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OI DIALOGOI (TENDENZA SCAZZO)

Eugenio si è insolentito per questo post, sentendo probabilmente puzza di "cattolico", e scattandogli così il riflesso.

Ne è venuta fuori un'animata discussione, che vi propongo. Il linguaggio è talvolta un po' crudo, ma si sa: la Vita non è un pranzo di gala.
Ci guadagna la chiarezza.

Eugenio

Magari, se leggessi dei giornali invece che carta da cesso, non ti faresti infinocchiare da notizie falsate per becera propaganda:

http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=511209&in_page_id=1770

Capisco che neanche questo stia bene a voi seguaci di Ratzinger, Robertson e Al-Qaradawi, e le coppie omosessuali le vedreste comunque meglio in un campo di concentramento - quindi magari neanche la notizia *vera* ti starà bene, ma i fatti sono che nessuno ha vietato niente, e la circolare del ministero si limita a chiedere agli insegnanti di non dare per scontato che i bambini abbiano genitori eterosessuali e di usare "genitori" invece che "papà e mamma" laddove appropriato, il che non mi sembra il preludio all'Apocalisse.

(oh, ed ho citato d'intenzione il Daily Heil, che almeno non lo si può accusare di far parte della lobby dei demogiudeoscientistmassonfrociatei)

Maedhros

Dunque, non hanno vietato di usare "mamma e papà", ma hanno chiesto agli insegnanti di usare esclusivamente il termine "genitori".
E...dove sarebbe la differenza?

Vedi, per noi che non seguiamo nessuno (Ratzinger ci limitiamo ad ammirarlo come filosofo, e rispettarlo come capo di una Chiesa che sta in giro da 2000 anni e rappresentante spirituale di un miliardo e passa di persone) gli omosessuali sono persone che hanno orientamenti sessuali diversi dai nostri, e la cosa è pienamente legittima in quanto rientra nel dominio inviolabile di ciascuno.
Civilmente sono quindi persone come altre, con gli stessi diritti ed uguali doveri. Tra questi doveri rientra quello di non scassare il cazzo al resto del mondo, e loro non ne sono esentati. Sono pertanto pregati di non cercare di imporre le loro particolarità agli altri, nel linguaggio, nei comportamenti, nel modo di pensare, et cetera. Se a qualcuno fa senso un rapporto sessuale con una persona dello stesso sesso, beh, non gli puoi vietare di dirlo, per esempio. Come loro sono liberi di esprimere il loro disgusto verso un amplesso intergenere.

Voi seguaci degli alter ego di Robertson ed Al-Comecazzosichiama (scusa, ma non frequento certa gente, ed ho difficoltà con i loro nomi) pretendereste che il 97% della popolazione mondiale si conformasse ad una visione del mondo e dei rapporti sessuali che è propria degli omosessuali, e rinunciasse alle proprie. Altrimenti si offendono, poverini.

Per me un rapporto omosessuale rimane qualcosa di anormale, ed è anormale una famiglia dove entrambi i genitori siano dello stesso sesso. E non è che posso essere costretto a ritenerlo normale soltanto perché la cosa è molto chic agli occhi di voi radical-supercazzeggianti.

Naturalmente non è che loro debbano cambiare i loro orientamenti sessuali perché io li ritengo anormali. Ritengo anormali un sacco di cose che vanno per la maggiore tra un sacco di gente.

Ritengo però un'aggressione il cercare di vietarmi di avere le mie convinzioni, ed esprimerle. E quando mi sento aggredito, io tendo a reagire molto male.

Non c'è bisogno di queste cazzate per evitare bullismi e prevaricazioni varie. Basta far rispettare le leggi, che ci sono e valgono per tutti. Non esistono disposizioni che stabiliscano la non punibilità di un'aggressione se la vittima è omosessuale.

Apprendo dall'articolo del Daily che Leonardo da Vinci era un omosessuale. Francamente è la prima volta che sento una cosa del genere. Ma come che sia, la cosa dimostra l'inesistenza di un modello omosessuale. Una grande persona sarà ricordata come tale a prescindere da quello che combina in camera da letto. Al contrario di certe checche che pretendono di essere qualcosa di speciale per il semplice fatto che si accoppiano in maniera diversa.

E manu militari vorrebbero che il resto del mondo si adeguasse.

Io in un campo di concentramento ci vedrei bene solo gli idioti.
Ma come ben sapeva De Gaulle, il compito sarebbe troppo arduo!

Eugenio

"Ritengo però un'aggressione il cercare di vietarmi di avere le mie convinzioni, ed esprimerle. E quando mi sento aggredito, io tendo a reagire molto male."

Mi sembra giusto. Estendi questo privilegio anche agli altri, o vale solo per chi condivide le tue personali posizioni?

