura di euforia seguita all`inizio della sperimentazione. Dopo gongolanti settimane di brindisi festosi e convulsi sfregamenti di mani, un incubo riprese a turbare autorevoli sonni. Non erano partite solo lettere di protesta e di testimonianza. A meno di due mesi dall`inizio della sperimentazione, notizie di stampa informarono che Raffaele Guariniello stava indagando su numerose stranezze segnalategli.
Il Prof. Di Bella andò a Torino, convocato dal magistrato, che successivamente gli inviò propri ispettori. Chi vi scrive era presente quando questi, giunti a Modena, esibirono documenti relativi ai famosi `protocolli`, osservando fra l`altro che la firma del Prof. Di Bella aveva una caratteristica singolare: era apposta sempre alla medesima distanza dalla fine di ogni foglio e presentava un`inclinazione costante. Sembrava, dissero, la tipica firma apposta quando occorre vistare documenti voluminosi: in tal caso, i singoli fogli sono presentati sovrapposti, e sfalsati di pochi centimetri per agevolare ed accelerare il compito di chi deve firmare. Così dissero. Gli ispettori si fecero raccontare come si fosse svolta la riunione di Bologna del 22/1 ed appresero, ma se ne erano già accorti, che lo scienziato, grazie alle `gentili` attenzioni anonime manifestategli due anni prima con un colpo in testa, aveva perduto parzialmente l`udito e cominciava anche ad accusare seri problemi di vista.
Le contestazioni riportate da articoli di stampa riguardavano la difforme applicazione dei protocolli, dedotta da numerose risultanze e denunce. Con avvisi di garanzia che fischiavano nell`aria come proiettili calibro nove, i soliti noti chiesero al Prof. Di Bella di recarsi a Roma per un accomodamento. Lo scienziato rispose laconicamente che consultando l`anagrafe avrebbero potuto individuare il suo domicilio; gli proposero Bologna, o la sede del Comune di Modena, ma la risposta fu sempre la stessa: il suo studio era a Modena, via Marianini, numero civico quarantacinque.
Fu così che il pomeriggio del 5 maggio 1998, mentre i due ispettori del Dr. Guariniello con l`aria più innocente di questo mondo si fumavano una sigaretta sugli scalini dell`edificio antistante, al povero cancelletto di via Marianini toccò girare sui cardini e far passare alcuni dei responsabili della sperimentazione, compreso il Prof. Veronesi e la titolare del dicastero della sanità. Ricordiamo nitidamente la scena: polizia e carabinieri per la strada, lampeggiare di flash, operatori Tv gravati dal fardello delle telecamere, giornalisti che rischiavano di infilzarsi sulle punte di ferro del recinto del laboratorio, gente affacciata. Pensammo, a proposito degli inquilini del condominio confinante, che per ironia della sorte avevano quasi ignorato per anni un uomo che i loro nipoti troveranno sui libri di scuola, mentre ora stavano con gli occhi sbarrati a veder sfilare tante evanescenti celebrità. Assistettero comunque alle prove generali di una vera e propria Canossa post litteram. Quella ufficiale segue.
Il Prof. Veronesi, sorridente e signorile, salì le scale che portano al primo piano, ed annunciò la decisione di recedere dal proprio protocollo, dicendo che aveva pochi arruolati. Forse malignamente, pensammo che non volesse `inquinarsi` con la sperimentazione. I visi erano tirati, i sorrisi, più che sorrisi sforzati, smorfie desolate. Le ragioni accampate per giustificare la mancata somministrazione di farmaci furono di una stranezza assoluta. Percepimmo una loro primaria pulsione: quella di redigere un comunicato stampa dove si dicesse, in sostanza, che tutto era stato chiarito, l`equivoco fugato e, insomma, "volemose tanto bene" o se preferite lo "dobbiamo stare vicini-vicini" degli animaletti di Striscia la notizia.
Uno degli errori del passato che non riusciamo a perdonarci, è stato quello di starcene in disparte. Cosa buona tra persone per bene, pericolosa ed errata vivendo nella promiscuità morale ed intellettuale di questo mondo. Succede spesso che educazione ed umiltà siano scambiate per mancanza di carattere dalle persone più volgari e ignoranti: che di questo grossolano fraintendimento credono poter approfittare per prendersi libertà di ogni genere e perseguire finalità  più o meno inconfessabili. In quell`occasione non commettemmo il solito errore: rifiutammo consigli, rettificammo una minuta dai toni troppo concilianti ed anche ai giornalisti presenti dichiarammo che le posizioni rimanevano `molto distanti`. La titolare del Dicastero aveva chiesto insistentemente allo scienziato di uscire tra i cronisti a braccetto con lui: così avvenne, anche se il Prof. Di Bella non aveva un`espressione particolarmente raggiante.
Non che sia cambiato nulla, ma almeno, `storicamente`, non si rimprovererà l`incoerenza alla famiglia Di Bella.

