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Diario


1 luglio 2007

SPERIMENTATI SICOFANTI / 3

 


VIII - CALA IL SIPARIO.

Poco dopo l`inizio della sperimentazione, corse voce che c`era stata una "cena di lavoro" tra certi personaggi, i quali avevano dimenticato cautele elementari, presi forse dalla concitazione del momento. E pare non sia stata una riunione conviviale dai toni troppo sommessi, se altri commensali avevano potuto seguire buona parte della discussione, rimanendone estremamente turbati. La cosa venne successivamente comunicata ad autorità istituzionali, perché fossero avviate indagini opportune. Rimase tutto lettera morta.
Ma un anno dopo emersero circostanze che suffragavano, quantomeno sotto il profilo della plausibilità, riunione ed intese di quella serata, fugando ogni dubbio circa l`attendibilità di chi aveva riferito in merito.
Si tratta di un DOCUMENTO, intitolato `La presentazione dei risultati relativi ai protocolli n. 4, 6, 8, 10 della Sperimentazione Mdb`, del quale Vincenzo Brancatisano è venuto in possesso per una incredibile distrazione dell`ISS. Il documento, datato 17 luglio 1999 (forse uno squisito omaggio per l`ottantasettesimo compleanno di Luigi Di Bella), ma recante a tergo la data di giugno `98 (?) è firmato dal Dr. Roberto Raschetti, coordinatore del Gruppo di Coordinamento Centrale e membro del Comitato Guida della sperimentazione presso l`ISS e dalla giornalista Eva Benelli, già distintasi in scritti ostili sul MDB. Il 28 luglio successivo sarebbe stato comunicato alla stampa l`esito dei primi 4 protocolli: anche qui c`è da pensare a singolari doti divinatorie, visto che non solo mancavano undici giorni alla data della comunicazione, ma che l`ultima data di accertamento della sopravvivenza dei pazienti era il 21 luglio (come confermato dai Rapporti Istisan). Questo prova, fra l`altro, che la sperimentazione si era conclusa dopo soltanto 4, 8, massimo dodici settimane, visto che per i motivi più svariati la somministrazione dei farmaci era stata interrotta da tempo (tralasciamo un altro capitolo strano, quello dei pazienti definiti `non rintracciabili`:ma che vuol dire `non rintracciabili`, siamo impazziti?). La delicatezza ed importanza del momento della comunicazione erano state colte.
Leggiamo infatti:

"La fase di chiusura dei protocolli di studio della Mdb rappresenta il passaggio più delicato dell`intera vicenda Di Bella, dato il grande, prevedibile impatto che si verificherà sull`opinione pubblica. Nell`affrontare questo passaggio occorre considerare diversi aspetti:
- i risultati che saranno effettivamente disponibili ed il loro significato;
- le modalità con le quali saranno comunicati i risultati;
- gli effetti che diversi interventi regolatori potranno determinare"
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Il momento sospirato, quello dal quale doveva uscire una sentenza inappellabile e negativa, porta blindata e stagna che evitasse, in futuro, la fuga di effluvi dalla fossa biologica di certa sanità, bastone che spaccasse le gambe a giudici che pretendevano di fare il loro dovere e giornalisti che scrivevano articoli senza preventivo imprimatur, turbine che togliesse di mezzo per sempre Luigi Di Bella e la sua opera, fu oggetto di una puntigliosa preparazione. Dopo lunghe e snervanti prove il tendone del circo doveva pullulare di spettatori paganti e pagati, mentre Pierrot e Pulcinella, Arlecchino e Balanzone, riferendosi all`ipotesi di un ingresso del Metodo Di Bella nell`ufficialità sanitaria, avrebbero sentenziato: "questo matrimonio non s`ha da fare né oggi né mai". Con il valore aggiunto - così credevano - che di Luigi Di Bella non si sarebbe parlato mai più.
Si era preparato accuratamente il terreno e, a ben rifletterci, era tutto chiaro dall`inizio. Il timore di una reazione, o quantomeno di una scarsa presa del programmato responso sulla pubblica opinione, nei mesi precedenti aveva portato a convocazioni di responsabili dei mass media, ai quali erano state fatte pesanti raccomandazioni, vere intimidazioni col saio, sulla responsabilità che venivano ad assumersi nei confronti della collettività; fogli `amici` (vedasi, a proposito, la campagna affidata a`Tempo Medico` e ad altre pubblicazioni del settore) avevano profuso energie nello stigmatizzare l`assenza di presupposti scientifici e tuonato contro giudici e manifestazioni di piazza, sullo slogan `la scienza non si fa in piazza o in pretura`; comunicatori televisivi a gettone non si erano risparmiati nel lancio di strali; e meraviglia che non si sia commissionato a qualche cantautore un brano contro il Mdb da far risuonare in ogni dove. Si era pensato anche di paralizzare reazioni e proteste di chi sosteneva il Mdb, agendo direttamente contro il Prof. Di Bella ed i suoi familiari: ci era giunta infatti notizia che qualcuno stava cercando di farci perseguire per "pubblicazione e diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l`ordine pubblico` e `abuso della credulità popolare" (artt. 656 e 661 c.p.). Sarebbe stato un boomerang micidiale. Venne quindi accantonata sia perché destinata a naufragare anche nelle mani di magistrati compiacenti, che per il timore della reazione popolare. D`altronde lo scritto rintracciato prevedeva antidoti per ogni evenienza, comprese le possibili reazioni di pazienti ed associazioni. Tanta acrimonia aveva basi concrete: dovunque andasse il Prof. Di Bella, accorreva una folla entusiasta e commossa che in lui vedeva il paladino dei malati e l`apostolo di un nuovo corso, teso a liberare la medicina dalla corrotta ignoranza del cinismo baronale e dall`avvilente asservimento all`industria del farmaco. E poi c`erano sconfortanti sondaggi. Come riferisce Bruno Vespa nel suo libro (`Luigi Di Bella: La mia vita, il mio metodo, la mia verità`, Mondadori editore):

