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Così è se vi pare

Grazie all'opera meritoria di Gibaryan, possiamo adesso aggiornare un paio di grafici estremamente illuminanti per capire cosa muova il sistema economico e finanziario contemporaneo.

Si tratta dei grafici dell'indice Dow Jones e dello Standard & Poor's 500, aggiustati per la variazione di M2, e cioè depurati dall'inflazione monetaria, dal 1959 ad oggi.

Li avevo pubblicati in un mio pezzo di gennaio del 2005.

Qui ci sono gli aggiornamenti.

Non ci sono grosse novità, del resto si tratta di grafici di lunghissimo periodo, ma potete notare che mentre il Dow continua a languire su valori "reali" inferiori a quelli del 1959, l'S&P500 con l'ultimo scatto di reni è riuscito a portarsi sopra i valori che lo caratterizzavano quasi cinquant'anni fa.

Insomma, i valori nominali che leggete sui vostri monitor sono fatti di pura fuffa.

Certo, la variazione dell'indice dei prezzi al consumo è di molto inferiore a quella della grandezza monetaria M2. Ma questo avviene semplicemente perché il CPI lo calcola il governo, che si esibisce dunque in quello che sa far meglio: menzogna e truffa!
La variazione di quella grandezza monetaria è secondo me quello che più si avvicina all'aumento del costo della vita nel dato periodo, insomma è il dato più affidabile per calcolare l'inflazione, nel suo significato proprio.

Ieri il Comitato Olimpico britannico ha reso noto che i costi per organizzare le Olimpiadi del 2012 a Londra sono aumentati del 38% rispetto alle stime iniziali. L'organizzazione è stata affidata agli inglesi a luglio dell'anno scorso, e nel periodo il CPI è aumentato di meno del 4%. Com'è 'sto fatto?
E meno male che l'organizzazione di un'Olimpiade non prevede il nutrirsi, il riscaldarsi, il curarsi e mandare i figli a scuola.
Cosa che ognuno di noi deve invece fare (tranne i Ridolini-boys, che notoriamente non mangiano, né consumano energia).

Il significato di tutto ciò mi pare comprensibile perfino da un bambino mediamente dotato.
Ma la quasi totalità degli analisti e degli studiosi economici continua a perder tempo prendendo in considerazione i dati economici che gli propinano i vari governi o paragoverni, e su questi basano discussioni, studi e quant'altro, tutta roba che finisce per non valere la carta su cui viene stampata.
E tutto il mondo gira intorno a quei dati, che non significano un cazzo, soprattutto per quanto riguardo l'inflazione.

Giusto per fare un esempio: l'ultimo ciclo di rialzi dei tassi di sconto da parte della Federal Reserve viene comunemente indicato col termine "stretta monetaria".
Bene, qui potete apprezzare quanto è stretta: l'M3 negli States sta tornando a crescere a ritmi del 10% anno su anno.

Paradossalmente essa è diminuita piuttosto durante il ciclo di ribassi dei tassi, iniziato nel 2001.
Ma il paradosso è solo apparente. Ormai il banchiere centrale è solo uno dei soggetti che possono creare denaro dal nulla, anche se rimane il più importante. La miriade di istituzioni finanziarie e parafinanziarie ormai è responsabile della maggior parte dell'inflazione che si registra nel mondo, grazie alle magie che assicura la riserva frazionaria e l'innovazione nel campo degli strumenti finanziari.
Ed è chiaro che tali magie appaiano al meglio in tempi di rialzi (nominali) dei prezzi degli assets finanziari.

Assolviamo dunque il banchiere centrale? Neanche per sogno!
Alla base della piramide rovesciata con cui possiamo figurare il sistema finanziario contemporaneo c'è comunque lui. Il responsabile ultimo rimane lui!
Perché quella miriade di attori finanziari possono sbizzarrirsi solo se lui lo vuole.
E lui lo vuole, non si può concludere altrimenti.

E così sia!

(senza dimenticare però che il ciclo economico è una maledizione a cui gli alchimisti moderni non riusciranno mai a sfuggire)

Pubblicato il 23/11/2006 alle 16.11 nella rubrica Saggi ed Analisi di Economia.

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