La `correzione` integrativa dei protocolli non riguardava tutte le componenti del MDB, ma solo quelle che, pur apparse nei magri protocolli, non erano state somministrate. Fu attuata? Non crediamo proprio. Comunque, nei casi episodici in cui lo fu, questo avvenne con molto comodo. Ma a questo punto richiamo i pazienti lettori ad un`osservazione, che probabilmente ai più non sarà sfuggita: ci rendiamo conto che si è tenuta per buona una sperimentazione quando gli stessi conduttori hanno formalmente ammesso che per i primi due mesi la terapia applicata era stata incompleta? Vi risulta che ci sia stata una distinzione tra pazienti prima e pazienti dopo la supposta integrazione? E questa, per tacer d`altro, sarebbe una prova condotta con scientificità? E tuttora invocata per negare ai cittadini il diritto di curarsi come stracaspita hanno deciso?

                IV- ACETONE E AMENITA` VARIE.
Chi da tempo ci segue ha letto spesso come sia indispensabile, per una utile fruizione del MDB, assumere galenici ben preparati. Le fasi di preparazione, sia della soluzione di retinoidi, che della melatonina coniugata, debbono essere seguite con precisione e perizia e i principi attivi necessitano della più assoluta purezza. La soluzione di retinoidi, in particolare, richiede un rispetto religioso delle modalità stabilite, che prevedono tempi di lavorazione, temperature, condizioni di luce/buio la cui mancata osservazione può rendere il preparato non solo inattivo, o parzialmente attivo, ma causa di inconvenienti e disturbi. Axeroftolo, acido trans-retinoico e betacarotene devono essere nella proporzione fissata, che non è cervellotica, ma il risultato di studi profondi e di un`esperienza trentennale.
- Ogni 1.000 gr. di tocoferile acetato (vit. E) devono essere presenti 0,5 gr. di axeroftolo palmitato, 0,5 gr. di acido trans-retinoico, 2 gr. di betacarotene;
- Ogni dose della soluzione deve essere uniforme, cioè contenere la stessa identica proporzione descritta;
- La soluzione si definisce così (non `sciroppo` come la chiamano non solo tanti pazienti, ma anche farmacisti!) perché le tre vitamine del gruppo A sono disciolte, solubilizzate compiutamente in vit. E grazie a due tipi di solvente: l`acetone o l`alcool etilico. Quest`ultimo viene preferito, in quanto tracce residue, purchè minime, non inficiano l`azione farmacologica né comportano problemi di una qualche rilevanza, mentre l`acetone deve essere eliminato totalmente in corrente d`azoto.
- Residui di acetone comportano: tossicità di grado proporzionale all`entità della cattiva lavorazione (e, quindi, dei residui presenti), annullamento dell`azione terapeutica e addirittura attività cancerogena.

Bene lo sanno tanti pazienti male indirizzati dal medico curante, o poco attenti alle sue indicazioni, che acquistano i galenici dall`incosciente o disonesto farmacista di zona (che magari, come realmente successo, mescola i componenti col mestolo), e di conseguenza accusano nausea o diarrea: sintomi che spariscono passando a galenici di buona qualità. E` una delle variabili più insidiose cui va incontro chi desidera praticare il MDB.
Tra le intese e le indicazioni fornite prima dell`inizio della sperimentazione figurano precise modalità, ampiamente documentate e visionabili nella documentazione ministeriale a suo tempo assemblata, relative: alla scelta di ben individuati produttori chimici, alle fasi di lavorazione, all`eliminazione del solvente, alla conservazione del galenico. Figura in particolare la tassativa condizione della totale eliminazione dell`acetone, con la minuziosa descrizione del sistema da adottare. Incaricato della preparazione di soluzione di retinoidi e melatonina coniugata fu l`Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, dotato di tecnici ed attrezzature che non avrebbero dovuto sollevare dubbi. Per maggiore sicurezza, fu indicato espressamente dal Prof. Di Bella, quale referente e consulente, il farmacista e chimico Dr. Vigildo Ferrari di Bologna, la cui farmacia è sempre stata sempre considerata dallo scienziato quella in grado di preparare i migliori, più puri e più efficaci galenici in assoluto.