"Tutti i sondaggi erano concordi nel rilevare che una percentuale variabile tra l`ottantacinque ed il novantacinque per cento degli italiani, se si fosse ammalata di tumore, avrebbe voluto curarsi col metodo Di Bella. E anche nella cosiddetta medicina ufficiale il numero dei diffidenti non superava i due terzi".

Caspita! Pure un terzo dei medici pubblici e di base minacciava di tradire: l`esercito di medici impiegatizzati, di professionisti umiliati, di portaborse obbligati, dei `senza santi` esclusi dalle cattedre e dai primariati, degli stacanovisti del camice costretti dalla loro coscienza a compensare l`inettitudine e le abitudini da eterni vacanzieri di tanti baroni di corsia o d`ateneo, avrebbe potuto ribellarsi e scendere in campo! In un paese dove la gente deve pensare e giudicare secondo le direttive di schieramento politico, questa minacciosa rivendicazione di autonomia di pensiero era irriverente e sovversiva. Per tacere del fatto che, siccome `pecunia non olet`, muove ogni ingranaggio, e possono darla solo coloro che ce l`hanno, è consentito ipotizzare che siano stati opportunamente rabboniti ambienti politici prima non disponibili a cooperare. La sperimentazione deve essere costata proprio tanto. Ma non per i farmaci, e nemmeno per le laute remunerazioni d`opera: robetta che fa scappar da ridere, se pensiamo che un mese di chemio in qualsiasi grosso centro oncologico costa alla collettività il doppio e che la spesa sanitaria per le terapie farmacologiche del cancro supera il fatturato del più grosso gruppo industriale del paese. `L`emergenza` deve aver costretto chi si era aggiudicato il monopolio di suzione dalle inesauribili mammelle delle multinazionali del farmaco, a rinunciare a qualche poppata, concedendola ad altri prima esclusi.

