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UNA RELAZIONE SUL METODO DI BELLA - quinta parte

Mi sono dilungato sul programma di sopravvivenza di Radman per evidenziare,
anche alla luce di queste acquisizioni, la razionalità dei criteri, dei tempi d’impiego,
degli obiettivi del MDB. Le ricerche di Radman recepite e sviluppate dai Professori
Israel e Truc, e da questi esposte in memorabili relazioni al primo congresso
nazionale della SIBOR-MDB del maggio 2004, hanno dato maggiore consapevolezza
che la proteiforme capacità di adattamento della cellula tumorale, la sua formidale
vitalità, capacità mutagena e di recupero, sconosciute alla biologia fisilogica, per
quanto già ammesse, erano state sottovalutate. L’esatta e realistica valutazione dei
potenziali biologici neoplastici porta ad una logica terapeutica esattamente conforme
ai postulati e al razionala del MDB: solo un precoce attacco multiterapico sinergico e
concentrico, senza discontinuità spazio-temporale può tenere testa, contenere e
prevalere su una forma di vita diversa e nettamente superiore alla fisiologica. Solo
l’effetto fattoriale sinergico di componenti multiterapici differenzianti citostatici e
antiproliferativi del MDB, può contrastare la proliferazione esponenziale del genofenotipo
neoplastico. È necessario agire contemporaneamente su elementi critici del
processo neoplastico come la differenziazione, attraverso la contemporanea
attivazione di molteplici bersagli recettoriali differenzianti come i VDR,RXR, RAR –
alfa, beta,gamma, Mel-1,2 RZR/ROR ecc. Al tempo stesso occorre sottrarre alla
cellula neoplastica la maggiore varietà e la massima entità, concentrazione
distrettuale e sistemica possibile di fattori di crescita, sia inibendone a monte la
produzione con SST e analoghi, MLT, Retinoidi, inibitori prolattinici, inibitori
ormonali ecc…, che inattivandone direttamente i meccanismi recettoriali (vedi la
letteratura allegata sulla capacità di SST, MLT, VIT D3, RETINOIDI, di regolare
negativamente l’espressione delle proteine recettoriali, la trascrizione e l’increzione
di fattori di crescita mitogeni come GH, IGF1, EGF, FGF, HGF, NGF, PDGF, TGF,
VEGF, ESTROGENI, PROLATTINA, GASTRINA, COLECISTOCHININA).
Occorre intervenire ad un tempo sui siti recettoriali differenzianti (RXR, RAR, VDR,
Mel-1,2 RZR/ROR etc.) e su quelli citostatici e proapoptotici, (SSTR, PRLR, etc…).
Se SST, Retinoidi, Vit. D3 E, C, inibitori prolattinici hanno dimostrato nel loro
inseme la capacità di coprire e inibire l’ampia gamma dei fattori di crescita coinvolti
nell’angiogenesi e la loro espressione recettoriale, la MLT esercita un particolare,
determinante e multifunzionale effetto di regolazione negativa dell’angiogenesi, sia
inibendone un essenziale componente, il PDGF, che regolando (con meccanismo
omeostatico di modulazione serotoninergica consentito anche dal suo legame di
idrogeno con l’adenosina), il tasso trombocitemico, l’aggregazione piastrinica,
(sinergicamente all’Alfa MSH), il tono vasale e la permeabilità endoteliale (attraverso
la modulazione di EDRF ed EDCF), fattori essenziali per la liberazione del PDGF.
Bersagli terapeutici innovativi del MDB sono anche l’ambiente in cui vive la cellula
tumorale, la sua capacità di promuovere l’angiogenesi ,i potenziali di membrana
cellulare, le membrane basali, dotate di documentata attività differenziante, le
proteine di adesione, le fasce di contenimento dell’espansione neoplastica, tutta la
matrice extracellulare, il trofismo ed efficienza di parenchimi e tessuti, e degli
endoteli con relativa riconduzione e livello fisiologico della permeabilità vasale degli
scambi e della perfusione emo tissutali. Anche l’immunità, e la regolazione del ciclo
circadiano, sovvertiti nel paziente neoplastico, sono obiettivi del MDB. Pertanto gli
elementi innovativi del MDB non si limitano alla contemporanea attivazione di più
bersagli cellulari neoplastici, ma si estendono all’obiettivo di esaltare efficienza
trofismo e attività delle cellule sane, e ripristinare l’equilibrio biologico in funzione di
contenimento dell’espansione neoplastica.Tra le finalità del MDB la modulazione
circadiana anche di biodisponibiltà e recettività terapeutica con indoli pinealici, in un
contesto di continuità temporale e spaziale, intesa come assedio ermetico di una
cellula tumorale già sensibilizzata dai numerosi agenti differenzianti, alla quale vengono al
tempo stesso sottratti numerosi fattori di crescita,senza concederle (diversamente dai
cicli chemioterapici) pause di recupero, il tutto integrato da minimali dosaggi
apoptotici, non citotossici e non mutageni di chemioterapici la cui tollerabilità è
esaltata dalla MLT e dalle vitamine del MDB.