Ben presto, iniziata la sperimentazione, si seppe che le cose non andavano per il verso giusto. Molti pazienti accusavano disturbi tipici della cattiva preparazione. Indagini e testimonianze ci informarono direttamente, o tramite le associazioni, che:

= Flaconi di retinoidi, una volta aperti, emanavano un odore acre, tipico dell`acetone, mentre altri un lezzo che alcuni pazienti descrissero quale `puzza di fogna`. Alcuni flaconi, consegnati non solo alle associazioni, ma anche allo studio del Prof. Di Bella (ci sono ancora), confermarono in pieno le segnalazioni. Lo stesso dicasi per la melatonina, visto che, come dichiarò lo scienziato e come si legge in un `verbale di audizione` redatto il 22 luglio 1998 da Carabinieri della Regione Emilia Romagna, `le pastiglie consegnate presentano una anomala punteggiatura sulla superficie ed una resistenza all`acqua, rivelatrice di una erronea procedura di preparazione. Infatti le pastiglie di Melatonina, correttamente preparate, dovrebbero sciogliersi in acqua in pochi minuti`.

= La preparazione, anziché limpida ed uniforme, era opaca e spesso presentava lineature, indice di mancata uniformità, che evidenziava, a causa delle peculiarità fisico-chimiche, la suddivisione delle componenti in strati. Con la conseguenza che un paziente poteva assumere ad esempio in una dose solo vitamina E, in un`altra una quantità esagerata di retinoidi ecc.

= In qualche ospedale furono visti flaconi di retinoidi, che devono essere conservati al riparo dalla luce e dal calore, vicino alle finestre, esposti a friggere al sole. Precisiamo che erano ben note sia le modalità di conservazione che le cause di deterioramento, come deducibile dal seguente verbale del 14/1/98 che recepiva le istruzioni dell`ideatore della terapia: `...per convalidare il protocollo, occorrerà avere a disposizione un prodotto preparato secondo tecniche ben precise difficilmente eseguibili. Pertanto per non inficiare a priori la sperimentazione, occorrerà rispettare le indicazioni di seguito riportate: che il preparato sia affidabile, che sia preparato, conservato, erogato al momento del bisogno`.

D`altronde lo stesso ISS (Ist. Superiore di Sanità) dichiarò che "`...i prodotti galenici, se conservati nelle condizioni specificate in etichetta, conservano i requisiti di qualità che li rendono idonei all`uso, nel breve periodo della loro utilizzazione".

= Come prima anticipato, anche la composizione dei retinoidi non rispettava le proporzioni in numerosi casi esaminati. In particolare, l`axeroftolo palmitato, risultava in dosaggio pari al 50% di quello convenuto e al contrario presente nei preparati della farmacia di riferimento. Fu rilevata anche una presenza del betacarotene in ragione del 20% di quanto fissato.


La prova del nove venne quando qualche "arruolato"` ebbe la felice idea di sostituire i galenici che gli venivano consegnati con altri prodotti da qualche farmacia affidabile, con repentina scomparsa della sintomatologia negativa accusata! Una lettera alla ministra della sanità scritta dalla Presidente dell`Aian di Roma, Sig.ra Patrizia Mizzon il 16/7/98, informava che pazienti arruolati, dopo l`assunzione dei farmaci e in particolare dei galenici, avvertivano subitanei aggravamenti e penosi sintomi, MAI accusati dai malati in MDB presso medici prescrittori. Se ci è concesso, possiamo testimoniare personalmente, assumendo giornalmente da parecchi anni retinoidi ed altri componenti della terapia a scopo preventivo, come del resto molti amici e conoscenti, che non abbiamo avvertito MAI alcun sintomo anche episodicamente o lievemente fastidioso: anzi!
Furono successivamente depositate DENUNCE presso i Carabinieri dei NAS e presso diverse Procure. Analisi fatte effettuare presso laboratori privati (in assenza di riscontri alle segnalazioni e denunce da parte delle istituzioni) rilevarono "la presenza di una sostanza estranea in quantità tale da risultare fortemente tossica per chi la ingerisce". Le analisi quantitative segnalarono anche gravi carenze ora di axeroftolo ora di betacarotene, ora di acido retinoico, quando non di tutti i tre principi attivi. Occorre tener presente che l`acetone è rubricato tra i VELENI dal Manuale Merck, può avere un effetto oncogeno e che i componenti della soluzione, estremamente `delicati` perdono la loro efficacia se rimangono per tempo prolungato a contatto con l`acetone.
Dopo la chiusura della sperimentazione queste pesantissime e documentatissime critiche furono dribblate con argomentazioni apocalittiche. Si rispose che esistono sì studi sulla tossicità dell`acetone, ma...non sull`uomo! E poi...poi, se un soggetto ha cuore, reni e fegato in ordine....può smaltire un pochetto di acetone. Non stiamo facendo battute, perché qui da scherzare non c`è proprio nulla. Questo è stato il responso, affidato tra l`altro a farmacologi membri della (ex) Cuf: niente conflitto di interessi, quindi.. un po` come quello più recente sull`uranio impoverito...visto che le leucemie ed i linfomi registratisi, secondo alcuni `esperti` già  emanatori di sentenze sul Mdb, rientrano nella media.....
Non possiamo ulteriormente soffermarci sul tema, che comporterebbe lunghe ulteriori considerazioni e citazioni, per cui rimandiamo alle fonti più volte citate (l`opera di V. Brancatisano e la trattazione specifica sul
www.metododibella.org).
La sostanza è che in pazienti trattati pesantemente (e con esiti fallimentari) con chemioterapia, i cui effetti tipicamente tossici a carico della funzionalità epatica, renale, cardiocircolatoria sono scientificamente documentati (visto che non di rado uccidono il paziente prima del tumore), è stata aggiunta una ulteriore forma di tossicità! Lasciamo decidere ai lettori se il comportamento descritto meriti sanzioni e, se sì, quali. Ci sembra che imperversare con ulteriori sofferenze sulla disgrazia altrui rappresenti un culmine negativo difficilmente superabile. Qui non si trattava di credere o non credere, aderire o non aderire ad una terapia: ma di essere corretti e, soprattutto, rispettare la dignità ed il dolore di persone travagliate da dolori fisici e da angosce indicibili.