Abbiamo detto che alcune `orme` troppo evidenti sono state lasciate. Nel documento citato, con una scrupolosità ed esattezza da far invidia al manuale d`uso di un`apparecchiatura di origine tedesca, si delinea già tutto il quadro della conclusione. Si dice infatti quali dovranno essere le notizie `sintetiche` che si allegheranno all`annuncio dell`esito fallimentare della sperimentazione, come queste notizie dovranno essere date e quali sottolineature è opportuno effettuare. E siccome voci di palazzo segnalavano che qualcuno era sinceramente interessato da certi risultati constatati, non manca la previsione di inviti da rivolgere agli oncologi che avevano condotto la prova a non contraddire i teoremi costruiti, non farsi sfuggire alcun possibilismo, pena la credibilità del responso da parte della opinione pubblica.
Bisogna fare piazza pulita di Di Bella ed evitare che rientri dalla finestra quello che è uscito dalla porta. Infatti, se il MDB riuscisse a sopravvivere, pur degradato e ridimensionato a terapia per casi terminali, cura compassionevole, terapia palliativa, sarebbe inevitabile che l`evidenza dei risultati indurrebbe tanti medici e tanti familiari di malati a farsi una domanda: se la cura Mdb allunga e migliora la vita in casi estremi, cosa farebbe se usata in tempo utile? Anche qualora questa domanda non sorgesse, rimarrebbe il fatto che il MDB sopravviverebbe e per giunta nell`ambito della sanità pubblica. Come avevano fatto gli antichi Romani alla conclusione della terza guerra punica, si voleva spargere il sale sulle rovine di Cartagine.
Da qui nasce un disegno paradossale, che la superficialità comune e la malafede sono riusciti a far provvisoriamente realizzare. Pur essendo la sperimentazione di fase II, e dovendosi quindi considerare fuori discussione l`assenza di tossicità, si punta a dichiarare il contrario, sulla fiducia che pubblico e giornalisti non coglieranno questa contraddizione insanabile.
Non può quindi respingersi il sospetto - se vogliamo chiamarlo semplicemente sospetto - che l`invereconda preparazione dei galenici risponda non solo a colpevole negligenza, ma a preciso e finalizzato dolo. Molto chiarisce, e conferma, questo passo, tratto dal documento:

"Nel caso di risultati negativi una possibile presentazione della Mdb potrà essere la seguente: `un trattamento inattivo nelle forme tumorali studiate al quale è associata una tossicità di grado importante/non lieve`. La valutazione del livello di tossicità osservato è importante se si vuole evitare che la Mdb venga riproposta come una terapia palliativa, di una terapia cioè che pur non essendo biologicamente attiva può essere di supporto/conforto ai pazienti trattati".

Avete letto bene.
A distanza di sei anni dalle denunce e dalle contestazioni fatte, l`unica reazione è stata quella di fare spallucce, come se non si abbassasse a smentire. NESSUNO si è azzardato a contestare affermazioni e contestazioni. E allora siamo autorizzati a pensare che l`unica spiegazione sia la paura, mettendo in piazza la verità, di perdere poltrona, sedere e, se un po` di giustizia è rimasta, la libertà personale.
Un prova indiretta è un articolo comparso a sperimentazione appena iniziata, nella quale l`associazione medica che si occupa della terapia del dolore si scagliava contro il Mdb, colpevole di far soffrire i pazienti suggestionandoli con l`argomentazione che gli analgesici inficiano l`efficacia della terapia!! Assurdità che non meriterebbe commento, sia perché anche un analfabeta sa che, forzatamente, morfinoidi e forti analgesici a dosi massicce sono alla lunga letali, sia perché nessuno ha mai posto i malati di fronte alla disumana alternativa: o ti tieni il dolore o muori! La verità è che in molti casi il Mdb consente di fare a meno gradualmente degli antidolorifici. Citiamo questa circostanza in quanto riprova di una complessa e coordinata macchina da guerra. Fondata sulla mistificazione e la diffusione di falsità.
Ma oltre al timore di non essere creduti dalla gente, c`era quello di contestazioni puntuali da parte dei pazienti. Si sapeva che i pazienti in Mdb `privatamente` erano decine di migliaia, come lo sono oggi: e che, purtroppo, non si potevano certo ammazzare o imbavagliare. L`unica era puntare sulla potenza della comunicazione ed il carisma di qualche beniamino del pubblico. Si può tutto nascondere e raccontar di tutto se si ha in pugno l`informazione: in parte perché compromessa con il sistema, in parte perché educata alla superficialità ed a prendere tutto per oro colato. Di qui il progetto, poi accantonato per motivi che non ci sono noti, di affidare a Piero Angela il compito di convincere la gente che si era trattato di una grande illusione.