Recentemente stanno trovando sempre più ampia conferma, e cominciano ad essere
adottati, (ovviamente senza citarlo) questi postulati terapeutici anticipati dal Prof
Luigi Di Bella a partire dalla metà degli anni sessanta,trattati nel citato volume “Il
Metodo Di Bella”: che riassumo e che rappresentano sul piano scientifico gli
elementi peculiari e innovativi del MDB richiesti dal CSS:

1. La modulazione circadiana mediante gli indoli della Pineale, della risposta
terapeutica ai farmaci somministrati, associata al recupero dei ritmi circadiani
fisiologici, sovvertiti nel paziente neoplastico.
2. La regolazione negativa dell’espressione e trascrizione e pertanto
dell’increzione e del tasso sierico di fattori di crescita mitogeni, di oncogeni, e
dei rispettivi recettori, in funzione citostatica, pro apoptotica e antiproliferativa,
antimetastatica, sia mediante somatostatina e analoghi, inibitori prolattinici,
che melatonina, retinoidi, tocoferoli, tachisteroli D3 o deltanoidi
3. Rilevante effetto antiangiogenico di somatostatina e analoghi, Retinoidi, Vit
D3,Vit E, Vit C, inibitori prolattinici (Cabergolina e/bromocriptina)
aminozuccheri (condroitinsolfato), notevolmente potenziato dal loro
sinergismo. Nel MDB l’inibizione sia diretta dell’angiogenesi, che indiretta, si
realizza attraverso la contemporanea e sinergica regolazione negativa sia
dell’espressione e increzione di GH, IGF1, FGF, PDGF, VEGF, TGF, HGF,
EGF, che dei rispettivi recettori, della cascata monocitica, e della sintesi
epatica di IGF1, GH dipendente, come ampiamente confermato in letteratura
(bibliografia allegata). L’entità e l’estensione della risposta antiangiogena
superano ampiamente, con profilo tossicologico più favorevole, l’effetto
selettivo dei recenti anticorpi monoclonali antiangiogeni limitato all’azione sul
solo VEGFR.
4. Il rilevante e ubiquitario effetto mitogeno sia recettoriale diretto del GH, che
indiretto attraverso l’induzione di fattori di crescita mitogeni (vedi le numerose
pubblicazioni di vari Autori tra cui Lincoln ed AA allegate in bibliografia)
come IGF1, VEGF, EGF ecc…e la logica e innovativa strategia terapeutica di
inibirlo col suo fisiologico antitodo, la SST. La necessità di inibire
contemporaneamente il forte effetto mitogeno, di poco inferiore al GH, della
PRL, fattore di crescita ubiquitario i cui recettori sono stati individuati in
un’estesa varietà di neoplasie di cui promuove la proliferazione e diffusione.
5. Lo spostamento dell’asse terapeutico da farmaci citotossici e citoriduttivi a
ligandi recettoriali biologici sia esoergonici che endoergonici, in funzione
omeostatica, antiblastica, immunoneuroendocrina, antiangiogenica,
differenziante, citostatica, apoptotica, antiproliferativa, associando questi
effetti all’esaltazione del trofismo e della funzionalità di endoteli, parenchimi e
tessuti, e al ripristino fisiologico della matrice extracellulare e di tutto
l’ambiente biologico extracellulare.
6. L’estensione dei bersagli terapeutici all’ambiente biologico extracellulare,alla
matrice extracellulare, di cui gli studi recenti stanno documentando in forma
ampia e crescente il ruolo primario nella omeostasi antiblastica. Nel MDB
viene valorizzato ad obiettivo terapeutico il determinante condizionamento
dell’ambiente biologico extracellulare sulle cellule neoplastiche e sane che vi
convivono.
7. Tempi, criteri d’impiego e i dosaggi di chemioterapici secondo concetti ora
adottati dalla “Terapia metronomica”, con superamento delle controindicazioni
tossiche e altamente mutagene dei dosaggi citolitici, e della discontinuità
d’azione che scopre ampi spazi tra i vari cicli chemioterapici, alla
proliferazione, migrazione e colonizzazione metastatica di popolazioni
neoplastiche. Altro rilevante progresso della concezione MDB è l’abbattimento
degli elevati incrementi di reazioni ossidative chemioindotte e conseguente
concentrazione di radicali liberi notoriamente cancerogeni.
8. L’estensione dei bersagli terapeutici al controllo dei potenziali di membrana
cellulare e pertanto dei canali ionici della permeabilità e degli scambi
attraverso la membrana stessa. (Vedi pubblicazioni del Prof Di Bella sulla
capacità di MLT e Citocalasina B di modulare potenziali di membrana riportate
nel citato volume il Metodo Di Bella”).
Per evidenziare i meccanismi d’azione con cui i componenti del MDB portano ai
riscontri descritti, ho ritenuto opportuno riportare a conferma una revisione
aggiornata della letteratura sul potenziale antitumorale delle molecole del MDB.
Due elementi portanti per la comprensione e la conferma del MDB sono
rappresentati dalla capacità dei componenti del metodo di regolare negativamente
l’asse mitogeno GH-IGF1 e un’ampia gamma di fattori di crescita che
intervengono nella proliferazione e nell’angiogenesi neoplastica
Per ogni componente del MDB sono riportati i principali meccanismi d’azione, gli
autori che li hanno confermati e la bibliografia relativa. Ho ritenuto utile inserire
questa documentazione, anche per l’estensione da parte del Ministro della Salute
del mandato al CSS ad esaminare il razionale, le basi scientifiche e il riscontro del
MDB nelle banche dati medico scientifiche.

Pubblicato il 1/1/2008 alle 20.17 nella rubrica Fisiologia.

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