Ma, a parte primarie considerazioni morali, crediamo che il fondo sia stato toccato con l`affermazione che "è impossibile eliminare tutto l`acetone dalla soluzione di retinoidi". Sarà un linguaggio inelegante, ma è il caso di chiedere: `lo fai o lo sei?`. Nella stessa trasmissione con Bruno Vespa già citata, il Prof. Luigi Di Bella mise sull`attenti il responsabile dell`Istituto Chimico Militare (chissà, forse vittima di violente pressioni indebite), ribadendo come nelle istruzioni ufficiali fosse tassativamente specificato `TOTALE eliminazione dell`acetone`, cosa che diversi bravi ma anonimi farmacisti facevano con la massima disinvoltura, ed investendolo con un "..ma non si vergogna? E lei sarebbe un farmacista?". Il malcapitato abbassò la testa e ammutolì. Non stiamo parlando di un inesperto farmacista che lavora nei venti metri quadrati di una farmacia di montagna, ma dell`Istituto Chimico Militare, senza il minimo dubbio organismo di prim`ordine!

Richiamiamo per un istante l`attenzione dei lettori, specificando che noi, più che scrivere, stiamo riportando quanto già comunicato SETTE ANNI FA: comunicato alla stampa, apparso su diversi quotidiani, oggetto di diverse interrogazioni parlamentari, dettagliatamente esposto nella corrispondenza passata tra la SIBOR ed il Ministero della Salute. Ne sono quindi al corrente: mass media, magistrati, commissioni ministeriali, parlamentari. Tra l`altro, il `Porta a porta` al quale abbiamo fatto riferimento è stato visto a suo tempo da milioni di telespettatori.

Ma c`è dell`altro, ben altro. Quanto esporremo, avrebbe dovuto, ripetiamo in un paese libero, invalidare da solo l`intera sperimentazione e portare a clamorosi sviluppi giudiziari. Il capitolo è veramente paradossale, anche per l`epilogo. Se gli occhi cominciano a lampeggiarvi, prendetevi un minuto che....vi aspettiamo!


V - STORIA DEI FARMACI SCADUTI, DI CHI LO SCOPRI` E PER QUESTO FU PUNITO.

E` una storia lunga, fatta di tante vicende che non possiamo che riassumere per sommi capi. Se dovessimo attardarci adeguatamente sulle sfaccettature di questa vicenda, rischieremmo di esaurire la `capienza` del nostro sito.
In estrema sintesi, ecco i fatti.
Premessa: il responsabile di uno dei centri ospedalieri coinvolti nella sperimentazione, il 21/9/98 scrisse al capitano Flavio Paoli, responsabile dei galenici presso l`Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, per sapere urgentemente la validità temporale di retinoidi e melatonina. Infatti sui flaconi era indicato il mese di preparazione ma non la scadenza. La risposta dell`Ist. Mil. fu che il richiedente doveva rivolgersi all`ISS. Questo significa che le prove di stabilità, che avrebbero dovuto ovviamente essere effettuate PRIMA dell`inizio della sperimentazione, alla data non erano ancora state effettuate. Professionale, è vero? Lo furono `successivamente`.... Il Col. Muzzi dell`Ist. Chim. Mil. , a sperimentazione finita, dichiarò che avevano fatto sì le prove suddette, e che queste avevano dimostrato che la validità doveva essere considerata di TRE mesi.
Il Procuratore di Firenze, Dr. Nannucci, il cui nome incontreremo ancora, aveva avviato le indagini comportate da denunce presentate. Queste indagini furono svolte scrupolosamente dai Nas. Questo il testo del loro rapporto al procuratore, datato 2 dicembre 1998:

" Dall`attento esame degli elenchi è emerso un dato preoccupante se non addirittura sconcertante: 1.048 flaconi di `soluzioni ai retinoidi` sono stati distribuiti dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze a 28 Centri dei 60 della Sperimentazione MDB, oltre il termine massimo di TRE MESI, come stabilito dall`ISS. Ciò verosimilmente comporta che 1.048 pazienti abbiano assunto, per un periodo oscillante tra i venti ed i trenta giorni (tale periodo varia dalla prescrizione medica in relazione alla patologia), un farmaco potenzialmente imperfetto e non più possedente le caratteristiche terapeutiche iniziali, senza escludere che la degradazione e scomposizione di principi attivi, possa produrre effetti collaterali gravi specialmente in soggetti sofferenti patologie neoplastiche.
Ne consegue, quindi che i risultati ottenuti dalla sperimentazione siano sicuramente inattendibili e che la stessa sperimentazione debba essere quantomeno rivista seguendo un`ottica che tenga conto di tali nuove e significative risultanze (tale aspetto sarà riferito nei termini e modalità opportuni agli Organi competenti del Ministero della sanità)".

Segue l`avviso che l`indagine continua per appurare "..eventuali comportamenti illeciti`, visto che `lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze ha distribuito la soluzione ai retinoidi oltre il termine massimo di tre mesi e che sulle etichette apposte ai flaconi compare solo il mese e l`anno di produzione non anche il giorno".

Non sono necessari commenti, ci sembra. Il Procuratore Nannucci però non gradì l`iniziativa dei Nas, e, invece di lodare il loro scrupolo che onora ulteriormente l`efficienza e l`attaccamento al dovere dell`Arma, contestò ai sottufficiali di avere svolto indagini che debordavano dalla loro delega e...avviò un`azione disciplinare nei loro confronti. Il 4/2/99 fu presentata una `nota di segnalazione` relativa al comportamento dei marescialli dei Nas al Procuratore Generale presso la Corte d`Appello di Firenze ed al Comandante dei Nas di Roma. I sottufficiali vennero poi scagionati dalla Procura Generale, che archiviò la pratica il 19/2/99. Nei loro confronti vennero sollecitate da `altri ambienti` ulteriori ritorsioni, cercando di farli destinare nelle sedi più lontane e indesiderate, ma fortunatamente un autorevole intervento pose fine a questo sconcio.

Cogliamo l`occasione per esprimere a questi pubblici ufficiali la gratitudine di tutti i pazienti e l`orgoglio di tutti gli Italiani per il nitore ed il senso di responsabilità di uno dei pochi organismi rimasti integri nel nostro povero Paese.

Successivamente l`inchiesta venne archiviata e, come ben descrive V. Brancatisano nel paragrafo dal titolo "Per Nannucci è tutto chiaro: il caso è chiuso!" storcendo e negando l`evidenza, la confraternita sperimentale potè tornare a sonni tranquilli. Ma si sa, le sorprese della vita colgono sempre alla sprovvista.
Sia come sia, è bene ricordare nomi e circostanze, perché questo risulterà utile a comprendere quanto avvenne per l`inchiesta di Raffaele Guariniello e perché avvenne.

Qui non esiste possibilità di replica a quanto sopra esposto. Le denunce furono parecchie, i bizantinismi escogitati accolti come oro colato e, dove non si potè archiviare, eventi che in un paese libero farebbero ben più clamore di un banale Watergate, dormirono e dormono lunghi sonni indisturbati. A tutt`oggi non è arrivata ancora notifica di archiviazione all`Aian Roma per l`ultima denuncia presentata presso la Procura di Firenze.
 

VI - RAFFAELE GUARINIELLO: UNA VOCE FUORI DAL CORO.

Al magistrato torinese, noto tanto per l`essere coriaceo, poco sensibile a sirene di scranno ed ancor meno `espansivo` con i mass media, erano state indirizzate diverse denunce. Di conseguenza, siccome è tra quegli uomini di legge `conservatori` che continuano a ritenere che l`azione penale è obbligatoria, aveva avviato una indagine minuziosa sulla sperimentazione svolta nei quattro centri di riferimento di Torino: Molinette, San Giovanni, Mauriziano e S. Anna e nei quattro della provincia (Chiasso, Orbassano, Chieri, Cirè). Forse lo scrupolo `scientifico` del Dr. Guariniello, che ben raramente ha formulato ipotesi di accusa non dotate di robuste zampe per sostenersi, lo ha sempre portato a voler `chiudere il cerchio` in ogni importante indagine condotta. Cosa ammirevole, ma che si scontra con le indebite intromissioni che sembrano consuetudine nelle italiche cose: sia quando si vogliano mettere alla gogna avversari, che quando si voglia tutelare `amici degli amici`; e, soprattutto, comporta tempi lunghi, a volte tanto lunghi da agevolare e consentire dirottamenti che vanificano un lungo e scrupoloso lavoro.
E` una triste storia, quella della magistratura italiana, fatta di glorie del diritto come di erronee scelte di carriera.
Tanto che il Dr. Guariniello, evidentemente al corrente di manovre nell`ombra, aveva annunciato (notizia apparsa il 20.7.2000) di stare pensando al pensionamento anticipato, affermando che `celebrare certi processi è diventato sempre più difficile, per non dire impossibile`.
Le inchieste avevano portato ad una mole notevole di riscontri, tanto da far presupporre un autentico fuoco d`artificio senza sconti per nessuno. Se la ministra Bindi era stata sentita riservatamente nel gennaio 2000 ed il direttore dell`ISS Benagiano, già indagato, era uscito dall`inchiesta dopo l`archiviazione del procedimento a suo carico, erano invece stati compilati `avvisi di chiusura indagini`, una sorta di annuncio di rinvio a giudizio, nei confronti di quattro dirigenti dell`ISS:

- Roberto Raschetti e
- Donato Greco, coordinatori della sperimentazione
- Spila Alegiani, responsabile dei galenici
- Elena Ciranni, addetta ai rapporti con i centri clinici.

Abbiamo anticipato che i quattro avvisi non poterono partire. I difensori degli imputati si avvalsero della legge Carotti per ottenere dal Pg della Cassazione, Nino Abbate, il trasferimento dell`inchiesta a Firenze. Il caleidoscopio delle casualità (?!) volle quindi che le carte planassero sulla scrivania del Proc. Nannucci, del quale ci siamo prima occupati. Volete sapere per quale motivazione? Semplice: i galenici erano stati prodotti a Firenze. 
Capo di imputazione come da art. 443 del Codice Penale: `Commercio o somministrazione di medicinali guasti": Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni..`. Facciamo attenzione all`articolo: `..chiunque somministra..`, il che, nel nostro caso, determina la competenza del magistrato torinese riferendosi ai centri che avevano somministrato i farmaci. Invece  l`inchiesta venne trasferita a Firenze dove ha sede chi produceva i farmaci, cioè l`Ist. Chimico Farmaceutico militare! Il magistrato torinese protestò e si fece sentire. Riportiamo qualche passo di un articolo apparso su `la Repubblica` di giovedì 7 settembre 2000:

`COSI` HANNO TRUFFATO DI BELLA. GUARINIELLO ACCUSA: FARMACI SCADUTI E DOSI SBALLATE.
 La sperimentazione della cura Di Bella sarebbe viziata da gravi irregolarità. Peggio: alcuni dei 386 malati di cancro che provarono la multiterapia del medico modenese sarebbero stati usati come cavie, trattati con farmaci `guasti e imperfetti`, non si sa con quali effetti sulla salute. E l`Istituto superiore di sanità, pur sapendolo, non avrebbe avvertito 50 dei 51 ospedali d`Italia che sperimentavano i protocolli....;.il trasferimento dell`inchiesta a Firenze con la curiosa motivazione che i farmaci incriminati li produce l`Ist. Farm. Militare fiorentino. Inutile l`opposizione di Guariniello il quale, sentenze della Cassazione alla mano, ha ribattuto che il 443 non punisce la produzione o la detenzione, ma la somministrazione di farmaci guasti, avvenuta appunto a Torino....;..Per Guariniello la prova del dolo sarebbe in una lettera inviata nel `98 a un ospedale romano, che chiedeva lumi sulla conservazione e la composizione delle soluzioni ai retinoidi previste per i protocolli 1 e 9. Nella lettera i dirigenti dell`ISS precisavano che quelle sostanze hanno una validità di tre mesi, dopo di che scadono e vanno buttate. Peccato che la stessa direttiva non sia stata diramata agli altri 50 ospedali che sperimentavano la cura. E che continuarono, ignari di tutto, a somministrare quelle soluzioni ampiamente scadute (addirittura vecchie di 4, 5, 9 mesi e deteriorate. Non solo: un gravissimo errore tecnico avrebbe dimezzato il quantitativo di un componente, un principio attivo fondamentale per l`efficacia di quelle soluzioni: l`axeroftolo palmitato. In pratica, per i due protocolli, quella sperimentata non era la multiterapia Di Bella, ma una variazione sul tema, non dichiarata. Così com`era emerso nel `98 per altri due protocolli, frettolosamente ritirati dopo che Guariniello vi aveva scoperto alcune sostanze mancanti e alcune altre (come il tamoxifene del professor Umberto Veronesi) aggiunte da una mano misteriosa...".

Epilogo scontato: il 13 settembre 2000 (e poi dicono che la giustizia in Italia è lenta...!) il Proc. Nannucci chiese l`archiviazione per tutti e quattro gli imputati, perché...- sì, non c`è un errore di battitura, è così - non c`era dolo in quanto il Prof. Di Bella non aveva precisato la scadenza dei galenici. Sarebbe comunque rimasta l`ipotesi colposa, si disse. Capito mi hai?