Ma torniamo alla `prova generale` del 28 luglio 1998, non casuale, nonostante all`inizio (esistono autorevoli dichiarazioni videoregistrate a proposito) si fosse detto che sarebbe occorso almeno un anno per avere i primi risultati. L`anteprima estivo aveva infatti due precise finalità:
1) di `assaggio` delle reazioni del pubblico e del `clan Di Bella`
2) di preparazione al finale programmato, ammorbidendo la fiducia della gente in Luigi Di Bella e cominciando a eroderla con gradualità.
Insomma, lo shock poteva essere controproducente. La `soluzione finale` in due fasi poteva invece funzionare meglio, complice la volubilità, dato che l`unica cosa che sembra essere costante nell`umanità è la sua incostanza.
E` quindi arrivato il momento di riportare ampi stralci del documento, che pur essendo citati non in successione stretta, possono essere compiutamente interpretati dal lettore alla luce di quanto anticipato in questo capitolo. Provvediamo ad evidenziare i punti più eloquenti della pur frammentaria esposizione.

"Per i protocolli che studiano tali tipi di pazienti vi è un problema di non plausibilità scientifica negli obiettivi (non ha molte giustificazioni scientifiche pretendere di volere esaminare l`attività biologica di un qualsiasi trattamento in pazienti così compromessi).
Occorre sottolineare che l`esigenza di tali studi derivava anche dai numerosi decreti pretoriali e dalla istanze di associazioni dei consumatori che assumevano, come presupposto per il trattamento, un qualche beneficio per i pazienti terminali.
Come è già avvenuto nei commenti allo studio della Lombardia, può esserne forzata l`interpretazione in termini di casi positivi. In accordo ai criteri OMS, questi casi non possono rientrare tra i dati da considerare come indicativi di attività, ma pongono comunque un problema di comprensibilità da parte di un pubblico non specialistico (una malattia stabile è quantomeno un episodio non negativo). Occorre esplicitare molto chiaramente come devono essere `letti` i risultati di mancata progressione, in accordo con l`orientamento scientifico internazionale.
Questo aspetto è particolarmente importante tenendo presente l`inevitabile sentimento di frustrazione che la comunicazione di risultati negativi potrà produrre. Tale problema non è risolvibile con strumenti usuali ma occorrerà pianificare una vera campagna informativa eventualmente ricorrendo a personaggi di grande capacità comunicativa.
La comunicazione ai malati della sperimentazione dovrebbe avvenire prima della comunicazione ufficiale dei risultati, personalmente a ogni malato da parte dei medici che li hanno seguiti. Bisogna assolutamente evitare che si costruisca l`immagine del malato che scopre dalla televisione che i risultati sono negativi.
La comunicazione al Paese attraverso i media dovrà essere semplice, precisa e senza smentite. Non ci deve essere spazio per cambiamenti di rotta, revisioni, retromarce. A tal fine si ritiene necessario predisporre dei testi scritti e decidere chi, e in quale sequenza, dovrà intervenire alla conferenza stampa.
Sulla base di tutto ciò sembra opportuno far pervenire a Luigi Di Bella, poco prima della comunicazione ufficiale dei risultati, una sintesi dei protocolli conclusi a dimostrazione che le attività sperimentali non temono smentite e si sono svolte senza pregiudizi, in uno stretto ambito scientifico. Luigi Di Bella ha acquisito presso l`opinione pubblica l`immagine di uno studioso onesto ed estraneo rispetto al sistema ricerca ma proprio per questo potenzialmente geniale. In ogni caso Luigi Di Bella non è un nemico da sconfiggere bensì un ricercatore da confutare rispetto ad una tesi (la Mdb guarisce il cancro), che in quanto non sostenuta da esperienze osservabili e replicabili, diventa portatrice di false speranze e dunque potenzialmente dirompente per un sistema sanitario pubblico.
Ovviamente sono da attendersi, come finora è regolarmente avvenuto, le reazioni scomposte e bugiarde dell`entourage Di Bella. Tra queste reazioni, le più prevedibili sono: la disonestà dei comportamenti, la non applicazione della `vera terapia` che solo Di Bella al mondo può somministrare, la selezione di pazienti troppo compromessi e la non inclusione, invece, di pazienti idonei a dimostrare l`efficacia della Mdb.
Accanto a ciò è prevedibile che vengano nuovamente proposte dal gruppo Di Bella casistiche di presunte `guarigioni`. In generale, per tutti questi aspetti occorre prevedere e concordare modalità informative precise per rispondere, adeguatamente ed in ogni sede possibile, alle argomentazioni del gruppo Di Bella.
La presentazione vera e propria dei risultati dovrà essere affidata a una rosa di nomi ristretta e qualificata. E` importante che qualcuno che conosce bene l`architettura degli studi abbia l`opportunità di far capire che non era né improvvisato né pasticciato. Si potrà produrre anche una lista delle domande più prevedibili ed organizzare le risposte.
Per la sua capacità di tradurre il linguaggio scientifico e per il grande seguito di popolarità e attendibilità di cui dispone, una figura come quella di Piero Angela può svolgere un ruolo chiave nella gestione di questi primi risultati della sperimentazione. Nel caso i responsabili politici fossero d`accordo ed Angela fosse disponibile occorrerà prevedere una riunione operativa.
Bisogna individuare una rosa di nomi intervistabili anche nei giorni immediatamente successivi alla comunicazione dei risultati e proporre interviste di appoggio per i giornali importanti (Repubblica, Corriere). Per la televisione si può cercare di concordare uno speciale, per esempio con il TG 2.
Tutto il materiale che si intende distribuire alla conferenza stampa va preparato con anticipo: tabelle e grafici e brevi testi interpretativi dei risultati scientifici che riguardano la mortalità, la tossicità, la dimostrazione della mancata attività della MDB. Ci si può anche concentrare sui punti che finora hanno sofferto di cattiva informazione: l`organizzazione della sperimentazione, i controlli fatti, i confronti con gli altri paesi, l`atteggiamento della comunità scientifica internazionale. E anche su quelli che si presentano come problematici, per esempio il discorso dei casi di malattia stabile. Sarà bene presentare anche uno specchietto dei protocolli in chiusura, con una `lettura` delle loro caratteristiche.
Assumendo che da questi risultati sia possibile definire, per i tipi di tumore studiati, la MDB come un trattamento inattivo non esente da tossicità, occorre valutare quali siano i possibili effetti di interventi tesi a interrompere la prescrivibilità del trattamento. Tale valutazione deve tenere presente che nella maggior parte dei casi i pazienti in trattamento con la MDB non hanno valide alternative terapeutiche od assistenziali. Per tali soggetti l`interruzione della MDB rappresenta dunque un evento drammaticamente traumatico..; D`altra parte è difficile prevedere la portata di una protesta da parte di pazienti ai quali, nella maggior parte dei casi, non viene offerta alcuna alternativa.
Per ciascuna di queste soluzioni si possono individuare elementi di favore ed elementi contrari. Proprio per questo è assolutamente fondamentale decidere una linea rapidamente e concordare di conseguenza le strategie.
Alcun elementi che potrebbero comunque contribuire ad attenuare un eventuale clima di protesta sono: a) una revisione da parte delle aziende produttrici del prezzo di vendita dei prodotti allineandoli all`attuale prezzo politico. Naturalmente tale operazione dovrebbe comunque non essere collegata alla presentazione dei risultati. b) Il coinvolgimento di strutture assistenziali nella offerta di informazione e gestione di questi malati".