E se sì, quale sarebbe il tuo problema con quelli che volevano far sapere al vecchio ex-nazista cosa pensavano di lui all'ingresso della Sapienza? Come mai l'espressione delle *loro* convinzioni diventa magicamente "censura"?

Sulla stessa linea, sono certo che sei entusiasta dell'espulsione dell'imam di Carmagnola e della chiusura del suo blog, senza che lui si fosse mai reso colpevole di alcun reato: me la spieghi, questa cosa?

Oh, e fra parentesi, quando in Italia era appena diventato legale il divorzio, grazie alla liberale impronta data dalla superiore civiltà cattolica alla nostra società, c'era un certo stigma sociale, a scuola, associato all'essere figli di divorziati, ed *era* spesso un'umiliazione, per i bambini (l'ho visto su miei compagni di classe) la classica frase del maestro "e recitate la poesia davanti a papà e mamma - oh, scusa, davanti a mamma, per te". Una circolare che ricordasse ad un maestro/professore imbecille che, nonostante le prediche del suo imam, i divorziati esistevano avrebbe risparmiato a quei bambini umiliazioni e isolamento che erano, e ripeto, l'ho visto con i miei occhi, estremamente reali, soprattutto in realtà come la provincia dell'Italia meridionale, inspiegabilmente retrograde nonostante la capillare penetrazione di una forza liberale come il cattolicesimo.

Fermo restando, poi, che il Giornale ha fatto quel che lo pagano per fare, propaganda basata su notizie alterate. Non sta scritto da nessuna parte che dire papà e mamma è illegale/vietato. Si ricorda agli insegnanti che in classe ci possono essere bambini che papà e mamma non ce li hanno, per una di diverse possibili ragioni, e si consiglia di fare un minimo di attenzione.

Maedhros

Fammi il favore di non ripetermi ancora che non hanno vietato alcunché, ma solo chiesto alle insegnanti di non utilizzare le parole "mamma e papà". Ho capito!
Anch'io vent'anni fa diedi di mia volontà la mia motocicletta ad un tizio.

Volontà formatasi a seguito di uno sguardo alla calibro 9 che aveva in mano.

Fermo restando che non sbircio il Giornale da un paio di mesi circa, e che il link l’ho preso dal Corriere. Hai presente? Il foglio dei socialisti d’alto bordo.

Vecchio nazista?
Ti riferisci a Gunther Grass? No, non può essere. Alla Scemenza lui sarebbe stato accolto con tutti gli onori; in fondo la sua piroetta lo ha portato dai nazisti neri a quelli rossi, è rimasto in famiglia insomma.

Quindi devi riferirti al Capo dei Cattolici, quel miliardo e passa di persone a cui nei vostri sogni bagnati dovrebbe essere impedito perfino di aprire bocca. Quello che, diciassettenne, fece esattamente quello che avresti fatto tu se fossi stato un suo contemporaneo e compaesano.

Il mio problema al riguardo l'ho già spiegato. Si tratta del post dedicato a Giovanni Floris, signore confuse, e rimbambiti.

Nel caso la lunga permanenza londinese ti stesse causando problemi con l'italiano, mi ripeto.
Nessuno nega il diritto dei 67 cretini ad esprimere tutta la loro pochezza intellettuale, e contestare con la consueta povertà d'argomenti le posizioni di Ratzinger. Rectius, contestare che Ratzinger possa esprimere argomenti. Nessuna critica di merito è formulata nella loro letterina.
La critica agli argomenti del Vaticano è lo sport nazionale per un sacco di gente, il più delle volte non perché si contesti il merito degli argomenti ma semplicemente perché vengono dal Vaticano.
La critica però va fatta con i dovuti modi; scrivendo, ragionando, pubblicando, confutando, et cetera.
Non è critica mobilitare gli zombies di risulta, quelli del pensiero estinto, e scagliarli contro l'avversario, con tutto l'armamentario dei nipotini di Stalin: occupazioni, pretese di controinaugurazioni, minacce di assalto alla "zona rossa", magari rivendicazioni di libertà di lancio di uova e pomodori.
Non funziona così, mi dispiace. Se vuoi contestare qualcuno, gli devi permettere di parlare, ovunque! Soprattutto in una Università che viene tenuta aperta dai soldi dei contribuenti, e dove quindi con buona ragione i Cattolici potrebbero essere considerati azionisti di maggioranza.

Non minacciare sfracelli se si permette di farlo.

Capisco che la cosa risulti ostica ai discendenti delle scimmie, ma tant'è....si devono adeguare nondimeno.
O tornarsene nella foresta!