Dolo o non dolo, colpa o non colpa (ognuno crediamo sia a questo punto in grado di giudicare), sta di fatto che queste documentate irregolarità inficiano totalmente, per tacer d`altro, l`intera prova e dimostrano al di là di ogni dubbio il totale disinteresse scientifico e la fretta furibonda di chiudere e soffocare tutto al più presto. E` (anche) per episodi simili che un Paese perde il rispetto e la considerazione della comunità internazionale.


VII - VARIE ED EVENTUALI: MODALITA` DI SOMMINISTRAZIONE, INTERRUZIONI DI TERAPIA, COSTELLAZIONE DEI FARMACI, IMPARZIALITA` DI GIUDIZIO.

Prende un senso di stanchezza da nausea a continuare, ma abbiamo iniziato e dobbiamo finire. Molti sanno perché somatostatina od Octreotide debbano essere inoculati con lentezza tramite siringa temporizzata e durante le ore notturne. Lo ripetiamo per tutti. L`emivita della somatostatina è estramemente breve, molto più del suo analogo, l`octreotide. Questo significa che la sostanza, una volta iniettata, dimezza in poco tempo la sua presenza nel sangue: la somatostatina in 3 minuti, l`octreotide in 60. Questa la prima ragione dell`inoculazione graduale e nell`arco di 8-10 ore. La seconda ragione risiede nella sintomatologia provocata da un`inoculazione affrettata. L`azione della somatostatina iniettata in unica soluzione, sulla motilità e le funzioni endocrine ed esocrine dell`apparato gastroenterico sono note e portano a: forte nausea, vomito, dolori addominali, diarrea. Pene delle quali non ha certo bisogno il malato di tumore, reduce da sofferenze penose. Infine, la somministrazione durante le ore notturne risponde alla necessità di inibire, contrastare il GH (l`ormone della crescita) che viene increto specialmente di notte. Bene lo sanno i pazienti in MDB che a volte, iniziando la terapia, seguono le raccomandazioni del medico: applicare la siringa temporizzata almeno due ore dopo l`ultimo pasto, aumentare anche a 12 ore il tempo di infusione se compaiono effetti indesiderati, gradualizzare i dosaggi. Quasi sistematicamente, a giudicare dalle testimonianze raccolte, agli arruolati la somatostatina è stata iniettata in pochi minuti e di giorno, incuranti delle penose manifestazioni denunciate dai malati. I quali, oltre al grave disagio, constatavano che questa terapia Di Bella richiamava in parte i ricordi della chemioterapia ed avevano tutte le buone ragioni di non volerne sapere più. Ma, anche sopportando i disagi, di quanto diminuiva l`efficacia della somatostatina?

E sempre a proposito di somatostatina: quando si conducono studi clinici o sperimentazioni, i farmaci somministrati appartengono di regola non solo alla stessa casa produttrice, ma addirittura allo stesso lotto. Si è visto invece di tutto. Somatostatina di buona qualità come somatostatina di origine cinese, con un infimo valore terapeutico e marcati effetti collaterali, come d`altronde segnalato da diversi quotidiani del periodo della sperimentazione. Esistono a proposito parecchie testimonianze, tra le quali quella di uno dei tre casi con `risposta parziale`, che dichiarò di avere preteso la sostituzione della somatostatina solitamente dispensatagli con altra: sostituzione dopo la quale cessarono gli effetti indesiderati.

In molti casi si verificarono attese di giorni perché i farmaci non arrivavano! I malati interessati si trovarono anche a dover aspettare per ore, accasciati dove possibile, aspettando venisse detto loro che `il pacchetto` era arrivato. Anche questo avvenne. Non si contano poi le sgarberie, i sorrisetti di compatimento, commenti tonanti di corsia contro il MDB alla presenza dei malati arruolati, inviti a quattr`occhi a `uscirsene finchè erano in tempo`. Non si tratta di malevole insinuazioni, ma di lettere, di tante lettere. E non di lettere soltanto, visto che furono inoltrate molte denunce e segnalazioni a giornali, ISS, Ministero della sanità. Visto che non c`è da pensare a differenze tra comportamenti nella sperimentazione primaria e osservazionale, leggiamo qualche esempio:

"Ci sentivamo intimiditi!...ci diceva che se il nostro congiunto fosse peggiorato sarebbe stata colpa nostra, perché questa cura non serve a nulla`. Un solo esempio a proposito dei `disservizi`: "il problema era che avevamo orari prestabiliti...;venivamo convocati per lo stesso giorno nel quale i farmaci finivano, tanto che nel caso qualcuno fosse tornato a casa senza di essi, sarebbe rimasto scoperto per i giorni a seguire...Una dottoressa, parente di una paziente, un giorno ha fatto alcune telefonate e ha fatto aprire la farmacia e ci ha dato i farmaci".