Quanta preoccupazione! Quanti timori! Quante precauzioni! Quanta previsionalità! Quando non si ha nulla da nascondere, tutte queste cautele non solo non si prendono, ma non si pensano neppure. La fretta fa scappare anche affermazioni incredibili: tra le tante sottolineiamo quella sui pazienti arruolati, che, come sopra riportato "non hanno valide alternative terapeutiche od assistenziali" Prendiamone nota, quando qualcuno dirà che solo in parte non si trattava di malati in buone condizioni! Come recita un noto motto latino, `excusatio non petita, accusatio manifesta`. Zelanti: ecco l`aggettivo che sale alle labbra leggendo certi minuziosi tasselli. Potranno a questo punto trovare spiegazione e giustificazione piena tante nostre `insinuazioni` e indignazioni: non c`è una riga, una parola, una sillaba alterata, forzata, indebitamente accostata. Tutto davanti agli occhi. Una lezione, una grande lezione per chi vive la vita `a rimorchio` ed un incitamento agli onesti ed a coloro che credono nel giusto e nel buono perché filtrino sempre i messaggi da `Grande Fratello` (quello di Orwell, vogliamo dire: leggetelo, leggetelo, se non lo avete fatto ancora. In un certo senso, parla anche quello della vicenda Di Bella...).