Non conosco l'imam di Carmagnola, né i fatti o i motivi che hanno portato alla sua espulsione, e quindi non posso risponderti con cognizione di causa.
Comunque, per me il mondo non si divide tra cose che sono previste come reato e cose che non lo sono, ma tra cose giuste e sbagliate.
Del resto, è davvero incredibile che con le 150.000 leggi e regolamenti frutto della demenza socialista che da un secolo opprime il Paese non si trovi un reato da appioppare a qualcuno, se lo si vuole.

Conosco un altro imam, però, mi pare di Torino, che incitava allo sterminio degli infedeli, alla sottomissione della donna, e tante altre piacevolezze del genere. E sto ancora aspettando che il ministro ad minchiam la smetta di trastullarsi con elucubrazioni siculo-pakistane e lo rimandi a calci in culo da dove è venuto.

La pretesa di reciprocità è politica consolidata e costitutiva della Casa, e non ammette deroghe. Riconosce il diritto ad esprimersi solo a chi lo riconosce agli altri.
In caso contrario, si va ai materassi!

Apprezzerai la semplicità della cosa, spero.

Mio padre morì che ero un bambino, e pertanto ero uno di quelli che non potevano leggere poesiole e composizioni a "mamma e papà", uno di quelli che durante le Feste guardava la Vita un po' di lato, in disparte, uno di quelli che il 19 marzo si beccava sguardi laterali di compiaciuta commiserazione e tentava di darsi un contegno dirigendo lo sguardo verso le finestre in cerca d'altro a cui pensare.

Non mi sono mai sentito offeso, né umiliato. Solo triste!
A volte un po' incazzato, non sopportando di non riuscire a capire perché certe notti le passassi sciogliendomi letteralmente in lacrime, senza sapere perché e senza poter smettere.

Ma non m'è mai passato per la testa che gli altri dovessero cambiare il loro modo di essere e di pensare e di vivere e di parlare perché m'era capitata in sorte quella poco invidiabile posizione di mezzo orfano.

Voi vi dovete ficcare in testa che non si può imporre la sensibilità o l'intelligenza o la felicità per legge, perché sono cose declinate in una infinità di modi, tutti legittimi.
Se quella compagna di classe declinava la sua ostentando il suo avere un padre quando questi l'andava a prendere a scuola, al contrario di me, ebbene, ne aveva ogni diritto!
I cocci erano tutti miei, perché non era certo colpa sua la situazione in cui stavo, e lei non poteva certo essere obbligata a rapportarsi a suo padre in maniera differente, magari stabilita dal ministro dell'istruzione, solo perché io non potevo farlo.
Né si poteva pretendere che venisse eliminata la parola "papà" o la figura del padre dalle lezioni di un insegnante solo perché io non ce l'avevo più.

Solo un malato di mente avrebbe potuto pensarlo.
Appunto!

Allo stesso modo, il figlio di divorziati o di omosessuali non può pretendere che il resto del mondo rinunci alla dimensione paterna o materna per il fatto che lui è costretto a vivere dalla scelta dei suoi genitori in un contesto che è privo di una delle due.

D’altra parte non è che il figlio di un omosessuale sia privo della figura paterna o materna, la sua concezione. Egli ha un padre ed una madre, come il figlio del divorziato o di chiunque altro. Una di quelle figure è stata sacrificata dalla scelta dei suoi genitori, ma esiste, sia pur sbiadita, resa marginale. Come è accaduto a me, o ai figli di quelle intere generazioni europee scomparse nelle grandi mattanze del secolo scorso, ciò che manca è la presenza paterna (o materna), non la figura, che rimane, come la consapevolezza, il ricordo, l’aspirazione, l’esempio.

Ne può essere privo solo se sia stato dato in adozione ancora in fasce ad una coppia di identico sesso, ed è la ragione per cui tale aberrante pratica andrebbe vietata, a meno che l’adottato non sia in grado di esprimersi a favore della cosa, e lo faccia.

Gli omosessuali hanno ogni diritto a vivere la loro sfera sessuale ed affettiva come meglio gli aggrada (possibilmente senza scimmiottare il matrimonio, che è altra cosa), e gli stessi diritti di chiunque altro sui loro figli naturali. Il limite qui è quello che vale per tutti.

Ma non possono avere alcuna pretesa di ricevere il bambolotto per trastullarsi. Esiste il diritto (che è principalmente un dovere) ad essere padre (e madre) dei propri figli, non esiste un diritto ad essere padre (o madre) non facendo figli.

E’ dalla notte dei tempi che i figli degli umani vengono cresciuti da un padre ed una madre, anche quando uno dei due venga a mancare o debba essere sostituito.

E per la miseria, ci deve essere allora una dannatissima buona ragione!

Pubblicato il 5/2/2008 alle 14.51 nella rubrica Articolati.

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