Cosa erano: istigati dai `dibelliani`? Mestatori a pagamento? Mitomani? Ce lo dica qualcuno.

Molto ci sarebbe da dire a proposito dei pazienti `ritiratisi` dalla sperimentazione o da questa esclusi per `progressione` del tumore. Abbiamo detto all`inizio di questa lunga discussione quale sia il metro di giudizio per una terapia biologica e l`interessato equivoco sulle dimensioni di massa. Si comprende quindi come sia stato facile, pur di fronte ad eclatanti miglioramenti funzionali e sintomatici e ad un blocco della crescita, parlare di `progressione`. Ma, a parte questa routine, ci furono casi veramente incredibili. Nel libro di Brancatisano ci sono pagine e pagine che trattano di questi casi incredibili e che nell`economia di questa trattazione non possiamo riportare. Sono numerosissime le testimonianze di pazienti, considerati irrecuperabili, che hanno dichiarato di stare meglio e di avere beneficiato di una regressione anche rimarchevole: alcuni, allontanati per presunta progressione, si sono rivolti alla magistratura, ed hanno scoperto da perizie medico-legali, che la progressione non c`era affatto. Valorosi giornalisti d`inchiesta: ma dove eravate?
Ci rimane un ultimo squarcio, prima di chiudere questo capitolo, quello relativo al "conflitto di interessi ideologico". Molti dei responsabili nei mesi o negli anni antecedenti l`inizio della prova, avevano profuso tutte le loro energie contro il MDB ed il Prof. Luigi Di Bella, con espressioni non di rado offensive ed ingiuriose. Non è pensabile che personaggi simili collaborassero per essere smentiti, perdere di credibilità, passare nei confronti dell`opinione pubblica per coloro che avevano impedito a tanti malati di salvarsi. Oggi questi comportamenti si inquadrano appunto nel conflitto di interessi ideologico, che esclude la loro partecipazione a studi clinici o sperimentazioni: non stiamo parlando di una regola di `galateo` accademico, ma di un preciso caposaldo della prassi scientifica internazionale. In calce all`articolo inviato dai `ricercatori` dell`ISS al BMJ a conclusione della superba prova, troviamo infatti l`inciso: `Competing interest: none declared`, quindi nessun conflitto di interessi ideologico, nessuna prevenzione. Andiamo a spulciare.

Paul Calabresi, membro del comitato di revisione internazionale della sperimentazione: `Non c`è alcuna razionalità scientifica nell`utilizzo della terapia sperimentale a base di somatostatina (sic) su malati di diversi tipi di cancro portata avanti dal professor Luigi Di Bella`.
Franco Cavalli, altro componente del comitato, oncologo svizzero: `I due farmaci essenziali (sic) sono la melatonina e la somatostatina ....capita spesso che, specie in una persona anziana..subentrino delle fissazioni che portano a credere, dopo anni di lavoro serio, d`avere scoperto chissà cosa..`. Aggiungiamo che il Prof. Cavalli si è dimenticato di dichiarare che alcuni suoi pazienti, dopo il totale fallimento dei trattamenti propinati, si sono rivolti al Prof. Di Bella, con risultati brillanti ed anche definitivi.
Giuseppe Benagiano, Dir. Dell`ISS: `Le autorità hanno sbagliato a sottovalutare l`impatto che la faccenda avrebbe avuto, e avrebbero dovuto agire prima per stroncarla sul nascere`. Forse ha fatto lo stesso ragionamento di chi, nell`aprile 1996, aveva incaricato qualcuno di colpire alla testa il Prof. Di Bella.
Franco Mandelli, coordinatore del protocollo n. 1 e membro del Comitato Guida: `Attraverso false notizie, Di Bella sottrae malati affetti da tumori ematologici che hanno, con le vere terapie, non solo la possibilità di avere una valida risposta, ma di ottenere la guarigione`.
Francesco Cognetti, responsabile protocolli n. 4 e n. 8: `In America Di Bella sarebbe stato bloccato dopo tre giorni`.
Dino Amadori, responsabile protocollo n. 10:` Non credo minimamente alla cura Di Bella`.
Pier  Franco Conte, responsabile del protocollo n. 3: `Non darei questi farmaci ad un congiunto`.

Potremmo continuare, ma non vorremmo provare sintomi simili a quelli dei pazienti sottoposti ad iniezione di somatostatina senza temporizzata. Non abbiamo problemi a dichiarare che Umberto Veronesi non è mai sceso a livelli simili, anzi....ma questa è un`altra storia.





permalink | inviato da houseofMaedhros il 30/6/2007 alle 21:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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