Curiose, impacciate e quasi farsesche certe scene che accompagnarono la comunicazione del 13 novembre 1998. La data era stata tenuta accuratamente segreta. Probabilmente ad evitare la possibilità di organizzate reazioni. Fino al giorno prima non era stata diramata ufficialmente la notizia della comunicazione dei risultati. Ancora timori?
La sala della conferenza, che avrebbe dovuto ospitare giornalisti e responsabili della sperimentazione, vide molti altri personaggi non ricompresi in alcuna delle due categorie. Una specie di claque arruolata per tempo e che si distinse in gesticolamenti di disapprovazione e indignazione, oltre che di vocii minacciosi. Si fece sfoggio di grafici e lucidi dove campeggiavano risultati talmente deludenti da togliere a chiunque il coraggio di replicare: a chiunque, vogliamo dire, non avesse voglia di rendersi conto di come le cose stessero effettivamente. Le `risposte parziali` (cioè l`avvenuto superamento del fatidico 50% di diminuzione della crescita) erano state solo tre e di scarsa entità i casi `stabili`. La tossicità rilevata pari al 10,3% dei pazienti....ma presentata con `torte` grafiche dalle quali sembrava che fosse endemica: per giunta, a parte la faccenduola dell`acetone e della somatostatina `sparata` intramuscolo in pochi secondi, si trattava di vomito, nausea e diarrea, sintomi certo indesiderabili, ma distanti anni luce dall`allucinata prostrazione e dei danni cardiocircolatori, epatici, cerebrali e renali dei cicli di chemioterapia. Ma la vera notizia fu che NON ERA DISPONIBILE e, quindi, non fu consegnato agli esponenti della stampa, il TESTO DETTAGLIATO dei risultati, ma solo un SUNTO SCHEMATICO. La circostanza fu rilevata da V. Brancatisano, che era presente, e, pur guardato in cagnesco, non si fece intimorire ma, come si suol dire, `piantò la grana`: come mai si era convocata una conferenza stampa, si era proclamato, tra le lacrime di coccodrillo di tanti che si dicevano `sinceramente dispiaciuti che questa speranza fosse svanita`, che il MDB aveva dato esiti fallimentari e poi si cercava di far digerire ai mass media un riassunto striminzito dove tutto poteva essere il contrario di tutto? Le risposte furono evasive e visibilmente imbarazzate, ed i responsabili della prova, nonostante i `buuu!` intonati dai presenti non-giornalisti e non-sperimentatori, dovettero dire che...sì, non era stato possibile esibire i documenti nel testo integrale. Forse qualcuno potrà dire che ogni paese ha i giornalisti che si merita (ed i sanitari che si merita), ma sarebbe ingeneroso e deviante. Non si può incolpare qualcuno se non è un eroe. Il coraggio, come la coerenza, è di pochi.
Per concludere, una scena particolare, che molto ci fece pensare. Il Prof. Stefano Iacobelli, responsabile del protocollo n. 7 (carcinomi del pancreas esocrini), che voleva comunicare un caso di risposta `obiettiva parziale` che molto lo aveva fatto riflettere, si trovò di fronte ad un microfono con le gambe, visto che, quando si apprestava a prenderlo in mano per comunicare le sue osservazioni, guarda caso serviva urgentissimamente ad una gentildonna, coadiutrice di alta autorità istituzionale. Nella trasmissione di `Porta a Porta` dell`anno successivo, lo stesso studioso, di fronte alle concitate domande di Bruno Vespa, alle quali diede risposte prudenti (chissà quante gliene hanno fatte passare!), quando gli venne chiesto brutalmente se, in caso di tumori al pancreas avrebbe adottato il MDB quale terapia di prima linea, sbottò in un: ``. Anche questo caso, immortalato in una videoregistrazione e seguito da milioni di italiani, non venne considerato dai mass media quale notizia da prima pagina.

Il sipario calò sulle tavole polverose del luogo della rappresentazione. Nel nostro paese, da allora, sono morti almeno un milione e mezzo di malati di cancro. Luigi Di Bella aveva bevuto l`ultima goccia dell`amara bevanda che chiunque voglia liberare l`umanità dal male e dall`ignoranza è costretto a bere. Meno di cinque anni dopo avrebbe chiuso gli occhi alla luce di questo mondo per riaprirli in un altro, dove non il male non trova ospitalità. Per questo non correrà il rischio di incontrare nuovamente chi lo ha dileggiato, ingiuriato, ingannato.


Con il senno di poi, più di un segno avrebbe dovuto far comprendere cosa stava montando. In questi anni, mille `se` ci hanno tormentati: anticamere di soluzioni che, in realtà, non esistevano. Invano, perché si doveva dare per scontato che, quando interessenze e interdipendenze di tale vastità ed entità legano ambienti multiformi, non è pensabile poter affermare una grande verità in tempi brevi. Non esisteva via praticabile per prevalere su un sistema sì già sconfitto, sì già condannato, ma ancora vitale e di inimmaginabili e sinergiche potenza e bassezza. Solo chi ha improntato la propria vita a ideali superiori ed ha seguito sempre la via dell`intransigenza morale, è indipendente perché non ricattabile, e può, aggregandosi, far valere la forza della verità: ma se non trova ed associa a sé propri simili, e rimane solo, è perduto. Viceversa, quando le leve del potere, siano esse del potere politico, del potere sanitario o di quello giudiziario sono in mani non immacolate, allora non saranno liberi i possessori di quelle mani come non libera la società sulla quale questi esplicano la loro influenza. Come nel triste mercato del sesso i lenoni stessi provvedono a brutalizzare per primi le giovani che parassiteranno, così si avvia per i gradini che salgono per la scala del potere sociale mentre scendono per quella della morale, solo chi si è già macchiato delle prime infamie. Un po` come nell`ambiente della malavita, nel quale chi è vergine di delitti rappresenta un possibile pericolo e viene posto davanti ad un terribile bivio: o accetta di `compromettersi` o viene eliminato. E` facile coinvolgere i lettori in un libro di trame oscure e delitti efferati, anche se parto della fantasia dello scrittore; difficile far sfogliare le pagine del libro della vita e convincere, nonostante l`evidenza, chi lo legge. Si presta più fede ai `gialli` inventati che a quelli reali. Ma, quando questo succede, un popolo non si accorge più d`essere stato reso schiavo. I ladri sono chiamati onesti, gli assassini benefattori, gli ignoranti colti e gli sciocchi geniali, mentre nello specchio invertente della società i migliori vengono descritti e puniti al posto dei peggiori.
Il discorso sarebbe troppo lungo, e se è facile sputar sentenze, difficile è invece decifrare e valutare i grandi eventi storici, quale è stato e quale sarà la vicenda che abbiamo vissuto e nella quale, con ruoli più o meno secondari, abbiamo avuto una parte.

Se potessimo, con gli occhi del corpo e quelli dello spirito, volare nello spazio silenzioso, potremmo renderci conto della piccolezza del nostro mondo e dell`insignificanza di contese, interessi, mistificazioni, titoli, potere, invidie, cattiverie. L`immensa sfera bruna e azzurra del nostro pianeta ci passerebbe roteando a lato, fuggendo nel buio, mossa ancora dall`immane impulso che ha avviato l`universo: sfera brulicante di formiche umane, che continuano a parlare contro od a favore di questo o di quello, litigano, tramano, ingannano, sognano, urlano, soffrono, mentono, ridono, piangono. Di fronte alla solennità dell`universo ed allo scintillìo degli astri, perderebbero significato anche tante lacrime e tanti gemiti e da tale altezza non si riuscirebbero a distinguere i fiori e le tremule fiammelle sulle tombe di chi non vive più. Ma ci giungerebbe ancora la calda brezza di quell`amore e di quello sguardo all`Infinito che nessuna sperimentazione riuscirà mai a soffocare e, forse, ci tornerebbero alla mente i freschi versi ingenui che una bambina inviò a Luigi Di Bella alcuni anni fa:

"Quando Lei non ci sarà più,
taglierò il Suo ricordo
in tante piccole stelle,
e il cielo sarà così bello
che tutti si innamoreranno della notte".






permalink | inviato da houseofMaedhros il 1/7/2007 alle 21:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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